Il mio rumore del terremoto

 Il mio rumore del terremoto
Quel rumore! Martellante, infinito, una serie di tonfi vibranti.
Un giorno ho capito che non era il rumore cui alludevano tutti: quello era un boato, il lamento della terra smossa nella sua profondità, un qualcosa di dantesco, che da solo faceva vibrare le ossa.
No. Non era quello il ‘mio rumore’.
Ma dentro di me, il rumore del terremoto è ‘il mio rumore’. 
Con la scossa del 29, mi sono resa conto che ‘il mio rumore’ era dato dal vibrare di una scaffalatura in metallo che ho in guardaroba. Ma quella notte, ‘il mio rumore’ mi ha svegliato e non mi ha lasciato dubbi.
Altre scosse ho vissuto, molto minori: un dondolare di mobili e lampadari, assolutamente prive del ‘mio rumore’.

Succedeva così: lo stomaco chiamava il cervello, dicendogli di correre; il cervello rispondeva pigramente che …. “non ho capito ancora cos’è, e poi c’è il bambino da prendere prima di scappare!” Avevo il tempo di chiedere a mio marito: “Lo senti anche tu? Un terremoto! Andiamo fuori?”
Abbastanza lucidamente si rimaneva a letto, ad osservare, finchè il lampadario non smettesse di dondolare.

Ma il ‘mio rumore’ non mi ha fatto domande.

Devo però ammettere che tale consapevolezza ha lasciato un ottimo segno in me: ho compreso che la paura, l’istinto di fuggire, quello scaturisce dall’incomprensione, dall’ignoto.
Il ‘mio rumore’ ha chiaramente rivelato la sua natura, un terremoto, e senza alcun dubbio, senza esitazioni e senza paura mi sono alzata, di corsa ho ‘prelevato’ il cucciolo dal letto, ho incrociato le dita e sceso rapidamente le scale, verso la porta per uscire di casa, tutto all’unisono con mio marito, come nel nuoto sincronizzato. Prima della fine della lunga scossa, eravamo già sul piazzale, lontano da cornicioni e camini, ad interrogarci su quanto sarebbe durato…. 
Senza paura.
Quella, invece, è arrivata dopo.
Categorico: in casa ora non si torna.
Ma come fare nel cuore della notte?
Il nostro misero piano di emergenza può vantare la disponibilità di un camper, che però è bello chiuso in garage, il garage incorporato alla casa, la casa…..piena di dubbi se avesse retto alle vibrazioni.
Adesso la paura imperava, tornare in casa, prendere gli effetti personali minimi, cellulari, zaino, tablet e router wifi per sapere subito cosa è accaduto altrove, per comunicare subito.
Caricato il camper, la frenesia di uscire, prima della prossima scossa, prima che cada tutto, prima……e scoprire che la batteria del motore è completamente andata!
Spingerlo fuori a mano non fu difficile, ma con il bloccasterzo attivo non abbiamo potuto allontanarlo molto da casa. 
Di nuovo al sicuro, si può pensare di riposare un pochino. Lì, il ‘mio rumore’ non mi avrebbe mai raggiunto.

 

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