Utilizzando questo sito si accetta l'uso dei cookies per scopi statistici. Maggiori info su
Banner
Text Size
Banner

Joaquin Sorolla Bastida e "I giardini di luce". Palazzo dei Diamanti, Ferrara

 È Joaquin Sorolla Bastida, ritrattista valenciano del periodo impressionista non ancora maturo, che offre

questa volta il Palazzo Diamanti di Ferrara, dal 17 marzo al 17 giugno 2012.

Soggetti ancora classici, colori molto realistici, impressionismo non ancora scomposto, anche se con la
presenza dei primi elementi di modernità: un perfetto ritrattista, insomma.
Se molti altri hanno saputo rendere l’immediatezza della realtà alla stessa maniera di Sorolla, questi è
dotato di una peculiarità che dà merito al nome della mostra, Giardini di luce: raffinati effetti luminosi
impreziosiscono quasi tutti i suoi quadri, lasciando una finissima firma inconfondibile, come possiamo
notare in “Maria vestita da contadina valenciana” in locandina, o nello spettacolare “I giardini dell’Alcazar
di Siviglia in inverno”. Le possibilità offerte al riguardo, poi, dal tema del giardino, prediletto per tutta la vita
dal pittore, sono alquanto notevoli.
 
 
Rimasto orfano a due anni, Sorolla fu incoraggiato dagli zii a coltivare la sua attitudine al disegno e alla
pittura, e in particolare al taglio fotografico ad essi conferito.

Nel suo periodo di maggior successo viaggia per tutta la Spagna, dipingendone i posti più belli; incantevole
poi la sala dedicata al tema dell’acqua, ricorrente sottoforma di fontana o di specchio, in quasi tutti

i giardini di Sorolla. L’acqua, componente fondamentale del giardino
 islamico, ha funzione pratica e spirituale, ma soprattutto consente di rimirare le architetture nella loro molteplicità di riflessi, cosa
che benissimo si sposa con soggetti e stile privilegiati da Sorolla. Degno di particolare nota “Il bacino dell’Alcazar di Siviglia”.

Ma nulla rivela di una persona più del suo ambiente domestico: il giardino di casa Sorolla, progettato sul modello di tutti quelli dipinti in una vita, è protagonista dei suoi ultimi quadri, cui lui conferisce tutta quell’intimità e passione che deve averlo accompagnato in ogni suo capolavoro: nient’altro infatti può averlo portato a confessare che “si può essere felici solo se si è pittori”.

 

 

 


Tags

Arte Cultura e Spettacolo