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Ferrara. Vertice in Castello per la superstrada Ferrara-Mare

 “Occorre che la Superstrada diventi una priorità a livello nazionale e che cittadini ed enti locali non siano abbandonati a loro stessi, perché ci risulta che fra i raccordi autostradali gestiti da Anas, almeno nel Nord Italia, solo quello che collega Ferrara al Mare sia messo in condizioni disastrose”.

Con queste parole la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, ha aperto l’annunciato vertice istituzionale convocato in Castello per affrontare la vicenda che ha portato l’Anas all’ordinanza dei 70 chilometri orari, e in certi casi i 50, su lunghi tratti della Superstrada,
anziché provvedere alla sua manutenzione.
“Non ci interessa tanto stare sulle pagine dei giornali – ha continuato la presidente - quanto avere una risposta certa ed in tempi rapidi, perché una risposta va data adesso al territorio”.
All’incontro hanno preso parte: i parlamentari ferraresi Dario Franceschini, Alessandro Bratti e Maria Teresa Bertuzzi (tutti Pd), il presidente della Camera di Commercio, carlo Alberto
Roncarati, la commissaria di Comacchio, Pinuccia Niglio in rappresentanza anche del prefetto di Ferrara, e i Comuni di Ostellato, Lagosanto, Migliarino, Voghiera, Masi Torello e Ferrara.
Scopo dell’appuntamento, con l’aiuto dei parlamentari, aprire un canale di dialogo e di negoziato con Anas e con il Ministero delle Infrastrutture, “perché non è accettabile – ha detto ancora Marcella Zappaterra – che l’economia ferrarese rischi di essere messa in ginocchio perché non viene fatta la manutenzione ordinaria alle strade gestite da Anas”. Questo, in effetti, è il punto messo in evidenza dalla presidente della Provincia: “Non chiediamo nuove infrastrutture o interventi straordinari, ma semplicemente che sia garantita la manutenzione che ordinariamente, e pur tra mille sacrifici, Comuni e Provincia assicurano invece alle
reti viarie di loro competenza; con la differenza – precisa – che qui stiamo parlando di un raccordo autostradale e non di una strada qualunque”.
 
Ne è convinta anche la commissaria di Comacchio, Pinuccia Niglio: “La Superstrada è un architrave della rete viaria territoriale e se non tiene, tutto il resto va in crisi”.
Che di emergenza si tratti non ha dubbi Dario Franceschini, secondo il quale “Non basta evidentemente un’interrogazione parlamentare, perché occorre innanzitutto capire cosa si può fare subito”. La proposta, allora, è di un incontro con il viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, e con i vertici Anas alla presenza di una delegazione delle istituzioni ferraresi.
Quello che si contesta è che se l’azienda pubblica delle strade ha deciso di trasformare nei prossimi anni la Ferrara-Mare in autostrada, non è possibile che nel frattempo i pochi soldi a disposizione siano spesi altrove, trascurando la manutenzione del principale collegamento tra Ferrara e la costa.
 
“Occorre riuscire a stabilire – precisa Franceschini – un minimo di manutenzione al di sotto del quale non è tollerabile andare in attesa dei lavori di trasformazione, per non ricorrere a provvedimenti incomprensibili come quello della riduzione dei limiti di velocità”.
Per questo occorre fare presto e non è possibile aspettare che il Cipe sblocchi i 300 milioni promessi ad Anas, come ricordato da Marcella Zappaterra.
Sulla proposta sono schierati come un solo fronte i Comuni coinvolti. Dalla critica ad Anas per una decisione unilaterale e senza alcuna consultazione con i livelli istituzionali territoriali (assessore Aldo Modonesi del Comune di Ferrara e il sindaco Andrea Marchi di
Ostellato), alla preoccupazione per un riversamento di crescenti volumi di traffico sulle Strade provinciali (sindaca Manuela Rescazzi di Masi Torello), fino alla necessità condivisa di porre mano allo stato manutentivo della Ferrara-Mare (sindaca Sabina Mucchi di Migliarino), i municipi hanno dato il loro placet all’iniziativa.
 
Nel frattempo l’assessore regionale Alfredo Peri è in mattinata in contatto telefonico con il Ministero e con Anas, con l’impegno di dare un aggiornamento in Castello Estense appena possibile. "Il senso di responsabilità ci impone di tentare ancora la strada del rapporto
istituzionale con lo Stato, ma se non verranno date garanzie in fretta siamo tutti pronti a mettere in campo un'importante mobilitazione insieme ai cittadini e alle imprese", conclude la presidente Zappaterra.

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