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Ferrara. Coltivavano marijuana in casa. Arrestati tre giovani

 Lampade alogene e tubo di calore per tre provetti pollici verdi. Peccato che si trattasse di coltivare, nella serra allestita a casa, piante di marijuana.

Per questo sono stati arrestati a Ferrara dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Ferrara tre giovani di origine campana, studenti nella città estense, di 24, 23 e 24 anni. Le accuse sono coltivazione di piante di marijuana e detenzione a fini di spaccio dello stupefacente. In una delle tante attività messe in atto dai militari della Compagnia Carabinieri di Ferrara sulla città estense proprio al fine di contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti tra i più giovani, i Carabinieri hanno proceduto al controllo di un’abitazione sita in via Rosa Angelini, ove era segnalata proprio un’attività di coltivazione prima e spaccio poi della sostanza stupefacente, messa in atto da giovani, tra l’altro studenti fuori sede. 

E così, quando sabato mattina i militari hanno deciso di effettuare questa verifica, non hanno fatto altro che presentarsi davanti alla porta dell’appartamento sospetto, bussare alla porta ed attendere pochi istanti. Al 24enne R.A., primo ad interfacciarsi con gli uomini dell’Arma già sull’uscio di casa, i militari chiedono immediatamente se coltivasse piante di marijuana. Senza girarci tanto intorno, comunque visibilmente teso e particolarmente sorpreso dal fatto che i Carabinieri si fossero presentati proprio a quella porta, il giovane ha sostanzialmente ammesso di coltivare quel tipo di piante assieme ai suoi due amici e coinquilini, i 23enne C.F. ed il 24enne I.M., subito dopo, usciti anche loro dalle rispettive stanze dell’appartamento.Riscontrare che lì dentro vi fosse poi una vera e propria organizzazione illecita non è stato a quel punto difficile. In fondo al corridoio in particolare, la porta di quello che dall’esterno appariva perfettamente come un comune armadio, celava in realtà uno spazio creato e dedicato a vera e propria “serra” per la coltivazione della marijuana. Lampade, terriccio e tre piante alte e rigogliose anziché pantaloni e camicie sono infatti le cose che sono apparse ai militari all’apertura delle ante.Su un balcone, poco distante, un’altra bella pianta alta circa un metro era lì a fare da cornice. Nel mezzo, di tutto e di più. Persino in cucina, sul tavolo, c’era un bicchiere con dell’acqua ed una piantina di marija. Sostanzialmente, in ogni angolo della casa spuntava un qualche contenitore o barattolino contenente marijuana. Alla fine non parleremo certo di quantità abnormi (siamo comunque sui 400 grammi complessivi oltre alle 4 piante e la piantina della cucina che non sono poche) ma di una frammentazione in ogni luogo ed in ogni vano che lascia increduli. 

Oltre a tutto l’occorrente per la coltivazione delle piante infatti, i militari rinverranno materiale per il confezionamento, la pesatura e la triturazione della sostanza. Insomma una vera e propria fabbrica attrezzata in tutto e per tutto.aspetto saliente, a dimostrazione che la coltivazione (già reato di per se) non fosse poi destinata all’uso esclusivo dei tre amici, è il ritrovamento di un foglio manoscritto ed un tablet ove sono annotate, con dovizie di particolari, quantità, qualità, debiti e crediti. Un’attività fiorente a quanto pare. Sul tablet vi saranno persino i commenti sulla qualità della sostanza oltre agli appuntamenti per le cessioni. 

I tre amici alla fine sono stati arrestati dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Ferrara con l’accusa di coltivazione di marijuana ma anche di produzione e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Tutto il materiale è stato posto in sequestro ed i tre, sono stati condotti in carcere in attesa del giudizio su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. I reati sono tutti aggravati dal concorso tra i tre.Il servizio svolto si inserisce nel quadro delle attività svolte dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Ferrara in generale e, nello specifico dalla Compagnia cittadina, attività 
volte alla repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovani e giovanissimi della città estense.
Al riguardo si rammenta ai più giovani che ai sensi della legislazione italiana vigente, a prescindere dalla quantità di piante trovate ed a differenza dell’uso strettamente personale che costituisce violazione amministrativa, l’organizzazione per la coltivazione e/o produzione costituisce, già di per se stessa, ma in questo caso c’è anche l’attività di spaccio, un illecito penale appositamente previsto e punito dalla normativa sugli stupefacenti (D.P.R. 309/1990).

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