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Terremoto: reportage dai MAP di Mirandola e Cavezzo

  Ieri pomeriggio ho avuto modo di conoscere l’amica Giuliana Porcelli di Mirandola. Volontaria del territorio mirandolese dallo scorso luglio e parte attiva del Comitato Dal Basso alla Bassa mi ha raccontato un po’ la situazione attuale della città del PICO. Dopo un piacevolissimo caffè e uno scambio d’informazioni varie Giuliana mi ha accompagnato a visitare le situazioni più critiche della città. La prima tappa è stata a visitare la casetta di legno che ha sostituito il campo di Via Confalonieri. Questa casina è il luogo dove settimanalmente e ora ogni 15 giorni è distribuita la spesa settimanale alle famiglie in difficoltà.

Purtroppo con profondo dispiacere, la casetta è vuota perché le scorte sono finite, e non arriva più nulla, perciò a breve la casetta sarà costretta a chiudere. La tappa successiva è stata andare a visitare il campo nell’area di sosta del Cimitero dove sono, ”parcheggiate” con le loro roulotte molte famiglie, che percepiscono i CAS, ma vivono in roulotte. Questa gente ha fatto questa scelta perché i soldi del CAS sono l’unica entrata economica poiché oltre ad aver perso, la casa hanno perso anche il lavoro.

In questo campo di roulotte vivono insieme: italiani, rumeni, marocchini, i “nuovi poveri” come li ha definiti Giuliana. In seguito siamo andate a visitare i MAP. A Mirandola ci sono 4 siti, ma non è che tra un sito e un altro ci siano delle sostanziali grandi differenze…come potete vedere dalle foto, i moduli sono attaccati uno all’altro, le finestre si guardano in faccia, non ci sono alberi, le fosse biologiche non sono state ben coperte con terra e i topi sono ospiti felici, inoltre come documentato da foto, gli amici cinesi hanno già trasformato il loro modulo in modulo come fonte di reddito, e cioè in negozio ovviamente ABUSIVO di parrucchiera… Ho potuto costatare parlando con alcune famiglie ospiti dei moduli, lo stesso problema trovato anche nelle mie precedenti visite a Cavezzo e a San Possidonio e cioè la mancanza di pentole adatte ai piani cottura a induzione di calore.

Per preparare per es. un piatto di pasta con una pentola non adatta, occorre circa 1 ora e mezza. E poiché tutto funziona elettricamente provate a immaginare quanto ci costa quel piatto di pasta…Ho chiesto quante pentole ha distribuito il Comune di Mirandola alla popolazione e le persone che mi hanno risposto un po’ imbarazzate e stato pari a 0 pentole. L'azienda Lagostina aveva inviato ben 1000 kit di pentole, e il Comune di Mirandola le ha destinate alle famiglie che avevano richiesto il CAS e non ai moduli... Alle famiglie che sono andate a vivere nei moduli è stato donato dal comune di Mirandola 1 kit di benvenuto che conteneva le seguenti cose: set di posate l’Agostina da 6 persone, 1 accappatoio, 1 lenzuolo singolo, 1/2 Kg di pasta e 2 scatolette di fagioli. V’invito a guardare le foto, riflettere e magari venite a fare un giro…

Mi ricordo di aver incontrato tanti curiosi con macchine fotografiche quest’estate a fotografare i danni del nostro terremoto, bene ora tornate a fotografare come vive la mia gente, chiedete che vi offrano un caffè…attenderete circa 1 ora prima che arrivi, ma non per scortesia, no, sempre a causa della magia del piano cottura, chiedete di visitare un modulo, NOI siamo ospitali e nessuno vi dirà di no, parlate con la mia gente, guardatela negli occhi e vedrete quanta stanchezza, quanto dolore, paura, e arresa nei confronti del sistema troverete nei loro sguardi…ma se venite, per favore venite con le vostre auto cariche di alimenti, detersivi, perché l’EMERGENZA NON E’ FINITA, E’ SOLO CAMBIATA sarete i benvenuti…


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