Utilizzando questo sito si accetta l'uso dei cookies per scopi statistici. Maggiori info su
Banner
Text Size
Banner

Spigoli il blog di Daniela Zannoni

Il sole nello stagno

 tu lo senti quando sta per arrivare la tempesta
quando il vento ti vortica attorno, 
caldo, insinuante
quando l'eco fugge lontano
quando tutto attende incerto
anche il sole nello stagno


NOTIZIE

Ho dato un passaggio ad una signora che faceva l'autostop.

 Si, lo so che è pericoloso, che non si sa mai chi ti incontri, che proprio l'aspetto innocente è quello che ti frega...

Lo so anch'io. (tra l'altro avevo anche mio figlio con me)

Stava percorrendo una strada molto trafficata, con mezzi pesanti e senza marciapiede ne banchina.
Era diretta fuori città, con la sua borsetta stretta stretta, le scarpe non certo da passeggio, l'aspetto sconsolato perchè nessuno si fermava.
Era rossa come un peperone dal caldo per aver camminato a lungo sotto il sole.
 
Dopo il mio passaggio, visto che non mi ero fermata nemmeno io, aveva un'espressione proprio disperata e, rinunciando a chiedere ulteriormente, si incamminava lungo il nastro d'asfalto cocente, mentre i capelli venivano sventolati dal passaggio dei TIR.
 
La guardavo nello specchietto. E ho deciso di tornare indietro.
 
Era una signora che tornava a casa dal lavoro ma che lo sciopero del trasporto pubblico aveva lasciato in stazione (ormai aveva già percorso 3 km). 
 
Doveva arrivare proprio al mio stesso paese, ancora 7 km più in là.
 
Mi ha chiamata 'angelo'!
 
Sono così contenta di averle dato un passaggio che griderei a tutti: "perchè siamo diventati così crudeli e insensibili!!?" Ci saranno i casi che raccontano i tg, ma non dobbiamo essere così ciechi verso chi si trova nei guai. Pensateci.
 
 

NOTIZIE

Peter aveva un amore, ma era un problema

 Oggi vorrei raccontarvi una confidenza.

La confidenza che mi fece un giorno un amico, che, per noi, chiamerò Peter.

Era il giorno della settimana che Peter preferiva e lo aspettava ogni volta emozionato come ad un primo incontro.
E finalmente era arrivato.
Mi ha raccontato di essersi alzato presto, quel giorno, di aver impegnato più del solito per la cura dell'aspetto: si era rasato la barba che non tagliava da giorni e sistemato anche i capelli.
Era molto felice, come quando da bambini ci portavano finalmente alle giostre, diceva.

Era il giorno in cui avrebbe potuto stare con il suo bambino.

Dal giorno in cui lei se ne era andata, il giudice gli permetteva di vedere il figlioletto un solo giorno alla settimana.
Perché era senza lavoro.
Perché a lei era toccato il diritto di accudire il frutto di quegli anni di passione, quegli anni di sussurri, di amore, di famiglia, ora cancellata da crisi e depressione morale.

Guardando in dispensa per una veloce colazione mi ha spiegato di aver capito subito che sarebbe stata oltremodo veloce... ma, forse, dietro i barattoli vuoti...
Si! Aveva trovato un vecchio avanzo di fette biscottate. In fondo agli armadietti si trova sempre qualche vecchio avanzo, lo sapeva per esperienza ormai.

Ma per il suo angioletto avrebbe dovuto escogitare qualcosa di meglio. Per lui, solo il meglio, come una volta e nonostante le difficoltà.

Raccimolati i pochi spiccioli del portafoglio, era corso dal bottegaio per offrirsi di portare le sporte nelle case dei clienti, come spesso faceva quando aveva bisogno di soldi.
Per fortuna qualcosa era riuscito a guadagnare.

lo sapeva che dal giorno dopo e per tutto il resto della settimana avrebbe dovuto stringere la cinghia, ma per il suo cucciolo avrebbe fatto questo ed altro, per potergli dare qualcosa in più, come una volta.

E finalmente era giunta l'ora.
Trafelato aveva raggiunto la scuola dove il suo tesoro stava correndogli incontro, con le lacrime, entrambi, si lanciarono in un abbraccio mozzafiato: mi disse che sembrava non volerlo lasciare più.

"Papà, mi manchi tanto!"

"Anche tu fagiolino, ma adesso non ci dobbiamo pensare! Andiamo da Mc.Donald che ci facciamo una scorpacciata!"

Aveva usato la scusa di una passeggiata insieme, tra racconti di scuola e di amichetti e la promessa di costruire una barchetta di legno dopo pranzo. E così aveva evitato le spiegazioni per il non avere l'automobile.

Mi disse che aveva sempre nascosto al figlio la sua reale condizione economica, disoccupato da tre anni, con un mutuo sulle spalle per una casa che adesso non poteva nemmeno più abitare.
Ma almeno suo figlio si.

Al tavolino, come due innamorati bisbigliarono dolci ricordi di quando ancora vivevano in una sola famiglia.

E con sua grande sorpresa il figlio gli prese le mani, appoggiate sul tavolo, e gli disse:
"Sai papà, la mamma di una mia amica ti ha visto alla mensa del parroco, dove lei va a fare le pulizie. Perchè la prossima volta non andiamo là insieme?"

Io non lo so se quel bimbo di 6 anni aveva avuto così tanto riguardo verso le condizioni del padre, addirittura da non volerlo umiliare, o se sia stata una uscita ingenua, fatto sta che il racconto mi è rimasto così impresso che mi risuona nella mente ogni sera.

 

NOTIZIE

Stiamo andando sempre peggio

Quante volte lo diciamo. Quante volte lo sentiamo dire ogni giorno.

Nel momento in cui le cose non ci paiono andare per il verso giusto ognuno di noi pensa che 'stiamo andando sempre peggio'

Questa affermazione ci fa sentire a posto con noi stessi e con il mondo intero.
Legittima qualsiasi imprecazione o azione si decida di fare.

Ma quando la dico sento di mentire.
A me stessa soprattutto.

In generale stiamo andando dove si è deciso di andare. In senso fisico e letterale.
Se decidiamo di seguire l'onda, di restare in questo mondo civile, allora prendiamo la direzione in cui va l'intera società.

E questo è certo, perchè se invece di desiderare una casa, invece di pensare a guadagnare per andare 'almeno in ferie una volta l'anno', se noi vogliamo possiamo scegliere di fare i 'senzatetto' e fare l'autostop fino in uno stato dove aggregarci ad un villaggio di pescatori nel Nord, o in una giungla africana.

Sostanzialmente siamo liberi.

Tutte queste cose comportano dei rischi, dalle prime alle ultime. 

Ma culturalmente siamo adeguati a considerare alcuni come rischi accettabili, altri inacettabili e difficilmente opteremo per le scelte che li comportano.

Quindi decideremo il modello di vita che ci pare più 'normale', cercheremo un lavoro e di creare una famiglia, di avere una casa e una macchina, di andare al ristorante e in vacanza come ci dice il modello da noi scelto.

Ma NON è l'unico modello possibile.

E questo mi turba. Potrei scegliere un'altro stile di vita.

Ma non qui, ci dicono. Non nel mondo conquistato da 'questo modello' di società, che ci vuole tutti sull'attenti a guadagnare soldi da regalare alle Multinazionali.

Ecco il riassunto delle nostre vite: abbiamo lavorato per far guadagnare le multinazionali. 

Ad oggi non trovo che questa società ci dia altro.
Per questo mi chiedo se non è forse il caso di combiare noi il senso di questa esistenza. Di decidere noi dove andare. E di farlo proprio qui, dove da più tempo impera questo modello di società.
 
Da anni ho intrapreso personalmente una politica contro corrente: non compro quello che costa meno, quello che meglio reclamizzato, ma compro quello che viene prodotto sul mio territorio; quindi ciò che danneggia di meno l'ambiente, ciò che è prodotto da miei concittadini o perlomeno da italiani.
 
Voglio che i miei soldini restino qui in zona, così, chi li ha avuti, può spenderli anche lui tra di noi, e magari nella mia bottega, se saprò creare il rpodotto che piace. 

Ben vengano gli scambi tra culture, ma scambi tra prodotti originali, non un 'pancake' cinese venduto a New York come a Milano, questo no.
 
Voglio che quando torno a casa non devo buttare nella spazzatura 1/3 di quello che ho comprato tra imballi, sacchetti e confezioni varie; voglio che quanto compero non abbia inquinato o abbia inquinato il meno possibile prima di essere utilizzato.
 
Voglio che la gente riprenda il gusto dello scambio, il gusto della società, il gusto di sorridere ai clienti, di salutare, di vivere...senza il fiato sul collo.

Si, anche i ritmi serrati fanno parte del sistema, il tempo deve essere poco, per parlare insieme, per raccontarsi, perchè altrimenti si può diffondere l'ottimismo. 

Fare questo comporta notevole fatica perchè spesso non si concilia con il portafoglio ne con il tempo che posso dedicare agli acquisti, ma intendo trasmetterlo anche a mio figlio nella speranza che diventi una consuetudine. Credo che volendo far girare diveramente le cose, volendo che le cose 'vadano sempre meglio', non possiamo non capire che gli affari dobbiamo concluderli tra di noi, senza sperperare i pochi denari che riusciamo a spendere.

Ci vorrà tempo, ma si può cambiare verso, anche restando a casa propria, e potremo finalmente dire: 'Stiamo andando sempre meglio!"

 

 

NOTIZIE

Immaginate un luogo dove le persone si salutano per strada...

 Immaginate un luogo dove le persone si salutano per strada... 

dove i bambini corrono rumorosi per le vie lanciandosi aeroplanini di carta... 
dove i ragazzi stanno seduti sulle panchine e parlano tra di loro e i vecchietti li criticano, stando seduti fuori dalla porta di casa... 
dove le massaie passano pomeriggi interi "affogate" in un mare di fagioli da sgusciare 
e dove ci sono le 'botteghe'.
Si, le botteghe...l'intero borgo è come una galleria commerciale con una bottega diversa per il pane, una per la verdura, una per la carne e una per il pesce. 
Botteghe così ricche di profumi e di chiacchere che ti serve la mattina intera per comprare due cose per il pranzo e arrivi in casa giusto in tempo per buttare la pasta. 

Ma lì non esiste la fretta. 

Come su Facebook impari tutto di tutti, e impari cosa ne pensano gli altri, senza bisogno di connessione.

Ricordi di tempi lontani e felici.

Ricordi di viaggio di Beatrice, alla quale ho rubato le parole (e che ringrazio moltissimo per la meravigliosa cartolina che ha descritto), parole che descrivono la sua vacanza di qualche giorno fa.

Nel 2014 esistono ancora luoghi così puri, cristallizzati in un mondo veloce, profumati, in un mondo di fumo. 

Sono vicino a noi, in Italia, in Toscana, ma anche in Emilia, in Umbria... probabilmente in tutta la penisola.

Spero che questi luoghi non cambino mai, perchè chiunque voglia possa rifugiarsi in un mondo vero, dove la tv non è padrona, dove quello che hai lo porti dentro di te e dove non contano le anoressiche modelle ne le vacanze sullo yacht.

 

 

NOTIZIE

Altri articoli...

Pagina 1 di 4

Inizio
Prec.
1