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Ferrara. Ruba ad una anziana al cimitero, caso risolto

 Era successo tutto la mattina del 12 luglio, al cimitero di Monestirolo: la vittima, una signora del 1936, aveva riferito ai Carabinieri di San Bartolomeo di essere stata avvicinata da un uomo robusto, travisato da una maschera carnevalesca, che improvvisamente, mentre lei rendeva visita ai propri defunti, l'aveva afferata al collo e le aveva strappato due catenine d’oro che indossava in quel momento, scaraventandola subito a terra, trascinandola ulteriormente per impedirle di reagire e colpendola poi con un pugno alla schiena prima di dileguarsi a piedi. L’anziana, a seguito dell’aggressione aveva riportato una prognosi di guarigione di 10 giorni.

Subito i militari della stazione di San Bartolomeo, ai comandi del Mar. Capo Pontarelli, si attivavano per raccogliere quanti più elementi possibile. Nella circostanza riuscivano a raccogliere la testimonianza di una signora che, poco prima del fatto, aveva notato nei pressi del cimitero una vettura di grossa cilindrata di colore blu con a bordo una persona di grossa corporatura.

Date le caratteristiche del bottino e la dinamica predatoria del fatto, le ricerche si indirizzavano subito verso i “compro-oro” della città, dove i malviventi potrebbero provare a piazzare tale tipo di “merce”. La fortuna ha premiato l’intuito: già la mattina successiva i CC hanno ritrovato la refurtiva presso uno di quegli esercizi a Ferrara. Riuscivano a riconoscere le catenine, per il fatto che erano visibilmente strappate e perchè la vittima, oltre ad averle ben descritte, aveva anche consegnato una foto di quando le indossava.

Sentita in merito l’addetta del compro-oro, risulta che le catenine, poste subito sotto sequestro, erano state cedute proprio il giorno prima da una signora le cui generalità corrispondono  a M. S., 33enne residente a Ferrara, disoccupata, pregiudicata, solita accompagnarsi con personaggi della stessa risma. Approfondendo le indagini sulle relazioni della M.S., i CC scoprono che da qualche tempo conviveva con altro pregiudicato del luogo, P. M. 58enne ferrarese che, guarda caso, risulta avere nella disponibilità una vettura analoga a quella vista sul luogo del delitto.

I militari comunicano immediatamente all’A.G. l’esito dell’indagine, chiedendo l’emissione di un decreto di perquisizione e sequestro a carico dei due, nella certezza di poter ritrovare tracce pertinenti al reato (maschera, indumenti indossati al momento del fatto.)

La perquisizione è avvenuta il 18 luglio successivo: passata al setaccio la casa della M.S., ove al momento era presente anche  P. M., le operazioni si estendevano anche alla famosa macchina blu, una vecchia mercedes, a bordo della quale veniva rinvenuta la maschera usata per la rapina (v. foto), nonché una scaccia-cani con tappo rosso rimosso e un cutter, per la cui detenzione  P. M. veniva anche deferito, violando leggi in materia di contraffazione di armi e porto di oggetti atti a offendere.

Di fronte all’evidenza delle responsabilità, il P.C. , ha rilasciato spontanee dichiarazioni, ammettendo di aver perpetrato la rapina e di aver dato i monili alla convivente affinchè li rivendesse, dicendole però che erano appartenuti alla nonna.

L’A.G., subito informata dai militari che deferivano il P.C. per la rapina e la M.S. per la ricettazione delle collanine, disponeva l’interrogatorio dei due che avveniva nei giorni scorsi e nel corso del quale la M.S. confermava di aver ricevuto le catenine dal convivente che le aveva detto che erano della nonna, mentre  P.M. si avvaleva della facoltà di non rispondere. 


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