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Ferrara. Imprenditori: vogliamo essere aiutati a riprendere in sicurezza l’attività, oltre 120 all'incontro CNA a Mirabello

 Una grande forza e determinazione, nonostante i colpi subiti e la consapevolezza della entità delle devastazioni provocate dal terremoto ad un patrimonio incalcolabile, costruito attraverso anni e anni di lavoro e sacrifici. Questa la forte impressione avuta da chi ha partecipato, lunedì scorso, al Ristorante I Durandi di Mirabello, all’incontro organizzato da Cna con le imprese associate dell’area di Mirabello, Vigarano Mainarda, Poggio Renatico e Bondeno.

Oltre 120 imprenditori presenti all’incontro, chiamati dall’Associazione per valutare insieme le necessità e le priorità, spiegare quello che si sta facendo nel dettaglio, l’impegno e la solidarietà forte e concreta di tutto il sistema associativo. “Siamo qui per parlare alle nostre imprese”, ha esordito il direttore provinciale Merli, dando la testimonianza di una vicinanza tesa a dare voce e risonanza alle esigenze, spesso molto difficili e drammatiche, delle imprese e delle loro famiglie, incalzando i diversi livelli istituzionali del Paese, dal Governo al Parlamento, la Regione e le istituzioni provinciali a fare la propria parte fino in fondo per individuare soluzioni e interventi adeguati alla drammaticità della situazione. Su questo stesso piano si è espresso lo stesso presidente Cna dell’Emilia Romagna, Paolo Govoni, in un accorato intervento rivolto alla folta platea di imprese.

Perché è proprio questa la preoccupazione fondamentale di tutti gli imprenditori che, numerosi, hanno preso la parola lunedì, all’incontro: il timore di passare in secondo piano, che il tremendo evento di questi giorni sia presto dimenticato. E, però, chiara è emersa la volontà di tutti i presenti di passare presto alla fase della ricostruzione, di riprendere l’attività produttiva e il lavoro, non chiedendo assistenzialismo, ma il supporto materiale indispensabile per rialzarsi e mettersi al lavoro per sanare almeno in parte cicatrici che, purtroppo, richiederanno anni per essere completamente rimarginate. L’altro tema ricorrente tra le imprese intervenute è stato il tema della sicurezza, della gigantesca e costosa opera che si renderà necessaria per costruire, sì certo, al più presto, nuovi capannoni e sedi, ma con tutti i crismi della sicurezza indispensabili e vitali per chi vi lavora: dipendenti, ma anche piccoli imprenditori. Sono essi stessi i primi a chiederlo, chiedendosi perché prima tutto questo non sia stato richiesto dalle norme, perché un tale costo umano. Infine, una corale sollecitazione alle banche: rendere operative al più presto e senza inutile burocrazia le iniziative straordinarie relative al credito per le imprese delle aree più colpite.


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