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Mamme e bimbi visitano "Matisse" grazie al Le Muse Servizi al Turismo e alla Didattica dell'Arte

Giovedì 10 aprile si è tenuto il primo dei due appuntamenti, il prossimo sarà invece l'8 maggio, di "Mamma Cult", iniziativa nazionale di Baby Planner Italia diffusa in diverse città italiane e di cui "Le Muse - Servizi al Turismo e alla Didattica dell'Arte" ha l'esclusiva per Ferrara: tra le svariate iniziative proposte da quest'ultime, che non si limitano ad organizzare visite guidate in passeggino, questa è volta a rendere accessibile alle neo mamme con bimbi a seguito la mostra "Matisse, la figura" in corso fino al 15 giugno 2014 presso Palazzo dei Diamanti a Ferrara.

Giunti al ritrovo nell'entrata dove Antonella Schena de "Le Muse - Servizi al Turismo e alla Didattica dell'Arte" accoglie le partecipanti, ci si stupisce nel vedere questo piccolo ma grande esercito di mamme con passeggini, pronte per entrare a vedere la mostra assieme ai pargoletti che buoni buoni aspettano... Un mosaico colorato di piccoli cappellini, tutine, scarpette e ciucci che si dipana sotto il portico del celebre palazzo rinascimentale.  Si entra con un leggero ritardo, ma è normale se si devono sincronizzare una dozzina di giovani famiglie, alcuni mamma e papà, altri mamme coi relativi genitori, le restanti solo mamme: dopo esser stati tutti muniti di audioguide... si parte! Nella prima sala un piccolo ospite prende subito dimestichezza col distanziatore a terra che separa il pubblico dai quadri: vi si aggrappa come un piccolo Ercole la cui unica fatica è cercare di raggiungere "Natura morta con edera", ma non riuscendoci, ci riprova passandoci sotto gattonando... fiuu, per fortuna l'allarme non suona!

Gli altri bimbi, alcuni in braccio, altri seduti nei passeggini e altri che camminano, spalancano gli occhi attratti dai colori delle tele: i più audaci allungano la manina cercando di prendere le sculture nelle teche di vetro. Sembra quasi si stiano scambiando impressioni sulla mostra, quando le mamme avvicinano i passeggini e loro allungano la manina verso il piccolo compagno a fianco, cercando quasi di giocarci.

Si procede guardando "Nudo in piedi" del periodo fauve e il "Nudo disteso" del 1907, ispirate alle "Tombe Medicee" di Michelangelo a Firenze. Ascoltando la guida e osservando gli ospiti della mostra, capita anche di fare una gara di simpatiche smorfie e linguacce con un piccolino, che ne ride divertito. Dopo aver visitato la Sala n.° 3, nella 4 troviamo i "Ritratti" e le panchine negli ambienti espositivi diventano un'ottima occasione sia per riposarsi sia per far fare ai piccoli ospiti alcuni allenamenti di osservazione saltellando sulle gambe delle mamma; sembra quasi dicano "così magari li vedo meglio!", davanti ai ritratti di "Jeanette III" del 1911 e " Jeanette IV" del 1913-16.

A cavallo di due sale, scambio due parole con Antonella, che sorride guardando con occhi di operatrice didattica, e non come mamma, quanto i bimbi siano buoni e interessati nonostante la giovanissima età: "non piange quasi nessuno!", afferma soddisfatta. Ma ormai è l'ora della pappa, e la guida si vede gentilmente costretta a dover accelelare la spiegazione, contrastata dal leggero pianto dei bambini che si danno voce l'un l'altro per richiamare del tutto l'attenzione della propria mamma: le panchine che prima erano oggetto di riposo e allenamento, ora diventano lo spazio più adatto per fare il dovuto break.

Diventa quindi normale vedere una donna  allattare il proprio piccolo dentro un ambiente museale, tra nudi scolpiti o dipinti: è lo spettacolo più naturale, nonché artistico, che una donna possa concedere di sè stessa. Alcune mamme procedono nella visita della Sala n.° 5, altre restano nella sala precedente per allattare, mentre una signora risale la corrente dei visitatori, e stupita nel notare tanti piccoli visitatori, esclama soddisfatta "portateli fin da piccoli (nei musei, N.d.R.), che va bene!".

Le giovani mamme riescono benissimo a seguire la spiegazione della guida, e una di esse fa giustamente notare quanto nel "Nudo di schiena III", ci sia un parallellismo col ritorno all'ordine di Picasso del periodo italiano. Quasi a fare la melodia sulla quale far ballare le "Odalische" della Sala n.6, con protagonista la nuova modella Henriette, qualche bimbo inizia a brontolare blandamente, sull'eco dei compagni che ancora non hanno riempito il pancino ma che magari vorrebbero esser lasciati liberi di scorazzare per le sale.

Ricomincia il concerto dei piccoli che si danno voce, forse sentono un po' di stanchezza, anche se siamo solo a metà percorso espositivo, che continua nella sala n.8 coi costumi di scena e nella n.9 con le ninfe e fauni. Una visitatrice bolognese, sorpresa anch'essa nel vedere tanti bimbi nelle sale, chiede ad Antonella e me di che tipo di iniziativa si tratti, affermando quanto siano utili iniziative come queste a differenza delle possibilità che c'erano alla sua epoca di neo mamma. La guida accelera ulteriormente, spinta dalla vivacità dei piccoli partecipanti, e ci si sposta nelle ultime sale, percorrendo il passaggio esterno che porta alla seconda sezione del museo.

Nelle chiacchiere fatte durante questa breve pausa, le ragazze ci fanno notare quanto al giorno d'oggi si debba essere "multitasking" (termine preso a prestito dall'ambiente informatico, che indica il processo di compiere più operazioni allo stesso tempo) per conciliare lavoro, figli ed interessi esterni alla famiglia, che infatti costringono un paio di mamme a dover andar via prima della fine della visita guidata, nonostante manchino solo due sale, che ospitano i ritratti schematizzati e l'opera "Jazz" del 1947.

A visita conclusa, un breve passaggio al bookshop e poi si torna al punto del ritrovo iniziale: è ora di sentire l'indice di gradimento dei partecipanti!

Chiediamo ai genitori se l'iniziativa è piaciuta e se la ripeterebbero:

Mamma Serena e papà Paolo, con la figlia Raffaella, la più piccola del gruppo, si fanno fare una foto ricordo davanti al manifesto della mostra, ritraente la "Giovane donna in bianco, sfondo rosso" del 1946; Serena risponde "Sì, nonostante la perplessità sulla piccola età, è stata un'esperienza completa sopratutto per la presenza del papà" che a sua volta conclude "Sì, nonostante lo sforzo di esser presente dopo il turno di notte..."

Lisa, mamma di Tommaso: "Sì, mi è piaciuta l'esperienza, i bambini son stati buoni, però magari andrebbe anticipato l'orario...".

Marianna, mamma di Martino: "Sì, bella!".

Mascia, mamma di Camilla: "Sì sì, se lei si comportasse sempre così... si è addormentata appena entrata e svegliata appena uscita".

Beatrice, mamma di Sebastiano, assieme alla zia: "Sì sì, bella, molto bella!" e ci racconta che la sua prima mostra fu Picasso, vista coi genitori

 quando era molto piccola.

Elisa, mamma di Federico: "A me sì, moltissimo, da rifare! Almeno noi giovani mamme non siamo ghettizzate" visto che, come ci dice subito dopo, esser giovani mamme deve esser un valore aggiunto, non un pecca.

Elisa Casaroli è la fondatrice del gruppo facebook "Mondo mamme Ferrara classe 2013", gestito assieme a Silvia Bozzato e che conta ormai 500 iscritte e poche altre ne mancano, considerando quanto sia ampia l'accessibilità dei social network ormai da parte di chiunque.

Alle presenti iscritte a tale gruppo, Antonella ha dedicato il fiocchetto rosso legato sui passeggino dei bimbi, compagno ideale della shopper fornita ad ogni mamma da parte de Le Muse - Servizi al Turismo e alla Didattica dell'Arte, con all'interno depliant informativi e gadget degli sponsor nazionali e locali. Prima dei saluti, non può mancare una bella foto ricordo di questa mattinata trascorsa tra passeggini, bimbi e opere di Matisse, poco lontano dal cuore della città ferrarese. 


Arianna Fornasari

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