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Cinema. "Apres mai" di Olivier Assayas

  Giovane ma impegnato, "Apres mai" a tratti ricorda "Motel woodstock" di Ang Lee considerata anche la vicinanza degli scenari temporali. Ambientato in Francia, ma con una breve tappa in Italia e un respiro di internazionalità pronta ad esplodere, un gruppo di giovani sceglie che direzione imprimere alle proprie vite.

Dai banchi di scuola si forma una coscienza politica pronta a sfidare il potere borghese non solo nelle parole e nei manifesti, ma anche negli atti. Le armi di ribellione passano drasticamente da cortei violenti e bombe molotov a una più pacata espressività artistica. Pittura, musica e cinema si mescolano tra loro contendendosi il primato nel contrastare i poteri forti del capitalismo.

In un clima di progressiva emancipazione sessuale, il protagonista Gilles fatica a tenere distaccate le proprie ambizioni artistiche dalle tentazioni della carne. Pregevoli i movimenti verticali di macchina che, durante alcuni scenari bucolici, creano un contatto tra l'altezza dei sentimenti e degli ideali apparentemente eterni e la fuggevole intensità delle passioni terrene. La colonna sonora prende spunto dalla musica contemporanea alle vicende della trama spaziando da Syd Barret a Nick Drake. Premio per la miglior sceneggiatura alla mostra del cinema di  Venezia.


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Arte Cultura e Spettacolo