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Ferrara. Terremoto: verso la chiusura totale delle strutture di accoglienza

 Tutti presenti tranne Mirabello i Comuni colpiti dal sisma, convocati in Castello Estense dalla presidente della Provincia, Marcella Zappaterra: Ferrara (sindaco Tiziano Tagliani e assessore Aldo Modonesi), Bondeno (vicesindaco Luca Pancaldi), Sant’Agostino (sindaco Fabrizio Toselli), Poggio Renatico (sindaco Paolo Pavani), Vigarano (assessore Giulia Massari) e Cento (assessore Massimo Manderioli).

Motivo dell’incontro è stata la condivisione con i singoli territori di una tabella di marcia per la progressiva chiusura delle tre strutture che tuttora danno accoglienza alle persone dopo il terremoto del 20 maggio scorso.
I numeri della situazione arrivano dal Centro di coordinamento provinciale. Sono 1.084 le persone tuttora fuori casa, di cui 350 ospitate nella tendopoli di Santa Liberata a Cento, 20 nelle scuole medie di Bondeno e 71 nel campo di San Carlo nel territorio di Sant’Agostino. Il resto sta trovando alloggio negli alberghi.
Va aggiunto che i cittadini extracomunitari sono una percentuale decisamente elevata rispetto
al totale di coloro che sono attualmente in tenda.
La ragione di accelerare i tempi per la chiusura delle strutture è favorire il prima possibile il
ritorno delle famiglie nelle loro abitazioni, anche in considerazione del fatto che sono esauriti
da settimane i 50 milioni di euro in dotazione alla Protezione civile per far fronte a queste
spese.
Contestualmente la presidente ha chiesto ai Comuni di innestare la quarta anche per quanto
riguarda il numero di schede Aedes, cioè i sopralluoghi tecnici per la definizione dell’agibilità
delle abitazioni.
Sul primo punto tutti i Comuni si sono impegnati ad una chiusura dei centri di accoglienza
entro la fine di luglio e laddove il problema è più complicato, vedi Cento, si può procedere
nel frattempo a smontare le tende non occupate e quelle che lo sono solamente in parte,
ottimizzandone l’utilizzo. Anche Ferrara si è impegnata a chiudere il prima possibile la Casa
senza frontiere che attualmente dà ospitalità a sole quattro persone.
Sul secondo tema, 160 sono risultate le schede Aedes ancora da evadere a Bondeno, 74 a
Cento, un centinaio a Sant’Agostino e circa 350 a Ferrara.
Tutti, tranne la città, hanno dato rassicurazioni che il lavoro sarà portato a termine entro la
fine dello stesso mese di luglio.
Visto che servirà fino alla prima decina di agosto al Comune capoluogo, come affermato
dall’assessore Modonesi, la proposta è di mettere a disposizione degli altri territori le squadre
tecniche necessarie per stare dentro i tempi programmati.
In sostanza due buone notizie che la presidente Marcella Zappaterra può portare a Bologna,
dove la prossima settimana è convocato dal commissario Vasco Errani un vertice proprio
su questi temi a livello regionale, in attesa del Piano casa che dovrebbe essere pronto prima
dell’autunno.
Durante l’incontro c’è stato tempo anche per alcuni numeri. Si tratta delle spese per soli
servizi alle persone fatte da Comuni e Provincia nelle prime 72 ore e nei giorni successivi al
sisma, per un totale di 3.172.970 euro.

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