Il cane di mio fratello

 IL CANE DI MIO FRATELLO

 Poi c'è la storia del cane di mio fratello.

Oddio, il possesso in questo caso è assolutamente formale.

 Successe per caso, successe per le trame del destino, ma un giorno Armando, amico di mio fratello, trovò il cane in una stazione di servizio delle Autostrade Italiane, lo salvò e lo diede a mio fratello che in quel periodo desiderava una cane perchè si vedeva figo come single che porta a spasso il cane e incontra gran donne che portano a spasso i cani nel sotto-mura, poi, grazie all'amicizia dei cani, si diventa amici e poi si fa sesso.

Chi non ha cani può benissimo usare i figli, propri o degli altri.

Comunque il cane, bel cane poi, tipo setter irlandese, sul marrone chiaro, alto un metro e oltre, cucciolo, simpatico.

Poverino, viene da pensare, triste e abbandonato nella stazione di servizio che si aggira tra gli avanzi di Camogli e patatine. Poverino, ha anche pensato mio fratello, che come Soccorritore di Cani Abbandonati acquisiva un sacco di punti in più nella costruzione della sua immagine per cuccare nel mondo.

 Il cane comunque venne scaricato nella casa di mio fratello un giorno delle vacanze di Pasqua. Mio padre era in ferie nel profondo Sud, particolare non trascurabile se si pensa che i due abitano insieme e che mio padre odia gli animali.

Ma quello anche era il periodo in cui mio padre era fidanzato con una sfegatata animalista bio-naturista. Beveva tisane ai fiori di Bach e la domenica accompagnava i cani del canile in giro per le campagne. Anche il suo era un modo per cuccare.

Una volta approdato sul lettino singolo della camera degli ospiti, il cane seppe che da lì mai nessuno l'avrebbe smosso.

Continua...

 


 

Non so come i due abbiano deciso le linee guida della nuova convivenza, ma il cane venne allevato in casa, tre camere soggiorno cucina bagno, e venne chiamato Achille, piè veloce, sottotitolo che diceva sempre mio padre con un sorrisino da imbonitore sulla faccia.

Dopo un paio di settimane in cui il cane praticamente sedeva a tavola con noi e addentava il prosciutto nel tuo piatto appena ti distraevi un attimo, tutti ne avevamo già le palle piene.

 - A me mi fa schifo mangiare col cane a tavola, - sbottavo io le volte che andavo a pranzo, mangiando quasi in piedi perchè il cane cercava ogni volta di intercettare la mia forchetta col rigatone.

- Non ne posso più, non riesco neanche a mangiare mentre guardo il telegiornale! - Mi rimandava mio padre.

- Scusa, ma con tutto il giardino che avete fuori, perchè non sta fuori? I cani grandi io li ho sempre visti fuori da casa.

- Dillo a tuo fratello, è lui che l'ha abituato a dormire a letto con lui

- E' stata la settimana che tu eri in terronia, - diceva incazzato mio fratello. - E io facevo il turno di notte, mica potevo farlo abbaiare tutto il giorno fuori!

- E poi c'è una puzza di cane qua dentro...

- Basta ignorarlo. Non lo considerare e lui dopo un po' se ne va. - Diceva mio fratello e poi se ne andava via lasciandoci soli in balia del cane.

 La settimana successiva giravano in casa librini presi nei mercatini a 1€ dal titolo "il setter irlandese grande amico", "come educare il tuo cane","ama il tuo cane come te stesso". Quest'ultimo regalo della fidanzata ayurvedica di mio padre. Il risultato delle intense letture fu la fabbricazione da parte di mio padre di un bastone di giornali vecchi tenuto insieme con scotch da pacchi.

Continua...

 


 

Quando il cane faceva qualcosa di disdicevole tipo bere l'acqua direttamente dal cesso e sbavandola per casa, mio padre urlava bestemmie al suo indirizzo e agitava il bastone con gli occhi torvi. Ovviamente il cane stava buono un secondo e poi tornava a rompere, poi mio fratello usciva dalla sua stanza blindata in boxer e, ancora assonnato, prendeva il guinzaglio e lo portava a fare un giro.

- Meno male che tuo fratello si è degnato di portarlo fuori! E' una settimana che tre volte al giorno lo porto fuori io, e lui sta a letto. E' suo il cane, ha detto che ci pensava lui a tutto!

 E comunque il cane era ancora in casa.

A parte la cosa del cibo, del pelo che disseminava sul parquet e delle cacche in cortile, c'era che ti faceva le feste.

E' bello i cani che fanno le feste, pensa uno senza cani o con cani normali, è bello che ti riconosce dal rumore della macchina mentre stai parcheggiando, e poi ti corre incontro leggiadro e tu gli fai un amichevole carezza sulla testa e lo saluti e lui torna a farsi i cavoli suoi di cane.

No, lui Achille piè veloce appena imboccavi la curva di via Val Giralda cominciava ad agitarsi festoso nei suoi allegri 80 kg di pelo bagnato e bava e fango. Toglievi le chiavi dal cruscotto e lui per l'impazienza appoggiava le zampe davanti al cancello che ti separava da lui e abbaiava. Se aspettavi titubante senza entrare perchè impreparata a tanta foga, lui cercava di aprire il cancello con la bocca, sbavando tutta la maniglia.

A quel punto io in genere suonavo il campanello, arrivava giù mio padre col bastone o mio fratello col guinzaglio e nonostante ciò Achille piè veloce mi saltava addosso festoso e mi atterrava sul rosaio appena piantato, aspettava che mi rialzassi, e mi accompagnava in casa appiatendomi lungo la parete delle scale perchè lui doveva arrivare per primo.

 - Ma è normale tutte le volte un lavoro del genere? Quando vengo a trovarvi a casa mi sembra che debba passare una prova di sopravvivenza! - Dicevo io coi pantaloni neri eleganti a zampate di terriccio.

- E' ingestibile, - si accasciava mio padre sulla sedia della cucina. - Guarda non ce la faccio più, sono stremato, tutti i giorni a portalo fuori solo io, perchè quel cretino di tuo fratello tiene da fare, è stato due giorni a Milano, la sera va a prendere gli aperitivi, e chi lo porta fuori quel povero cristo? Io, non sono neanche più libero la sera di mangiare fuori e dormire da Rosa. Volevo darlo a via

- Guarda che se regali a qualcuno il cane Rosa ti molla.

Continua...

 


 

 Dopo circa due settimane di latitanza andai alla solita casa, non ne avevo mica tanta voglia, per la storia del cane poi. Tutte le volte a combattere per riuscire ad arrivare alla porta senza essere sbavata, assaltata, messa al muro. Tutte le volte a mangiare un po' in piedi un po' seduta e spalancare le finestre perchè a me l'alito di cane dopo che ha mangiato mi fa venire da vomitare. Tutte le volte a sentirmi le sfuriate di mio padre contro mio fratello per via del cane, e l'ombra di mio fratello vagante per la casa in boxer, con l'aria offesa.

No, non avevo mica voglia.

Ma quella volta dopo due settimane ci andai, per i soliti sensi di colpa e i sensi del dovere. Fuori dal cancello presi dalla buchetta delle lettere una decina di depliants pubblicitari e li arrotolai a mo' di bastone. Mi mancava solo lo scotch.

Achille piè veloce ovviamente mi stava aspettando da quando io ero al semaforo cento metri prima. Era davanti al cancello ad attendermi e aveva concentrato tutta la sua frenetica contentezza nella coda, che dimenava all'impazzata. Ogni tanto abbaiava al mio indirizzo per darmi il benvenuto. Io aprii piano il cancello facendomi scudo con i volantini. Lui si fermò un attimo sospeso e mi guardò con aria beota e felice. Io lo guardai un po' intimorita. Oddio, e adesso che fa?

Ma quella volta stranamente non mi saltò addosso e mi accompagnò festoso su per le scale fino alla tavola, mi sedetti.

Il cane andò a testa bassa fino al frigorifero ove lo guardavano paterni mio padre e mio fratello.

- bravo bravo Achille, bravo.

Mio fratello gli fece una carezza sulla testa, mio padre aprì il frigo e gli allungò un pezzo di wurstel.

- Oh, ma che è successo al cane? Sta male?

- Abbiamo iscritto Achille ad un corso di educazione per cani, perchè lui è un cucciolo e ha bisogno di imparare le regole

I costi per la fornitura settimanale di wurstel crebbero a dismisura in quella casa, e Achille conobbe il peso del ricatto.

 Allo stato attuale dei fatti, il letto singolo della camera degli ospiti è stato trasportato in cantina, e al suo posto c'è la brandina scaccata rossa, giaciglio del cane. Pelo ovunque. Quella degli ospiti è anche la stanza di mio figlio quattro anni quando viene qui, piena di giochi, qualcuno morsicato dal cane.

Ma tanto lui, Achille piè veloce, nelle sue stanze non ci sta mai, o è in cucina ad elemosinare un pezzo di wurstel, o è in camera di mio fratello, sul letto, a guardare la televisione, o è sul divano tre posti in pelle umana, sommariamente coperto con un asciugamano da mare, a guardare i pesci dell'acquario.

Bella vita fa lui, il cane di mio fratello, il possesso in questo caso è assolutamente formale.


Tags

NOTIZIE