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Da Ferrara, sulle tracce del filosofo della speranza

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Perchè un libro sul filosofo Ernst Bloch?!  l'idea è nata per raccogliere testimonianze culturali su Ernst Bloch al fine di contribuire alla riabilitazione di concetti oggi pesantemente deflazionati quali: speranza, utopia, desiderio, sogni diurni.

Da qui la volontà di creare un laboratorio di progettazione utopica, un luogo dove riscoprire il vecchio artigianato dei fabbricanti di futuro in via di estinzione. Proposito che richiedeva un “mastro utopista”. Pertanto, nel rilanciare la professione del sognare in avanti, si è voltato lo sguardo a ritroso, per rivolgersi a un attempato interlocutore come Bloch che, ad oggi, mostra una giovinezza non intaccata dal tempo. Le interviste qui raccolte sono il frutto di un viaggio durato da novembre 2011 a dicembre 2012, che ha toccato le città di Genova, Milano, Roma, Pisa e Vienna.

ERNST BLOCH

Il soggetto di queste interviste è Ernst Bloch (Ludwigshafen, 1885 – Tubinga, 1977), filosofo di origine ebraica, ateo e marxista che ha dedicato tutta la sua riflessione intellettuale ai concetti di utopia e speranza. Superando il comune pregiudizio che svilisce questi temi al rango di superstizione, Bloch li esamina con l’occhio critico della ragione, consapevole che «la ragione non può fiorire senza speranza, la speranza non può parlare senza ragione».

Tra i suoi lavori più importanti: Spirito dell’Utopia (1918), Il principio Speranza (1959), Ateismo nel cristianesimo (1968).

 


Arte Cultura e Spettacolo