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Crisi di Voto - Crisi… la parola più gettonata degli ultimi anni

Scritti da voi, la penna formalizza il pensiero

Crisi di Voto

Crisi… la parola più gettonata degli ultimi anni

Crisi… la parola più gettonata degli ultimi anni.

Eppure a ben guardare la cosa ci piace, cioè piace agli italiani, ancora di più alle italiane.

Per andare di corpo regolarmente non bastava più la Marcuzzi, ora abbiamo Shakira che ci danza nella panza! E in un vero bosco amazzonico pieno di alberi e vegetazione varia…boh

E il tutto per compiere l’atto più “nobile” della razza umana, la quale si è talmente ingegnata ed industriata da aver creato un vero e proprio trono, una tazza di ceramica, che ovviamente DEVE essere igienizzata ad ogni sciacquone e quale miglior prodotto di un megabottone gelatinoso che si incolla direttamente all’interno per evitare l’attacco di mostri alieni divoratori di cacca imbrigliati nella gabbietta senza via di scampo?!? E devo dire che mi sono chiesta chi mai avrebbe potuto dar retta ad una simile pubblicità amena, ma mi sono dovuta ricredere non appena ho messo piede nel bagno di una mia conoscente…e già qua

Ma non basta, perché noi donne siamo soggette ad una rottura che si chiama ciclo mestruale e che in verità spesso rompe anche tutti quelli che ci stanno affianco…e allora come fare in quei giorni? 

Non si sa, ma pare che mettendo un assorbente nelle scarpe coi tacchi alti almeno il problema del male ai piedi sia risolto.

E allora ti chiedi perché parlare di crisi se tanto siamo disposti a spendere e a farci infinocchiare da attori americani sul viale del tramonto che ci dicono quanto è buono il tonno o il salmone pescati in chissà quali mari/fiumi, con chissà quali mezzi poco rispettosi dell’eco-sistema, lavorati con chissà quale manodopera poco italiana, quando da noi ci sarebbe il pesce fresco più vario e sano e buono del mondo?!?

Allora ci piace!

Ci piace che ci prendano per il naso.

Ci piace che ci raccontino quella dell’orso.

Ci piace che ci dicano che votare è un diritto, ma ancor più un dovere, perché è uno strumento potentissimo in mano al popolo sovrano capace di mandare a casa politici puzzolenti di naftalina, sudici di mazzette prese e disonesti fino al midollo. Donatori di cuori, viventi!

Ci piace che ci raccontino questa bella favola, volendo far leva sulla nostra bieca misura di valutazione, offuscata dal vapore putrido che ci ha fuso il cervello e che ci fa credere di contare veramente qualcosa nel gioco di potere di chi sta al vertice.

Ci piace veramente perché in ognuno alberga la vergogna. Vergogna di sapere di non contare nulla. 

Che nessun voto cambierà le sorti del nostro paese. Che nessun partito una volta asceso al Quirinale resterà fedele ai valori e principi morali che ha strombazzato in sede di campagna elettorale.

A me invece resta un unico tarlo nella testa…se ognuno di noi segnasse la propria scheda elettorale con un bel “NON VI CREDIAMO PIU’” e rendesse nulla ogni singola votazione, allora sì che sarebbe un bel colpo di stato!

Una Italia orgogliosa della propria identità. Italiani pensanti e senzienti che gridano in un unico atto di boicottaggio collettivo il proprio sdegno!

Un atto di collaborazione su scala umana che unisca per una volta il nord col sud e l’est con l’ovest!

Un grido a una voce da questo popolo sovrano che si risvegli dal torpore di troppe voci senza senso e senza sostanza.

Riconosciamo il nostro diritto di voto.

Ma soprattutto, riconosciamo il nostro diritto di scioperare quando non resta altra soluzione per farci ascoltare.

Schede nulle o astensione al voto. Uno sciopero collettivo dal votare.

Oppure continuiamo a parlare di crisi, a comprare sterilizzanti per la popò e assorbenti per le scarpe…

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