Ferrara. Approvata la direttiva per i contributi alle famiglie colpite dal sisma

 Con determinazione del 18 giugno scorso il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Demetrio Egidi, ha approvato la direttiva che disciplina termini, criteri e modalità procedurali, per la presentazione delle domande e l’erogazione dei contributi per l’autonoma sistemazione dei nuclei famigliari sfollati dalla propria abitazione, a seguito degli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012. Un provvedimento preso per le Province di Ferrara, Bologna, Modena e Reggio Emilia. 

Possono presentare richiesta di contributo i nuclei famigliari la cui abitazione principale (intesa come quella in cui alla data degli eventi sismici risultava stabilita la residenza o la dimora abituale), risulti distrutta, in tutto o in parte, sia stata sgomberata con provvedimento dell’autorità competente e ricada in zona ad accesso interdetto con provvedimento dell’autorità competente. La disposizione vale anche per le abitazioni per le quali sia stato
richiesto il sopralluogo ai fini della verifica dell’agibilità (la cosiddetta scheda AeDES).
La domanda deve essere presentata, a mano o mezzo posta, al Comune in cui si trova
l’abitazione entro il 10 luglio 2012, utilizzando il modulo Domanda Contributo Autonoma
Sistemazione pubblicato, insieme con il testo della direttiva, anche sul sito della Provincia
di Ferrara all’indirizzo: www.provincia.fe.it (titolo notizia: “Approvata direttiva regionale
erogazione contributi per sistemazione famiglie colpite dal sisma”).
 
Il contributo è concesso a chi provvede autonomamente alla propria sistemazione, anche da
parenti ed amici, fino ad un massimo di 600 euro mensili e comunque nel limite di 100 euro
per ogni componente del nucleo familiare. Nel caso di nucleo composto da una sola persona il
contributo è di 200 euro mensili, mentre contributi aggiuntivi sono previsti anche per famiglie
in cui siano presenti anziani o portatori di handicap.
Il contributo è concesso dalla data del sisma sino a termini diversamente specificati nella
direttiva (al punto A. 3), in base alle tipologie di abitazioni e relative inagibilità, e comunque
non oltre la scadenza dello stato di emergenza, fissata al 31 maggio 2013 dal decreto legge 74
del 2012.

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