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Ferrara. In maggio “Ferrara teatro della storia”

 Delphi International, la Borsa delle 100 Città d’Arte d’Italia e l’Ente Palio insieme per promuovere i tre eventi di maggior richiamo turistico durante il mese di maggio, che essi stessi organizzano e promuovono: la 1000 Miglia, la 16^ Borsa del Turismo e il Palio, appunto.

Una cordata di imprenditori, come è stata chiamata, affiancata e sostenuta dalle istituzioni locali.
La Camera di Commercio, infatti, sostiene il tris di eventi con 35mila euro complessivi (7.500 alla Borsa e alla Freccia Rossa e il resto al Palio), mentre Comune e Provincia di Ferrara contribuiscono rispettivamente per 130mila (5mila alla Borsa, 15mila per la 1000 Miglia e 110mila al Palio) e 30mila ( circa 15mila al Palio e 7.500 alle altre due manifestazioni, senza contare i supporti logistici).
Ferrara, dunque, è già ai blocchi di partenza, pronta a dare il meglio di sé nei dieci giorni che vanno dal 17 al 27 maggio.
Per questo Riccardo Cavicchi di Delphi International parla nell’occasione di “Ferrara teatro della storia”, che è anche il titolo di un sito che conta già 10mila pagine visitate e oltre
105mila contatti indotti dal profilo Facebook creato su misura.
Si comincia con il 17 maggio, data di arrivo in piazza delle auto che hanno scritto la storia della mitica gara di automobilismo. Evento per il quale, annuncia lo stesso Cavicchi, è praticamente già tutto pieno da settimane nelle strutture alberghiere estensi. Sono attesi non solo piloti ed accompagnatori della Freccia Rossa, ma anche 250 danzatori in occasione col
raduno nazionale della Società di Danza dell’800, oltre a 80 equipaggi del Fiat 500 – Best in
Show e più di 30 troupe televisive italiane e dal mondo.
Il 25, 26 e 27 vanno poi in scena le gare finali del Palio più antico del mondo. È soddisfatto
il presidente della manifestazione che rievoca contrade, borghi e rioni, Vainer Merighi,
perché “È molto importante – ha detto – mettere in relazione queste iniziative. Così si
ottengono buoni risultati e si costruisce insieme il futuro di Ferrara”.
Dal 25 al 27 maggio, infine, sale sul palcoscenico di Ferrara Art and Events, la Borsa delle
100 Città d’Arte d’Italia. Un ritorno in grande stile, come sottolineato dal direttore, Maria
Chiara Ronchi, dopo quattro anni non di assenza della città estense, ma durante i quali la
manifestazione si è svolta altrove. È sul concetto di rete che insiste Chiara Ronchi, affinché
Ferrara si proponga come protagonista di un’offerta nazionale ed internazionale, che va ben
oltre quel grappolo di giorni nei quali si concentrano i tre eventi.
In particolare nel workshop previsto per sabato 26 maggio domanda e offerta si
incontreranno, con 100 tour operator attesi da 28 paesi del mondo.
Proprio sulla destagionalizzazione dell’offerta turistica ha calcato la mano il segretario
generale della Camera di Commercio, Mauro Giannattasio, in merito ad iniziative che fanno
parlare di Ferrara ben oltre la sua cerchia muraria rossettiana e al di là dei dieci giorni nei
quali avvengono le tre attese manifestazioni.
Il tutto per creare un centro storico “Vivo e fruibile - ha aggiunto Giannattasio – che è segno
di un’imprenditorialità sana e quindi luogo nel quale investire”.
Grazie al tris d’assi calato da Ferrara si mettono così in moto quattro leve, è stato sottolineato:
qualità (di servizi, strutture e prodotti), riconoscibilità (una città e un territorio che intendono
distinguersi), destagionalizzazione dell’offerta e collaborazione tra pubblico e privato.
Sulla stessa lunghezza d’onda il giudizio anche del vicesindaco del Comune di Ferrara e
titolare delle deleghe di Cultura e Turismo, Massimo Maisto, per il quale “Eventi come
questi non si fermano alla promozione, ma si spingono fino alla commercializzazione di
Ferrara. E questo grazie alla capacità degli operatori di mettersi insieme”.
Un giudizio sottoscritto anche dall’assessore provinciale al Turismo, Davide Bellotti, che
allargando lo sguardo ha anche ricordato la concomitanza dell’apertura della grande fiera
del Birdwatching, che proprio in questi giorni apre i battenti in un’altra zona altrettanto
nevralgica del territorio, anch’essa tra l’altro patrimonio Unesco: il Delta.

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