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Ferrara. Falsificava documenti per immigrati cinesi, arrestato avvocato veronese

Si chiama Rosanna Cabianca, avvocato iscritto al foro di Verona, ma sospeso dall’ordine già dal 21 maggio di quest’anno, ed arrestata nel pomeriggio del 23 agosto a Ferrara.
La donna, classe 1960, gestiva insieme al fratello Matteo, anch’egli avvocato ma operante presso il foro di Crotone, un complesso movimento illegale di documenti per immigrati cinesi.
 
Sfruttando cinque immobili di proprietà della madre, la coppia forniva un’iniziale residenza agli immigrati appena arrivati in Italia
per poi dichiararli irreperibili non appena essi riuscivano ad ottenere un permesso di soggiorno, così da invalidare il contratto di affitto e ricominciare il circolo vizioso.
 
Con un vero e proprio listino prezzi la Cabianca richiedeva 1500 euro per un visto di ingresso per lavoro subordinato, 3000 euro
per un rinnovo di permesso e dai 6000 ai 10000 euro per un ricongiungimento famigliare. Ed è stato proprio un caso di quest’ultima tipologia a incastrare, di nuovo, l’avvocato veronese.
 
Credendo di poter riavviare la propria truffa spostandosi di poco dalla sua residenza a Castel D’Azzano, dove da
poco aveva terminato di scontare gli arresti domiciliari, si è recata in prefettura a Ferrara. Gli agenti
della Prefettura si sono insospettiti immediatamente a causa di alcune lacune nella documentazione.
In particolare uno dei moduli era in versione fotocopiata e non originale ed era inoltre stata
contraffatta la firma di una ignara signora di Copparo. Questa firma era necessaria per far risultare
nota agli atti la residenza che avrebbe ospitato una minore cinese in attesa del ricongiungimento
famigliare.
 
Preso atto di questi documenti palesemente falsificati, i dipendenti dell’ufficio hanno
fatto attendere la sospettata con un pretesto presso l'uUfficio Unico dell’immigrazione della Prefettura
di Ferrara per avvertire la Polizia e permettere agli agenti di recarsi sul luogo. Dopo alcune verifiche effettuate sui
documenti la Squadra Mobile della Polizia di Ferrara ha tratto in arresto la signora Cabianca in
base all’art. 5 comma 8 bis dell’articolo unico sull’immigrazione.
 
In seguito è stato però optato il rilascio, ritenendo non necessarie misure cautelari. A questa truffatrice faceva riferimento l’etnia
cinese presente in tutto il nord Italia da Milano a Rovigo, da Trento a Bologna. Erano quindi già
accertati precedenti per favoreggiamento nella concessione non autorizzata di questi permessi che
le erano già costati l’espulsione dall’ordine degli avvocati. Ora sarà compito della Polizia di Verona
porre definitivamente fine a questa truffa che sfruttava le difficili situazioni di famiglie cinesi

trasformando approssimativi documenti in pseudo permessi per qualche migliaio di euro. 


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