Ferrara: tributo a Giorgio Bassani

 Ferrara: tributo a Giorgio Bassani e alle parole che egli le dedica 

“La prima cosa che provo quando arrivo a Ferrara, è un’irrefrenabile voglia di fare un giro per la città: mi faccio dare una bicicletta, e vado in giro per le vie, così, senza una meta”. 

Poche ma emozionanti frasi sono state pronunciate nei filmati proiettati martedì 23 novembre a Palazzo Bonacossi, per il tributo al grande scrittore ferrarese Giorgio Bassani, in via Cisterna del Follo numero 5, a pochi passi dalla sua amata “casa della magnolia”. 

Prima della proiezione dei filmati, però, importanti sono state le parole introduttive di Daniele Seragnoli: a dieci anni dalla morte dello scrittore, egli ricorda le iniziative ferraresi che sono state fatte in questo 2010, definito “l’anno Bassani”. “L’anno Bassani, però – ricorda giustamente Seragnoli – non finisce né con il 31 dicembre di questo anno, né il 13 aprile dell’anno prossimo (giorno della sua morte), ma si perpetuerà nel tempo e nella memoria di questa città che ha sempre voglia di ricordarlo. E ringrazio il cielo che a Ferrara sia stato donato uno scrittore come lui”. 

Da Andrea Maggi è stata poi ricordata l’iniziativa che rientra nell’ambito della mostra “Giorgio Bassani. Il giardino dei libri”, aperta fino al 17 dicembre a Palazzo Di Bagno, corso Ercole I d’Este 32. Per l’occasione ferrarese, la mostra è stata arricchita: vi sono manoscritti, oggetti di Bassani, la storia della sua formazione culturale, “la nostra Ferrara”, come dice Maggi.

 Qualche vibrazione è stata sicuramente avvertita dalle corde dei cuori ferraresi presenti, numerosi, calorosi, davanti a immagini e parole evocate dal video “Il giardino perduto” (di Lucia Correale e Carlo Zanframundo), presentato da Carlo Magri.

Immagini di una Ferrara che è stata, che è stata sentita, che è stata immaginata, che è stata vissuta; immagini che hanno rievocato momenti avvenuti nelle stesse vie che oggi sono percorse quotidianamente dai cittadini, e che, senza la nostra memoria, il tempo avrebbe incastonato lì, a quegli anni, a quei giorni, seppellendo emozioni perdute.

“Il ricordo non può sostituire la vita, ma può renderla più piena”, sono infatti le parole ascoltate ne La Ferrara di Giorgio Bassani”, di Renzo Ragazzi. 

Silvana Onofri ha presentato invece “Bassani legge Bassani”: Bassani “legge” la magnolia di cui parla in tutti i suoi libri, quella magnolia piantata nel ’39, qualche mese dopo l’emanazione delle leggi razziali. La commozione che le sue corde vocali fanno scaturire dalla lettura dei suoi stessi versi, si è impadronita della sala di Palazzo Bonacossi. La magnolia, e tutto ciò che essa significa per lo scrittore, continua a vivere, alta, ritta, forte, e guarda la città dall’alto.

Il tema della memoria, dunque, non si perde mai.

“E’ una letteratura del ricordo, quella di mio padre”, conclude infatti la figlia Paola Bassani, dopo gli affettuosi ringraziamenti. “Attraverso la sua letteratura voleva far vivere perpetuamente lo spirito di chi non c’era più, non dimenticandosi però, della sua vitalità e del suo slancio verso il futuro. Lui quando parlava di Ferrara parlava del mondo: ha messo un’anima nella città”. 

Se già prima le vie di Ferrara non erano percorse con indifferenza, al termine di quest’omaggio, erano viste con altri occhi dai presenti che tornavano in bicicletta alle proprie case: con in cuore un barlume, e in mente la voce di Giorgio Bassani:

“Eppure, dietro quel muro, io rivedrò sempre Micol dei Finzi Contini, che mi guarda, e mi parla”.


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