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Ferrara. Terremoto. Attività didattiche sospese per ogni ordine e grado tranne per gli esami

 Provincia e sindaci concordano decisione sulla situazione scuole del territorio dopo il terremoto 

 Sospensione delle attività didattiche per le scuole statali primarie, medie e superiori di secondo grado fino al 9 giugno. Dal 4 giugno poi la sospensione delle attività didattiche non riguarderà le classi terze delle scuole medie di primo grado, ad eccezione del Comune di Ferrara, le classi terze dei professionali e le quinte delle secondarie di secondo grado laddove sia stata accertata l’agibilità dei locali.

La misura è assunta per favorire, per quanto possibile, il completamento dei programmi da parte degli studenti che devono sostenere gli esami di Stato.
Per quanto riguarda, invece, nidi, materne e paritarie, la questione è lasciata ai singoli Comuni a seconda dei vari contesti e le informazioni potranno essere reperite sui siti web del Comuni stessi.
 
È questa la decisione che i sindaci dei Comuni della provincia hanno preso tutti insieme per
condividere una linea sulla situazione delle scuole del territorio. Decisione che raccoglie la
stessa proposta avanzata dalla presidente della Provincia, Marcella Zappaterra.
Il tutto è ora demandato alle singole ordinanze dei Primi cittadini, i quali per le sole classi
interessate dagli esami adotteranno una formula del tipo: con attività didattica consentita
limitatamente alle classi terze delle scuole secondarie di primo grado, alle classi terze degli
istituti professionali e alle classe quinte delle secondarie di secondo grado.
 
“Non si tratta di un problema di agibilità degli edifici – ha puntualizzato la presidente
Zappaterra – ma una decisione che vogliamo prendere insieme per ragioni di prudenza”.
Il concetto è stato spiegato con un esempio. “In caso di ulteriori scosse sismiche – ha
continuato la presidente della Provincia – un conto è evacuare solamente il personale ata
e amministrativo, regolarmente in servizio in caso appunto di sospensione delle attività
didattiche, e un altro è far uscire in sicurezza migliaia di studenti”.
 
Sulla situazione complessiva degli edifici di proprietà della Provincia, ossia le scuole
secondarie di secondo grado, la situazione è di una generale agibilità con alcune limitazioni,
ad eccezione di un plesso di Cento.
Una condizione che indurrà comunque all’utilizzo delle aule dei piani più vicini a terra,
proprio per garantire le maggiori condizioni di sicurezza
 
Rispetto al quadro generale un capitolo a sé è dato dal territorio di Cento, rappresentato
dall’assessore alla Pubblica istruzione Maria Rolfini. Qui la seconda scossa di terremoto ha
causato la chiusura dell’80% dei plessi scolastici e per quanto riguarda nidi e materne sono
quasi tutte inagibili, anche se l’impegno è di riaprire il servizio la prossima settimana. Una
di esse, inoltre, serve come attuale sede del Comune, a sua volta giudicata non utilizzabile.
L’amministrazione sta poi procurandosi tensostrutture in favore di elementari e campi
ricreativi estivi.

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