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Pace interiore

Scritti da voi, la penna formalizza il pensiero

Pace interiore

laOhmmm…
ohmmm…
inspira profondamente, espira profondamente…
liberati di negatività, fai il pieno di positività…
Ebbene sì, stiamo parlando di olistica, questa splendida versione new age della vita, del senso del nostro essere su questa terra, in questo universo
Non tutto ruota attorno a noi, ma noi ruotiamo insieme al tutto cosmico…effettivamente si capisce il gran giramento di balle a tutti i livelli
Una giornata in un centro olistico consiste in una calda accoglienza a base di tequila, ops, di tisana…sì sì tisana! Allo zenzero, che pare peperoncino, o altre spezie note e meno note, che purificano il corpo e lavano via le scorie della vita moderna, frenetica
E dopo la purificazione interiore del fisico, si passa a fare un pieno di energia
Il Rolfing: pratica simile all’omeopatia, dove, tramite la manipolazione esterna, si arriva fino agli organi interni, che verranno strizzati, punti da dita infilzate nella carne come aghi ossuti, auscultati tramite la sola forza della mente, stimolati al dialogo da ventriloqui dove loro sussurrano tutte le loro magagne all’operatore che capta le vibrazioni e ne fa un quadro clinico di eccezionale responso medico…cribbio
Il Reiki: distesa a terra, in modo che fluiscano al terreno le energie negative, e nello stesso tempo si riunifichino a quelle del suolo e sottosuolo, fino ad arrivare al cuore pulsante del nostro pianeta in un’eruzione di lava energetica incanalata tramite la sola imposizione delle mani dell’operatrice che funge anche da pifferaia magica in grado di richiamare le forze del vento, dei lampi, dei fulmini e di tutti gli elementi atmosferici, nonché della infinita fonte di nutrimento presente in una sola goccia di rugiada…hai, sensei!
E per finire, le Campane Tibetane: consiste in una seduta da sdraiate, a semicerchio, in gruppo, supini (a pancia in su per intendersi) e l’operatore ti piazza una ciotola sul costato, sulla gola, sulla pancia (se ne hai poca, altrimenti cade) e comincia a fartela vibrare come fosse un mega grammofono, che il suono è assordante e ti senti le budella che fanno un passo di walzer con la clavicola, ma l’apoteosi la raggiungi quando ti suona addosso con una specie di corno dal quale vieni battezzato da olistici schizzi di saliva che fuoriescono dal virtuoso strumento e mentre vivi il delirio come un supplizio, ti chiedi come possa il tuo vicino dormire nelle stesse condizioni in cui tu implori la fine. Fine che sembra non arrivare mai, perché una seduta di campane tibetane può durare fino ad un’ora e mezza…sia fatta la tua volontà
E se sopravvivi alla manipolazione che ti ha portato ad avere il fegato al posto dei polmoni, alla invasione di energie terrestri e ultraterrestri che ti hanno incanalato addosso, e al giradischi che ti hanno piantato addosso senza tanti fronzoli, beh… allora tu sei ora in pace con l’universo, con riserve vitali capaci di farti superare la crisi economica del mondo umano nutrendoti di un solo chicco di riso al mese, e sarai armonizzato, riequilibrato dalle frequenze radio, canterai inni di gioia al cielo, se non ti rinchiudono
Eppure, non so perché, ma a me dev’essere successo una sorta di effetto paradosso, perché appena uscita, avrei spaccato la faccia, al primo che avesse osato proferirmi parola
Ohmmmmavaffanmantra!
Che è pure il titolo di un libro, in cui il guru di turno divulga perle di saggezza sul come ottenere la pace interiore e la felicità meritata. Praticamente il consiglio base è quello di mandare ripetutamente a quel paese qualsiasi persona o situazione che faccia perdere il sonno. E il suggerimento viene da uno che, mollata la moglie con due figli piccoli, e il paesino sperduto nei meandri di una provincia del sud Italia, se ne va, infischiandosene delle responsabilità, a farsi suonare il piffero da una ventenne analfabeta che non parla e non capisce la sua lingua in una località sul mare, nell’altro lato dell’emisfero, facendosi servire e riverire e infinocchiando creduloni stranieri con pseudoterapie di guarigione.
Praticamente come se il buon Silvio si mettesse sul pulpito a fare lezioni di catechismo


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