Intervista a Gianmarco Ebeling, cestista ferrarese

 Gianmarco Ebeling è un giovane 19enne ferrarese che ha fatto della pallacanestro la sua strada.

La guardia, che può giocare anche da ala piccola, è "figlio d'arte": il padre, John, è stato, ed è tutt'ora, un grande esempio in questo sport ed è, attualmente, Direttore Sportivo della Bondi Pallacanestro Ferrara, squadra dove milita proprio il figlio Gianmarco.

Nonostante il cognome e una carriera già importante, il giovane Ebeling ha le idee ben chiare e i piedi ben saldi, grazie soprattutto agli insegnamenti del padre. Significativa, nel suo percorso di crescita sportivo, la militanza nelle giovanili della Virtus Bologna.    

I - Gianmarco, ci racconti il tuo percorso sportivo?            

G - Ho iniziato a giocare quando avevo 4 anni con le giovanili di Ferrara fino all'età di 13 anni quando sono stato chiamato dalla Virtus dove ho fatto le giovanili fino all'Under 15 per poi tornare a Ferrara a fare il primo anno di Under 17.

Il secondo anno di Under 17, invece, l'ho giocato alla Scavolini Pesaro, dove mi sono trasferito  e dove mio padre viveva già da un anno perchè lavorava come Direttore Sportivo della prima squadra; abbiamo raggiunto l'interzona senza però riuscire ad accedere alle finali nazionali.

Successivamente sono tornato a Ferrara e ho giocato il mio primo anno di Under 19 ancora alla Virtus, ottenendo una bella soddisfazione arrivando terzi in Italia. Il mio ultimo anno di Under 19 l'ho iniziato nuovamente in Virtus ma per diversi motivi, tra cui quello scolastico, dopo tre mesi ho deciso di finire la stagione a Ferrara nella SBF con cui siamo arrivati all'interzona, un buonissimo traguardo per la società. Attualmente milito e inizierò la nuova stagione nella Pallacanestro Bondi Ferrara.                              

I - Che esperienza ha rappresentato Bologna? Quali ricordi ti ha lasciato la Virtus?

G- Mi hanno insegnato la parte dura della pallacanestro, che non è solo divertimento ma anche tanta fatica. Bella esperienza, ricordo con piacere il mio primo allenatore Marco Sanguettoli, che mi ha insegnato tantissimo.     

I - Che cosa rappresenta, per te, questo sport? Come lo vive un giovane ma già affermato cestista come te?                              

G - Per me il basket è uno stile di vita! È passione, rispetto e amicizia.

È il luogo dove mi rifugio e trovo una soluzione per tutto; la pallacanestro è fatica ma mi dona gioia e soddisfazione. Mi definisci "giovane ma già affermato cestista" quando la strada, per me, è ancora lunghissima e fatta di tanto tanto allenamento: ho sempre ritenuto l'allenamento fondamentale e credo che, solamente grazie ad esso, possa continuare a migliorare.

Ho 19 anni e tutto il futuro davanti; mi piace pensare che, con determinazione, un giorno possa arrivare da qualche parte.

Ora, naturalmente, questo sport lo vivo con molto più impegno e serietà rispetto a quando ero bambino e spero un giorno possa diventare il mio lavoro.                        

I - Che cosa rappresenta, per te, John Ebeling?          

G - Mi ha sempre fatto piacere essere definito "figlio d'arte" perchè, secondo me, mio padre era e rimane il migliore. Anche se ogni tanto questo ha comportato delle pressioni, durante gli anni ho imparato a gestirle.

Mio padre mi ha insegnato a dare il massimo in ogni cosa, come nella pallacanestro così a scuola; non mi ha mai obbligato a giocare, lasciandomi la libertà di scegliere dicendomi sempre: "Basta che tu dia il 100% e ti diverta".

Mi ha insegnato i valori della vita e della pallacanestro, che in realtà sono gli stessi. Io la mia strada l'ho scelta e, ovunque mi porti, darò il massimo.