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Pisa. Cani come corrieri della droga, un incubo finito grazie ai Carabinieri di Pisa

Altre foto più sotto. 

Sono finite il pomeriggio del 20 aprile 2012, grazie ai carabinieri del Comando 
Provinciale di Pisa, le atroci sofferenze di una femmina di “DOGUE DE
BORDEAUX”, usata dal proprietario come un vero e proprio corriere della
droga.

Cinque ovuli contenente cocaina le erano stati inseriti nello stomaco nel corso di
un intervento chirurgico probabilmente eseguito da un professionista per conto
del proprietario PRACCHIA Massimo, un pregiudicato pontederese 32enne,
arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e
maltrattamento di animali in concorso. Il personaggio era già da tempo tenuto
sotto controllo dai militari della Compagnia CC di Pontedera in quanto ritenuto
uno spacciatore di rilievo nell’ambito della Valdera.

Le circostanze che hanno portato all’arresto del giovane sono davvero singolari:
il 20 aprile i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Pontedera,
a seguito della segnalazione del proprietario dell’abitazione in locazione
all’arrestato, approfittando dell’occasione presentatasi, sono intervenuti presso il
domicilio di quest’ultimo per sedare una lite scoppiata in ambito domestico
tra l'indagato ed un suo familiare e, nel contempo, i militari speravano di avere l’opportunità per acquisire
eventuali elementi circa l’attività illecita del Pracchia.

Colpiti dall’atteggiamento palesemente sospetto, gli operanti
danno corso ad un’accurata perquisizione domiciliare che, nonostante un
malcelato tentativo di depistaggio, gli ha consentito di rinvenire
oltre 1.000 gr. di cocaina, 21 gr. di marijuana, 94 grammi di hashish, nonché di
procedere al sequestro di oltre 24.000 euro di presumibile provenienza illecita e
di materiale idoneo al confezionamento in dosi dello stupefacente.

Ma l’aspetto più inquietante della vicenda sarebbe emerso solo alcune ore
più tardi: i carabinieri operanti vengono infatti a conoscenza che i sanitari
della clinica veterinaria di Cascina avevano riscontrato che un cane in cura
presso quel centro medico recava nello stomaco alcuni ovuli contenente dello
stupefacente. Immediatamente accorsi sul posto i carabinieri assistevano
all’intervento chirurgico nel corso del quale il veterinario estraeva la droga
dall’addome del malcapitato animale (ben 1.475 grammi di cocaina, suddivisa
in cinque involucri). L’aspetto che faceva letteralmente inorridire i 
militari era rappresentato dal fatto che il cane (un bell’esemplare di femmina
di “Dogue de Bordeaux”) presentava una cicatrice a livello ombelicale, risalente
ad alcuni giorni addietro, praticatagli per inserirgli gli involucri contenente lo
stupefacente.

A questo punto una domanda si poneva d’obbligo: questo fatto poteva in
qualche modo essere messo in relazione con l’arresto di PRACCHIA Massimo?

In effetti, nel corso di oculate indagini, vengono acquisiti forti elementi indiziari che
attribuivano allo stesso Pracchia la responsabilità del fatto, tenuto peraltro conto
che risultava essere proprietario anche di un cane di razza “Rott Weiler” che presentava,
nella stessa regione addominale, una cicatrice analoga a
quella praticata al “Dogue de Bordeaux”, risalente ad alcuni mesi orsono.

Pareva quindi evidente, alla luce delle suddette risultanze investigative, che
 PRACCHIA Massimo si servisse dei propri cani come degli insospettabili
corrieri della droga, avvalendosi probabilmente di un veterinario professionista
per eseguire gli interventi.

L’arrestato dovrà rispondere dell’accusa di detenzione ai fini di spaccio di
stupefacenti e di maltrattamento di animali.

L’intera operazione di servizio ha permesso di addivenire al recupero di
complessivi gr. 2.547 di cocaina, caratterizzata da un altissimo valore di mercato
(circa 300.000 euro), con il sequestro del denaro contante già sopra indicato.

Il lieto fine della vicenda è rappresentato dal fatto che i cani in questione
godono attualmente di buona salute e che la brillante operazione dei carabinieri
ha probabilmente evitato che gli stessi cani, o altri malcapitati, seguissero in
futuro la stessa sorte.


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