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Quando si dice 'dai a quel cane'... Ovvero: l'ospedale di Cona (Ferrara), visto con gli occhi di un bambino

 Quando si dice 'dai a quel cane'... Ovvero:
l'ospedale di Cona (Ferrara), visto con gli occhi di un bambino (che non aveva mai visto un ospedale prima se non nei film in tv).

Perchè questi appunti (premessa): 

1) perchè è un ospedale fatto crescere forzatamente contro l'opinione pubblica e contro la natura del terreno su cui è stato costruito, giudicato troppo lontano dalla città e che ha fatto dissipare enormi capitali per essere reso edificabile e forse ci sono ancora enormi lacune; 

2) perchè tutto questo ha richiesto 20 anni per concludersi da poco, rimanendo sulla bocca di tutti e nelle fauci della stampa con critiche ad ogni pelo fuori posto e perfino ad ogni cosa fatta bene.

Come qualcuno avrà già letto, è un periodo di guai di salute per i miei familiari.

Per questo motivo, insieme a mio figlio, sono stata in visita a pazienti dell'ospedale di Ferrara diverse volte dall'inizio dell'anno.

Secondo l'opinione pubblica, dall'apertura dell'ospedale non c'è stato nulla che sia andato bene: è troppo grande, non c'è nessuno, non ci si capisce nulla di dove andare, è tutto rotto, ci sono sempre problemi, c'è poco posto, non ci sono scale/ascensori, ci sono perdite dappertutto, e guarda qui..., ma come si fa...

Quando siamo arrivati per la prima volta in visita ai nostri ammalati, mio figlio mi ha condotto da solo fino al letto dove eravamo diretti, in modo intuitivo, seguendo numeri di piano, di reparto, di corridoio e di stanza.

Ha con piacere notato i corridoi ampi, puliti, ordinati, ben segnalati e piacevolmente climatizzati.

Ha favorevolmente commentato l'organizzazione, le infermiere che trovavi sempre se avevi bisogno e sempre nello stesso posto, i carrelli dei pasti, delle pulizie, i medici in visita.

Ha gradito il parcheggio grande grande, i negozi nei corridoi ed i vari servizi tipo parrucchiere e negozio di sanitari.

Gli è piaciuta la suddivisione in tre blocchi per separare gli ambulatori di visita dalla zona delle camere di ricovero, dal pronto soccorso.

E, periodo sfortunato, proprio al pronto soccorso ieri c'è stato anche per un suo guaio personale, essendosi fatto male ad un piede con la bicicletta.

Dalla preoccupazione iniziale, è finito con un bellissimo sorriso. 

Ok, non era nulla... era solo una precauzione, avendo col piede rotto tre raggi della ruota, ho ritenuto opportuno verificare che i raggi non avessero reso il favore rompendo a lui qualche ossicino.

All'arrivo al pronto soccorso, notiamo la gentilezza prima di tutto, poi il triage efficiente, la visita in ortopedia, la sala radiologia grande, silenziosa, ospitale ed infine l'ultimo controllo con gli esiti e le raccomandazioni prima di liberarci. 

1 ora e mezza. 4 code con attesa, avanti e indietro tra gli ambulatori. 

Per lui, mio figlio alla sua prima esperienza in pronto soccorso, tutto logico che fosse così. Altri non oso immaginare le critiche che avrebbero subito sollevato.

Insomma, ora che abbiamo questa struttura, perchè non vederne i pregi ed i vantaggi (che ci sono). 

Perchè accanirsi solo sulle cose sbagliate fatte in passato (vero che alcune di esse hanno tutt'ora effetti negativi) occultando ed ignorando le cose belle di cui possiamo usufruire oggi? 

A mio figlio, non prevenuto, è piaciuto tanto. Spesso ci lasciamo trascinare dall'onda, senza guardare le cose con i nostri occhi. Pensiamoci.

 

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