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Raccolta firme a sostegno al progetto di legge di iniziativa popolare contro la dipendenza da gioco d'azzardo

 Un progetto di legge di iniziativa popolare per la tutela della salute di chi è vittima del gioco d'azzardo, tramite un riordino della normativa in materia. Ci hanno pensato i Comuni italiani, di diverso colore politico, con un'iniziativa dal titolo "1000 piazze contro l'azzardo".

In Emilia Romagna si è resa promotrice della proposta Legautonomie e a Ferrara l'Amministrazione comunale ha deciso di allestire dei banchetti per la raccolta firme venerdì, 7 febbraio dalle 8,30 alle 13,30 in Piazza Municipio. La raccolta firme proseguirà fino al 21 febbraio all'Ufficio Protocollo del Comune di Ferrara (orari di apertura dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; martedì e giovedì dalle 15 alle 17). Nella mattinata odierna (7 febbraio) sono state raccolte al banchetto di piazza Municipio circa 200 firme. 

 L'obiettivo è la raccolta di almeno un migliaio di firme in tutto il territorio provinciale, con l'auspicio che anche gli altri 25 Comuni del territorio possano condividere l'impegno.
Lo hanno detto chiaro e tondo l'assessore provinciale Patrizia Bianchini e i colleghi comunali con delega ai Servizi sociali Chiara Sapigni (Comune di Ferrara), Massimo Manderioli (Cento) e Annio Folli (Jolanda), oltre al presidente del Consiglio comunale di Ferrara, Francesco Colaiacovo, e al sindaco di Mesola, Lorenzo Marchesini.
Il termine ultimo per la raccolta di almeno 50mila firme a livello nazionale è il 7 marzo e fino allora gli enti locali vogliono metterci la faccia per fare qualcosa contro un dramma sociale ed economico, che colpisce ogni fascia d'età e rispetto al quale proprio i municipi sono in prima linea.
"Il problema è complesso e delicato - hanno detto le assessore Sapigni e Bianchini - perché il gioco d'azzardo è in gran parte attività lecita su cui lo Stato esercita una tassazione, senza contare che dietro al fenomeno ci sono interessi economici rilevanti, oltre ai risvolti illeciti in termini di infiltrazioni della criminalità organizzata".
In concreto la proposta di legge parte dall'articolo 32 della Costituzione, laddove "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". 
Ed è proprio la salute ad essere chiamata in causa, viste le conseguenze psicologiche, economiche, familiari e sociali, di situazioni patologiche di vera e propria dipendenza.
In tal senso la proposta intende giungere ad una regolamentazione della materia, per contrastare le conseguenze nocive da gioco, compreso l'utilizzo di risorse per prevenzione e cura, fino alla comminazione di sanzioni sia amministrative che penali, con un massimo di un anno di detenzione per i trasgressori.
"Un'iniziativa - ha aggiunto Chiara Sapigni - che vuole dare anche maggiori strumenti di intervento ai Comuni, finora assolutamente privi di margini di manovra di fronte al diffondersi di sale da gioco e di slot machine nei vari punti vendita del territorio".
"Una firma non costa nulla - ha concluso Patrizia Bianchini rivolta alla stampa perché collabori a diffondere il più possibile significato e senso dell'iniziativa -, ma il risultato può essere grande e importante".


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