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Ferrara. Presentata la quarta edizione della Festa del Libro Ebraico in Italia

 Oggi si è svolta la conferenza stampa di presentazione della quarta edizione della Festa del Libro Ebraico in Italia.


Presenti Tiziano Tagliani, Sindaco di Ferrara, Massimo Maisto, Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara - Consigliere della Fondazione MEIS, Patrizia Bianchini, 
 Assessore  alla   Pianificazione Territoriale e Urbanistica della Provincia di

  Ferrara, Carla Di Francesco, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna, Serena di Nepi, Comitato Scientifico - Fondazione MEIS, Roberto Finardi, Direttore Generale del Comune di Ferrara - Segretario Generale della Fondazione MEIS, Giorgina Arlotti, Ferrara Fiere Congressi - Segreteria Organizzativa della Festa del Libro Ebraico, Claudia Tassinari, Assessore alla Cultura del Comune di Cento e Simonetta Savinodell'associazione "Amici Ferraresi del MEIS"

Il Sindaco Tagliani introduce per primo, raccontando come la linea di fondo della Festa sia la scoperta del legame che unisce la storia del mondo ebraico alla città di Ferrara; "ci fa piacere che Ferrara ospiti questa trama di intrecci tra cultura ebraica e italiana", prosegue Tagliani, "questo non è solo un evento per la città ma un abbozzo di quella che potrebbe essere l'esperienza del MEIS in Italia, per tenere accesa la fiamma che illumina il Museo".


Patrizia Bianchini definisce l'evento come una festa della cultura a tutto tondo; la Provincia non è soltanto impegnata nel dare disponibilità di spazi come il Castello, ma collabora anche con Comune e Regione nell'organizzazione di itinerari turistici. Bianchini sottolinea inoltre l'importanza del coinvolgimento di associazioni locali come ISCO e conclude sottolineando che la Festa del Libro Ebraico in Italia è uno "spunto di riflessione in tempi non certo luminosi."

Carla Di Francesco evidenzia la grande sinergia tra il MIBAC e le istituzioni locali: "siamo in fase di progettazione esecutiva e pronti a partire con i lavori del primo lotto di ristrutturazione".

Serena di Nepi, curatrice della mostra, racconta il suo primo incontro con Moscati 2 anni fa per valutare la sua collezione e parla di questa figura straordinaria e molto generosa che ha donato la sua collezione al Museo. "Volevamo raccontare la storia degli ebrei in Italia attraverso questi materiali", prosegue. Obiettivo della mostra è raccontare l'intreccio della storia ebraica con i fatti della storia nel suo complesso. Contaminazione e condivisione culturale sono le parole chiave della mostra, che si articola in due percorsi: uno cronologico e uno tematico. Testa (riflessione) e cuore (emozioni) sono i luoghi interiori dello spettatore ai quali la mostra vuole parlare.

Finardi porta il saluto del Presidente Calimani, impossibilitato a presenziare. Il libro è lo strumento principe per perseguire la mission del museo, ovvero raccontare la storia degli ebrei in Italia, sostiene Finardi; "per la prima volta la mostra è stata fatta con le esclusive risorse della Fondazione MEIS", dimostrando come il museo sia oramai in grado di mettere a disposizione della città il proprio patrimonio culturale.
"Questa è l'edizione della maturità della festa" quella con la quale il MEIS entra nel novero delle istituzioni culturali della città in modo continuativo.

Interviene Maisto dicendo che a livello qualitativo la Festa del Libro Ebraico in Italia non sfigura di fronte a manifestazioni più imponenti come Salone del libro di Torino e Festival Letteratura di Mantova. Ringrazia inoltre Ferrara Fiere Congressi perché è stato un partner fin dalla prima edizione e svolge un fondamentale ruolo di coordinamento organizzativo.

Arlotti interviene dicendo che sono coinvolte 130 case editrici, 800 autori e per questo bisognerebbe trovare il modo per far vivere la libreria più a lungo. Il programma è molto ricco di eventi, che quest'anno toccano anche la città di Cento con il convegno dedicato a Emmanuel Chay Ricchi. 

Tassinari prosegue dichiarandosi orgogliosa di essere parte della manifestazione, che consente di valorizzare  a livello nazionale un centese illustre ma poco conosciuto.

Maisto ricorda come questa sia la prima edizione senza l'avvocato Ravenna, una figura di riferimento della comunità ebraica, e tra tutti gli avvenimenti sottolinea lo scoprimento della targa della Colonna di Borso.

Maisto conclude esprimendo soddisfazione per le professionalità che attorno al MEIS si stanno rafforzando e che arricchiscono non solo la Fondazione ma anche la città.

Elisabetta Bello

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