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Belriguardo: un Castello chiamato Delizia.

 Il Castello di Belriguardo è comunemente chiamato "Delizia", termine che meglio si addice alle dimore o sedi che venivano usate solo in particolari momenti dell' anno, per gioco o per svago, come ad esempio il famoso palazzo Schifanoia, che deve il suo nome appunto allo "schivar la noia" a cui si dedicava la Corte Estense. 

Belriguardo invece fu concepita come reggia estiva, in alternativa all' invernale Castello che tutti ben conosciamo, al centro della città: commissionato nel 1435 da Nicolò III all' arch. Giovanni da Siena, su consiglio del fattore Bartolomeo Pendaglia che la suggerì come "grandiosa, 
sufficientemente lontana dalla città e facilmente raggiungibile" coi mezzi dell' epoca. Le motivazioni di tale progetto erano anche politiche: serviva infatti spazio per ricevere gli ospiti importanti che venivano nella capitale estense per motivi diplomatici, con al seguito uno stuolo di segretari, ministri, consiglieri e le relative servitù, nonché per dimostrare ad ognuno la potenza economica della corte stessa.

Ampliando man mano il suo assetto parallelamente al Signore in carica, arriva sotto il regno di Borso ad avere "tante stanze quanti i giorni dell' anno": numero sicuramente fantasioso, pare che effettivamente ve ne fossero circa un' ottantina, ma che fa ben comprendere come doveva esser l'impatto visivo con l' intero complesso. Vi si accedeva attraverso il ponte levatoio all' entrata, stretta come la vediamo tuttora. Ponte ormai scomparso che veniva sollevato solo in occasione delle naumachie rappresentate per allietare Estensi e loro ospiti, alle quali assistevano dal balcone ancora presente, dove è ancora visionabile lo stemma ferrarese sorretto da due angeli.

Entrando nel Castello, si arriva subito nella corte "bassa", quella di servizio, cinta su tre lati da portici, passando poi attraverso il corpo centrale non porticato, arrivando nella corte "alta", riservataalla Corte e contornata di eleganti portici al primo piano e loggiati al secondo. Da questa porzione di edificio, si accedeva ai bellissimi giardini all' Italiana, ravvivati dai giochi d' acqua alimentati dal Sandalo, a sua volta deviato dagli stessi Estensi, abili nelle irrigazioni e bonifiche, attraverso corsi sotterranei, mentre ai soli occhi della Corte era riservato l' accesso al Giardino Segreto, adiacente agli appartamenti ducali.

Non solo per la sua bellezza che gli attribuì la nomea di "Versailles degli Estensi" (ed è bello e non solo campanilistico pensare che i francesi si siano ispirati proprio a noi ferraresi...), il Castello fu tristemente noto anche per "la congiura di don Giulio dai begli occhi", vittima il 3 novembre 1505 del sanguinoso acciecamento da parte dell' invidioso cardinale Ippolito invaghito, ma rifiutato, dellabella Angela, amante del bel Giulio. Tragico fatto mirabilmente descritto nel film del 2005 di Florestano Vancini "... e ridendo l' uccise", che nonostante sia ambientato nella Ferrara ai tempi del cruento episodio, non utilizza le zone ferraresi per girare le scene.

Belriguardo ospitò parecchi artisti che lavorarono alle decorazioni delle sale, tra cui è doveroso ricordare la "Sala della Vigna", famosa non solo per la sua "parete dinamica" con le cariatidi che seguono lo spettatore con lo sguardo, ma anche per le decorazioni a vigna che, perdute per la somma delle incurie nel tempo, nel soffitto, danno il nome alla sala. 

L' intero Castello ispirò Autori del calibro di Ariosto e Goethe, che vi ambientò il suo "Torquato Tasso" pur non avendolo mai visitato, nonché Guarini e Tasso, che diversamente dal tedesco vi soggiornarono qualche tempo. Altra ospite illustre della dimora, fu la famosa Lucrezia Borgia, di cui si dice il fantasma si aggiri ancora tra le moderne mura...

Dalla caduta estense nel 1598, passa sotto vari propietari che ne adibiscono anche gli originari localiad uso agricolo, fino all' attuale e senza dubbio particolare assetto, che vede sia dimore di privati che locali di proprietà del Comune di Voghiera. Ospita attualmente una ricca sezione archeologica che raccoglie i ritrovamenti della necropoli di Voghenza, ma non solo, di ceramicha rinascimentale autoctona esposta nella "Sala della Vigna" e la sezione di arte contemporanea nella "Sala Virgili" dedicata allo scultore ferrarese, oltre ad esposizioni temporanee di vari artisti ed un ricco calendario di eventi che spaziano dalla fiera dell' Aglio D.O.P., alla lirica, alle conferenze su temi artistici.

Fonti:

Enrico Benetti, "Al Belriguardo. Piccola storia del rapporto tra la famiglia d'Este e la Delizia di Voghiera", Litografia Felloni, per conto della Casa Editrice Arstudio C, Portomaggiore, 2001, II^ edizione.

Foto tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Delizia_di_Belriguardo

Arte Cultura e Spettacolo