Luca Capecchi, ex portiere di calcio, si racconta.

 "La vocazione di portiere l'ho scoperta fin da bambino: ho indossato i guanti per la prima volta all'età di otto anni, giocando i tornei delle vallate nelle vacanze montanare con gli amici; ma definitivamente si è materializzata all'età di 13 anni.

Con la scuola si organizzavano i tornei della regione, ed io sono stato scelto dall'allora professore di educazione fisica come portiere.

Ho iniziato a giocare nel settore giovanile dell'Imola calcio fino all'età di quindici anni. Successivamente mi trasferii a Lugo di Romagna nel Baracca Lugo, rimanendoci per sette anni (due di settore giovanile e cinque di prima squadra, nella vecchia C2).

Nell'estate del 1997 sono passato nel Cittadella calcio dove sono rimasto per cinque anni, conquistando la prima storica promozione in C1 e quella ancora più importante in serie B.

Nell'estate del 2002 mi sono trasferito a Pisa, in C1, dove sono rimasto per un anno perdendo la finale play off per andare in serie B. A settembre 2003, dopo un breve ritorno a Cittadella, sono passato al Sora, una parentesi durata appena sei mesi; da gennaio 2004 a gennaio 2008 ho giocato a Ravenna, vincendo due campionati (dalla C2 alla B).

A gennaio 2008, dopo aver disputato i primi sei mesi nel campionato cadetto, mi sono trasferito a Cagliari, dove sono rimasto fino a fine stagione. Ad agosto 2008 sono arrivato a Ferrara, dove ho chiuso la carriera.

I ricordi più belli sono legati alle persone che ho conosciuto durante la mia carriera mentre sul campo un ricordo indelebile è stato l'esordio in serie A a San Siro contro l'Inter.

I momenti sportivi che mi hanno lasciato l'amaro in bocca sono tre:  la finale play off per accedere in B contro l'Albinoleffe quando giocavo a Pisa; il secondo è stata la sconfitta in casa allo stadio Mazza contro il Cesena nella stagione 2008/2009 che ci avrebbe consentito di giocare la B fino all'ultimo. In ultimo la delusione dei playout contro il Pavia sempre allo stadio Mazza.

Sono stato un compagno leale, generoso e positivo per tutto l'ambiente e questo mi è stato sempre riconosciuto.

Il mio difetto più grande da calciatore? Non so, chiedetelo a chi mi è stato vicino per tanto tempo.

Già da tre anni mia moglie Alessia ha aperto uno studio di Pilates in centro a Ferrara; ho continuato il percorso di formazione e, come lei, sono diventato Personal Trainer Power Pilates N Y. Il mio futuro è dedicato completamente all'insegnamento del Pilates e allo studio, alla mia famiglia che in tutti questi anni mi ha seguito nei vari spostamenti.

Ai ragazzi che intraprendono il ruolo più bello e difficile del calcio (il portiere) dico di perseverare di sacrifici e di amare il ruolo anche nelle difficoltà. Continuare negli studi e ottenere il massimo anche in questo.

Lo sport ed il calcio sono parte importante della nostra vita ma ancora di più lo sono lo studio e la famiglia."