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Ferrara. Tagliole per catturare fauna selvatica: denunciati due mesolani

 La Polizia provinciale, insieme con una guardia volontaria di Legambiente, ha denunciato

alla Procura della Repubblica di Ferrara due cittadini di Mesola sorpresi ad usare tagliole per
catturare fauna selvatica nel Parco del Delta del Po.
Già due giorni prima gli agenti della Provincia avevano notato delle tagliole, micidiali per la
fauna selvatica e molto pericolose anche per le persone, nascoste tra la vegetazione durante
un normale turno di servizio. Hanno deciso perciò di proseguire il monitoraggio dell’area
boscata, scoprendone complessivamente tre, una delle quali aveva già catturato una “Ballerina
gialla” morta a causa del violento scatto di chiusura della tagliola.
Così, decisa la giornata dell’intervento, fin dalle prime ore del mattino, gli uomini in divisa
insieme con una guardia volontaria, si sono appostati e mimetizzati fra la vegetazione, usando
anche teli mimetici e rami, determinati a pizzicare i responsabili.
Poco dopo le sedici sono state sorprese due persone che, una volta entrate nella macchia
boscata, si sono dirette immediatamente nel luogo dov’era stata posizionata ed armata una
delle tre tagliole. Dei due, una volta scoperto che c’era un fagiano morto, uno ha estratto il
selvatico e l’ha consegnato all’ amico che lo nascondeva sotto il giaccone, mentre riarmava la
tagliola per essere pronta per altre catture.
Le trappole erano state mimetizzate con foglie ed era stata posizionata una parte di
pannocchia di mais con i chicchi al suo interno, mentre altri ne venivano aspersi attorno,

sempre allo scopo di attirare la fauna.
 
“Esprimo un plauso all’impegno profuso dal personale della Polizia provinciale – commenta
il comandante Claudio Castagnoli – che si è attivato con tutti i mezzi e capacità per far
cessare un’attività micidiale per la fauna e pericolosa anche per chi poteva farsi una
passeggiata nel bosco”.
I due indagati sono stati denunciati per esercizio della caccia all’interno di Parchi naturali
regionali, reato punito con l’arresto fino a sei mesi e un’ammenda massima di 1.549
euro. Agli stessi è stato contestato anche l’uso di mezzi vietati (tagliole), che prevede una
multa dello stesso importo massimo del precedente reato, e infine le tre tagliole sono state
sequestrate e consegnate all’ufficio Corpi di Reato in Procura.

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