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Cinema. Boxing day di Bernard Rose (2012)

 Ottimo film presentato nella sezione Orizzonti del festival del cinema di Venezia. Come ci spiega durante il film l'ingenuo Nick, il giorno che succede al natale, in Italia associato a Santo Stefano, è detto in Inghilterra "boxing day". L'usanza vuole che ognuno raccolga ciò che può donare in una scatola per donarla al prossimo, all'insegna dell'altruismo. Il titolo quindi ci anticipa già quale messaggio il regista vuole trasmettere al pubblico.

Detto del contenuto, la forma si esprime attraverso un road movie in cui i due unici protagonisti sono la strana coppia formata da Nick, autista con un passato da alcolista e una ex moglie che gli vieta di vedere i figli, e Basil, ricco imprenditore senza scrupoli. Il principe e il povero passano un'intera giornata insieme, quasi sempre nello spazio intimo e ristretto dell'auto, ma i loro ruoli restano ben distinti. Le parole che si scambiano dal sedile del conducente a quelli sul retro vanno a comporre schermaglie tra il serio e il faceto, intervallate dalla robotica voce del navigatore satellitare Cynthia.

L'inanimata terza componente del viaggio, a differenza del cinico e risoluto HAL 9000 kubrickiano, si limita a eclissarsi durante il viaggio per la scarsa copertura del segnale. Le colpe ricadono quindi senza attenuanti sull'avidità umana. La sete di denaro di Basil non si ferma nè di fronte alle festività natalizie nè in presenza della neve che imbianca la meta del suo viaggio. Un moderno Scrooge di Dickens che i fantasmi non degnano nemmeno di una visita. Sarà sufficiente l'animo innocente e gentile di Nick a convertire Basil?


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Arte Cultura e Spettacolo