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Pisa. Operazione "Mastercard": duro colpo ad organizzazione transnazionale dedita alla clonazione di carte di credito e ricettazione

 Oltre 60 militari dei Comandi Provinciali Carabinieri di Pisa, Milano, Brescia e Pavia, con il supporto dei Reparti Volo dell’Arma, sono impegnati dall’alba di oggi per dare esecuzione a 7provvedimenti restrittivi a carico di altrettanti soggetti, di cui 5 (cinque) in carcere e 2 (due) agli arresti domiciliari, emessi il 7 marzo 2012 dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pisa, dott. Giulio Cesare CIPOLLETTA, su richiesta a firma del Procuratore Ugo ADINOLFI 
e del Sost. Proc. Giovanni PORPORA.

Sono i numeri conclusivi di una complessa attività d’indagine, diretta dal Sost. Proc. della Repubblica dott. Giovanni PORPORA e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pisa, che ha svelato l’esistenza di un sodalizio criminale transnazionale, composto da cittadini ivoriani (4), nigeriani (1), italiani (2), operante su due articolazioni in Pisa e nelle province di Milano, Brescia e Pavia, dedito alla sistematica commissione di delitti di pirateria informatica ed altro, con un giro di affari calcolato in diverse centinaia di migliaia di euro.

Le investigazioni hanno avuto iniziato nel gennaio 2011, con l’arresto operato in Pisa a carico di due giovani cittadini ivoriani, che acquistavano presso un esercizio commerciale prodotti di alta gamma con carte di credito risultate poi clonate.

Le indagini hanno permesso di documentare:

- le attività dell’organizzazione criminale concretizzatesi:


in Inghilterra, ove opera un componente dell’organizzazione, tuttora ricercato con l’ausilio dell’Interpol e della polizia inglese, nella captazione di codici di carte di credito o di pagamento attraverso sofisticate operazione di hackeraggio informatico su siti pirata, che 
permettevano, grazie ad e-mail esca (cd. phishing) di acquisire i dati sensibili del titolo;


in Italia, nell’alterazione di detti codici attraverso apparati skimmer e successivo utilizzo di dette carte;

- gli acquisti fraudolenti di prodotti informatici di alta gamma, tra cui:

cellulari smartphone marca Apple, Samsung, Nokia, Htc e Blackberry;

computers Apple Mac book, tablet Apple I-Pad e Samsung , nonché apparecchi playstation Sony e Ipod Apple.

•  

Tantissimi sono gli acquisti fraudolenti documentati nel corso delle indagini e commessi nelle province di Pisa, Torino, Milano e Pavia: obiettivi sensibili della banda erano le grandi catene della distribuzione commerciale, Media World, Euronics, Computer Discount, ed i
centri di vendita di telefonia mobile, all’interno dei quali i componenti dell’organizzazione selezionavano accuratamente i prodotti da acquistare, si avvicinavano alle casse utilizzando carte di credito clonate dei circuiti, tra gli altri, Visa, Mastercard, American Express, mentre all’esterno della struttura commerciale operava “un palo” che controllava l’eventuale presenza di forze dell’ordine. A transazione avvenuta, i prodotti acquistati venivano consegnati al ricettatore: l’incontro avveniva, solitamente, nei sottopassi delle fermate della stazione metropolitana di Milano.

Un’organizzazione criminale che si presenta, da un punto di vista manageriale, completa ed  efficiente, potendo contare su due articolazioni operative, la prima insistente in Pisa, diretta da


ATENE Lello, la seconda, attivata dopo che la prima era stata “bruciata” per gli arresti compiuti dai Carabinieri tra il gennaio ed il marzo 2011, operante in Milano ed altre province, diretta da un cittadino ivoriano tuttora ricercato.

Innovativa la formula di “ricettazione” dei prodotti illecitamente acquistati dai componenti del sodalizio, che prevedeva la pubblicizzazione di tali prodotti - a prezzi scontati - sui circuiti telematici E-bay e Subito.it: alla collocazione delle inserzioni sui circuiti telematici provvedeva CLEMENTE Maxmilian, insospettabile impiegato-terminalista della Società Aeroportuale di Milano-Malpensa, che pubblicava, dietro nickname, le foto degli articoli, con indicazione delle caratteristiche, nonché i conseguenti scontrini di acquisto che valevano da “garanzia”.

Nel corso dell’operazione, sequestrati dai Carabinieri diversi prodotti informatici di alta gamma, tra cui cellulari e tablet della Apple e Samsung, apparati skimmer e carte di credito o di pagamento alterate.

Tra gli aspetti maggiormente inquietanti emersi nel corso dell’inchiesta figurano:

- la capacità dell’organizzazione di captare codici di circuiti creditizi  sauditi, ove era possibile

effettuare transazioni per diverse decine di migliaia di euro con una sola operazione;

- il reimpiego delle somme illecitamente accumulate in acquisti immobiliari in Costa

d’Avorio, ove i componenti dell’organizzazione di tanto in tanto si recavano per seguire i

lavori di costruzione di lussuose ville dotate di ogni comfort, dalle piscine alle sale giochi;
 
- la disponibilità di documenti di identità risultati provento di furto o di smarrimento di soggetti risultati estranei al sodalizio.

I destinatari del provvedimento restrittivo risiedono nelle province di Pisa, Milano, Brescia e Pavia.

Allo stato sono state eseguite tre delle sette catture, sono in corso ricerche per la localizzazione di due catturandi, già colpiti da provvedimento restrittivo emesso da altra Procura, resisi da tempo irreperibili mentre altri due sono stati localizzati rispettivamente in Svizzera ed a Londra, per i quali è stato attivato il Servizio Interpol per l’esecuzione del Mandato d’Arresto Europeo.

I numeri dell’attività d’indagine sono racchiusi nei 17 capi di imputazione per il delitto di utilizzo di carte di credito o di pagamento alterate (riferiti a ben 48 episodi), 3 capi di imputazione per il reato di ricettazione (riferiti a 25 episodi), oltre alla contestazione dell’associazione per delinquere.

Elenco delle persone arrestate:

1. ATENE Lello, nato a Cosenza il 01.11.1983, pluripregiudicato, residente in Pisa, tradotto
alla Casa Circondariale di Pisa;

2. CLEMENTE Maxmilian, detto Emilio, incensurato, nato a Milano il 13.02.1973,
residente a Paderno Dugnano (MI), tradotto alla Casa Circondariale di Monza;

4. BAGATE Mohamed Lamine, nato in Costa d’Avorio il 02.06.1986, pregiudicato,
residente a Vallio (BS), sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

 


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