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Ferrara. Cna: insieme per scongiurare la paralisi

 Coniugare sicurezza e ripresa dell’attività è possibile

Continua la devastazione del terremoto, nelle vite di chi lo ha subito e ne porta le ferite profonde, sia attraverso la completa cancellazione della normalità, ma soprattutto, l’impossibilità di vedere vie d’uscita. E’ questo lo stato d’animo dei tantissimi imprenditori e imprenditrici, almeno 250, dell’area più colpita dal sisma, che hanno affollato la sala di CMV Servizi a Cento, nell’incontro organizzato dalla Cna venerdì.

E' stata dura, in questa situazione drammatica, e senza averne responsabilità,  dover far sapere  – come ha fatto Cna l’altra sera, alla presenza della vice-presidente della Provincia Carlotta Gaiani e dell’assessore alle Attività produttive di Cento Pier Paolo Busi - che no, ciò che preme di più agli imprenditori, non si sa quando potrà realizzarsi. Questa è, infatti, la sostanza di quanto esce dal Decreto sull’emergenza terremoto, entrato in vigore l’8 giugno che, dopo la prima Ordinanza Gabrielli, aveva lasciato sperare che gli interventi di adeguamento alle norme antisismiche più prescrittive del 2009, avrebbe potuto avvenire con una maggiore gradualità. Certo, intervenendo da subito – come molti imprenditori hanno comunicato l’altra sera di aver già fatto -  per mettere in sicurezza capannoni e strutture, garantendo l’incolumità di chi vi lavora, così da poter avviare prima possibile l’attività. Così non è, le interpretazioni dell’ultimo Decreto governativo lasciano molti margini di incertezza interpretativa.

Lo ha spiegato alle imprese dei Comuni più colpiti dal sisma (Cento, Sant’Agostino. Bondeno, Mirabello, Poggio Renatico, Vigarano Mainarda), il direttore provinciale della Cna Corradino Merli, pienamente consapevole che le tante iniziative buone e importanti di queste settimane, gli interventi straordinari messi in campo per far fronte alle esigenze delle popolazioni colpite e delle stesse imprese, non sono purtroppo la risposta alla domanda principale: quando possiamo riprendere l’attività?

Stanziamenti straordinari (ancora insufficienti, ma importanti), moratoria dei versamenti fiscali e contributivi e dei pagamenti delle utenze (tutti da prolungare, comunque, rispetto al periodo previsto dal Governo), moratoria dei mutui bancari, finanziamenti agevolati, messa a disposizione di strutture e capannoni per far fronte alle esigenze produttive immediate delle imprese colpite, sottoscrizioni promosse dall’Associazione e congiuntamente tra le diverse parti sociali, iniziative della Camera di Commercio. Tutto questo, ed altro ancora.

Ma il lavoro rappresenta il nodo più importante. “Abbiamo bisogno di chiarezza – hanno detto diversi imprenditori all’assemblea di Cento -  dobbiamo sapere cosa fare, come possiamo rialzarci. Ma presto. Ogni giorno che passa si chiudono le prospettive di rimettere in piedi le nostre aziende”.

E, invece, la rigidità e farraginosità delle disposizioni per il rilascio dell’agibilità di strutture e sedi aziendali, estesa praticamente a tutte le attività produttive e di servizio, anche non danneggiate dal sisma, rischia di paralizzare la vita economica di intere comunità per un tempo indefinito.

Un prospettiva, questa, che Cna rigetta con tutte le proprie energie, per scongiurare la quale si impegnerà, strenuamente, in questi giorni, insieme alle istituzioni del territorio e facendo pressione a livello nazionale, attraverso Rete Imprese Italia e la stessa Confederazione. “Dobbiamo lavorare tutti insieme, da soli non ne veniamo a capo”, ha esortato il direttore della Cna, rivolgendosi con passione agli imprenditori esasperati. “Vogliamo risposte certe e chiarezza, insieme a voi, non ci stancheremo di batterci per ottenere risultati. Bisogna che tutti siano consapevoli che, se non riparte l’economia nel nostro territorio, gli effetti sarebbero devastanti per l’intero Paese”.


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