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Ferrara. La vicenda dei pneumatici di via Cà Rossa ed il loro riutilizzo

 

 

 

 

DOCUMENTAZIONE - Cronologia  vicenda stoccaggio non autorizzato pneumatici via Ca' Rosa

Nell’aprile 2004 la ditta Eco 3 srl (capitale sociale 10.000€) prende in affitto dall’Immobiliare Marconi s.a.s.

di Renzo Signorini & C. l’immobile in via Ca' rosa, loc. Mizzana, per svolgere la sua attività di recupero di

rifiuti non pericolosi. Nello specifico si tratta di rifiuti costituti da: pneumatici non ricostruibili, camere

d’aria non riparabili e altri scarti di gomma / cascami e scarti di produzione rifiuti di polvere e granuli di

gomma. In precedenza l'immobile era occupato da un’altra ditta, la Graneco srl, che svolgeva un’attività

similare.


Nel giugno 2004 la ditta Eco 3 srl si iscrive nel registro delle imprese esercenti attività di recupero di rifiuti

non pericolosi. N.B. Si tratta di una procedura Semplificata, soggetta soltanto alla dichiarazione di inizio

attività.


Nel settembre 2004 la Provincia vieta alla ditta Eco 3 srl di proseguire la sua attività, a seguito del mancato

rilascio del Certificato Prevenzione Incendi da parte dei VV.FF per le irregolarità riscontrare durante il

sopralluogo.


Nel febbraio 2005 l’A.R.P.A, assieme alla Guardia di Finanza, accerta il proseguimento dell’attività da

parte della ditta Eco 3 srl, nonostante il divieto di prosecuzione dell’attività disposto dalla Provincia, e

contestualmente chiede al Comune l’emanazione di provvedimenti urgenti per eliminare le irregolarità

riscontrate. Nel sito risultano stoccate 4000-5000 Tonnellate di rifiuti speciali.


Nel marzo 2005 la Guardia di Finanza informa il Comune di aver disposto il sequestro preventivo del

complesso aziendale e degli impianti della ditta ECO 3 s.rl. allo scopo di impedire il proseguimento

dell’attività della stessa.


Nell’aprile 2005, a seguito delle richieste fatte dagli organi di vigilanza e dalla Provincia, il Comune emette

un’ordinanza contingibile e urgente nei confronti della ditta Eco 3 srl, per motivi di sicurezza.

L’ordinanza viene emessa dal Sindaco ai sensi dell’art.54 del T.U.EE.LL, quale ufficiale di governo.

Inizialmente la ditta Eco 3 srl manifesta la volontà di attivarsi per ottemperare all’intimazione, dando inizio/

avvio ad una procedura di smaltimento preventivamente concordata con tutti gli Enti coinvolti a vario titolo

nella vicenda.


Nel settembre 2005, a fronte del comportamento inconcludente della Ditta, il Servizio Ambiente da inizio al

procedimento per l’esecuzione d’ufficio dell’ordinanza stessa. Nell’ambito di questo procedimento vengono

avviate le procedure per un indagine conoscitiva, invitando varie ditte del settore a presentare offerte

per l’esecuzione della prestazione di cui all’ordinanza sindacale, e si chiede al Ministero degli Interni un

contributo statale a sostegno della spesa, avendo agito il Sindaco nel caso specifico in veste di Ufficiale di

Governo. La risposta del Ministero è negativa.


Nell’ottobre 2005 la Soc. Immobiliare Marconi sas cambia denominazione e forma giuridica: diventa Società

Immobiliare Marconi srl


Nel dicembre 2006 il Servizio Ambiente viene informato del fallimento della ditta Eco 3 dal curatore

fallimentare (fallimento dichiarato dal Tribunale di Bologna con sentenza del ottobre 2006), in seguito al

quale la ditta Eco 3 srl interrompe le procedure di smaltimento. Il venir meno della Ditta priva di significato

l’ordinanza e le procedure sostitutive conseguenti.


Nel maggio 2007 il Tribunale penale di Ferrara condanna il titolare della Ditta Eco 3 srl e ordina la

restituzione dell’area in sequestro all’Immobiliare Marconi sas di Signorini. La sentenza di primo grado

viene impugnata dal titolare della ditta Eco 3 srl presso la Corte d’Appello di Bologna.


Nel luglio 2007 il curatore fallimentare informa l’Immobiliare Marconi srl, e per conoscenza il Comune,

di aver provveduto alla vendita di tutti i beni mobili di proprietà della ditta Eco 3 srl, comunicando la

disponibilità della curatela alla restituzione dell’immobile, e precisando che residuano ancora tutti

gli pneumatici e i materiali semilavorati per i quali la società fallita non aveva risorse finanziarie per

provvedere al loro smaltimento.


Nel luglio 2008 il Servizio Ambiente emette nei confronti dell’Immobiliare Marconi srl l’ordinanza ex art.192

del Dlgs 152/06 con cui ordina entro 90 giorni la rimozione dei rifiuti presenti nell’immobile, con successivo

smaltimento/recupero degli stessi. La ratio del provvedimento è: “si tratta di rifiuti depositati in modo

incontrollato su immobile di tua proprietà rispetto al quale non hai diligentemente sorvegliato”.


Nell’ottobre 2008 l’Immobiliare Marconi srl impugna l’ordinanza dinanzi al T.A.R. dell’Emilia Romagna,

chiedendone l’annullamento e l’istanza di sospensione.


Nel dicembre 2008, il T.A.R. – E.R. accoglie l’istanza di sospensione.

Nel giugno 2009 il T.A.R. – E.R. accoglie il ricorso della Soc. Immobiliare Marconi srl, annullando l’ordinanza

impugnata e disponendo la compensazione delle spese processuali stante la natura interpretativa della

controversia.

Nel ottobre 2009 è stato presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR.


Nel marzo 2010 il Consiglio di Stato respingeva l’appello, confermando la sentenza del T.A.R. - E.R.


Nel Maggio 2010 la Soc. Polymer Recycling Energy – società che si occupa della commercializzazione degli

pneumatici - chiede alla Soc. Immobiliare Marconi srl, al Curatore Fallimentare e al Comune il nulla osta

ad entrare nel sito ex Eco3 per prelevare parte degli pneumatici presenti nel sito da utilizzare a scopo

commerciale. I nulla osta vengono ottenuti: fine maggio dalla Soc. Immobiliare Marconi srl; primi di luglio

dal Curatore Fallimentare e metà settembre dal Comune.


Nel Luglio 2010 la Soc. Polymer Recycling Energy presenta in Provincia la richiesta di autorizzazione alla

cernita di rifiuti non pericolosi costituiti da pneumatici presenti nel sito ex Eco 3. Le operazioni verrebbero

svolte dalla Soc. Ecogom Energy srl


Fine settembre 2010 la Provincia – Servizio Ambiente rilascia alla Soc. Ecogom Energy srl l’autorizzazione ai

sensi dell’art.210 del Dlgs n.152/06 per le operazioni di cernita di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da

pneumatici presenti nel sito ex Eco 3. (autorizzazione P.G. 77631/2010)


Con comunicazione del 24 settembre 2010 la Soc. Polymer Recycling Energy informa la Soc. Immobiliare

Marconi srl, il Curatore Fallimentare, il Comune, la Provincia – Servizio Ambiente che il 25 settembre 2010

sarebbero entrati nel sito ex Eco 3.


Fine ottobre 2010 invio 1° report da parte della Soc. Ecogom Energy srl, così come previsto

dall’autorizzazione ambientale rilasciata dalla Provincia.

Inizio dicembre 2010 invio 2° report da parte della Soc. Polymer Recycling Energy.

Fine dicembre 2010 invio 3°report da parte della Soc. Polymer Recycling Energy.

Fine gennaio 2011 invio 4°report da parte della Soc. Polymer Recycling Energy.

Fine febbraio 2011 invio 5° report da parte della Soc. Ecogom Energy srl


Fine marzo 2011 la Provincia – Servizio Ambiente chiedeva alla Soc. Ecogom Energy srl di trasmettere la

delega espressa dall’Amministratore unico – sig. Chiarelli Michelangelo – per l’attività autorizzata con atto P.G. 77631/2010. A seguito accertamenti - visure camerali della soc. Ecogom Energy srl dovuti ad un accesso agli atti del sig. Chiarelli - la Provincia scopre che il sig. Stefane Conte non era il rappresentante legale della società cui aveva rilasciato l’autorizzazione. 

Inizio Aprile 2011 invio 6° report da parte della Soc. Polymer Recycling Energy.


Fine Aprile 2011 la Soc. Ecogom Energy srl, nella persona del Sig. Stefane Conte, risponde alla Provincia –

Servizio Ambiente, ammettendo l’irregolarità riscontrata. La lettera è firmata anche dal sig. Dalmazio Conte (padre).


Fine Maggio 2011 il Sig. Stefane Conte chiede alla Provincia – Servizio Ambiente la revoca

dell’autorizzazione rilasciata, e comunicava l’avvenuta costituzione di una nuova società la Modeco srl, a

nome della quale avrebbe presentato a breve tutta la documentazione necessaria per ottenere una nuova

autorizzazione ambientale per continuare le operazioni nel sito ex Eco 3.


Metà giugno 2011 la Provincia – Servizio Ambiente revocava l’autorizzazione ambientale rilasciata,

comunicandolo alla Soc. Ecogom Energy srl; la lettera veniva inviata anche al Comune, al Comando VVFF,

all’ARPA e all’Azienda USL.


Metà agosto 2011 si assiste ad un incendio doloso, l’ennesimo nell’arco di pochi giorni sul territorio

ferrarese, presso la ditta UNIRECUPERI, in via Romolo Gessi, a circa un solo chilometro dalla discarica di Ca

Rosa. La azienda, specializzata nella valorizzazione della frazione recuperabile presente nei rifiuti speciali

non pericolosi, tratta miscele indifferenziate di scarti da imballaggio, composte generalmente da: carta e

cartone, nylon, legno, gomma, imbottiture, tessuti, pannelli, metalli vari. L’incendio di agosto ha interessato

un cumulo consistente di PFU.


Fine Agosto 2011 iniziano da parte del Comune di Ferrara i contatti con l’Ing. Giovanni Corbetta di

Ecopneus, finalizzati ad acquisire informazioni utili per arrivare alla soluzione della situazione di via Ca'

Rosa. Nel frattempo vengono convocati tavoli presso la Prefettura di Ferrara, alla presenza del Comune di

Ferrara (Assessore Rossella Zadro, Dr. Taddia) della Protezione Civile Regionale, della Regione (Assessorato

Ambiente) e delle forze dell’ordine, per garantire continuità alla sorveglianza del sito di Ca' Rosa.


Ottobre 2011 Ecopneus, nella persona dell’Ing. Corbetta offre al Comune di Ferrara (Assessore Ambiente),

la propria disponibilità a sanare la situazione di via Ca' Rosa, ovvero del deposito incontrollato di PFU. Dopo

alcuni sopralluoghi sul posto e valutazioni da parte di Ecopneus, si arriva alla sigla della convenzione a firma

dell’Ing. Giovanni Corbetta direttore generale di Ecopneus e dell’Ing. Alberto Bassi, dirigente di Settore del

Comune di Ferrara.


22 Novembre 2011 inizia lo sgombero degli pneumatici.

Termine delle operazioni di prelievo stimato: 31 marzo 2012.

 

Le principali destinazioni d’uso dei materiali derivanti dal recupero dei Pneumatici Fuori Uso individuate a livello

internazionale riguardano:

Asfalti modificati (0–0,8mm polverino e 0,8 – 2mm granulato)
Il polverino di gomma viene utilizzato in tutto il mondo per la
produzione di asfalti modificati: l’aggiunta di gomma ai conglomerati
bituminosi permette la realizzazione di pavimentazioni che sono
particolarmente apprezzate per durabilità, silenziosità ed aderenza in frenata.
Numerose sperimentazioni internazionali, infatti, hanno dimostrato la possibilità di produrre
pavimentazioni drenanti caratterizzate da una maggiore durabilità e resistenza all’invecchiamento
(minori costi di vita dell’opera).
Anche in Italia sono state avviate diverse sperimentazioni in Toscana, Emilia Romagna e Piemonte, dove nella Provincia di Torino, Ecopneus ha collaborato con l’Amministrazione Provinciale e il Politecnico di Torino alla stesa di un tratto sperimentale di asfalto modificato sulla circonvallazione di raccordo tra Borgaro e Venaria. Se tutta la gomma contenuta nei PFU italiani fosse
utilizzata per produrre asfalti gommati, sarebbe possibile pavimentare con questi materiali quasi 19.000 Km di strade ogni anno.

Superfici sportive (0,8-20 mm granulato deferrizzato)
I materiali ottenuti dal processo di granulazione dei PFU sono utilizzati quale materiale da intaso per campi in erba artificiale e piste da atletica, pavimentazioni antitrauma e superfici equestri. Le proprietà drenanti del materiale, unite alla capacità elastica di assorbire gli urti rendono il granulo di PFU particolarmente adatto a tali impieghi.

Materiale per l’isolamento (0 – 20 mm granulato e polverino deferrizzati) 
Il granulo di gomma, legato con resine poliuretaniche, viene utilizzato per produrre pannelli insonorizzanti, tappetini anti-calpestio, membrane impermeabilizzanti, materiali anti-vibranti e anti-sismici particolarmente apprezzati per le proprietà elastiche del materiale di cui sono fatte e per garantire protezione anti-infortunistica.

Arredo urbano, pavimenti e manufatti (0 – 15 mm granulato e polverino deferrizzati)
Il granulo di gomma, legato con resine poliuretaniche in combinazione con altri polimeri termoplastici, viene utilizzato per
la produzione di elementi di arredo urbano (dossi artificiali, delimitatori di traffico, cordoli, ecc), materassi per l’allevamento  degli animali, mattonelle in gomma ecc.

Opere di Ingegneria Civile (PFU interi o 10-400mm ciabattato e cippato)
I PFU interi sono talvolta utilizzati come elemento costruttivo di barriere insonorizzanti, barriere anti-erosione, stabilizzazione di
pendii, protezioni costiere, terrapieni stradali drenanti e termo-isolanti e drenaggi di base in nuove discariche.

I PFU frantumati sono utilizzati in sostituzione di inerti minerali per la realizzazione di fondazioni stradali/ferroviarie, rilevati stradali
alleggeriti (ponti e gallerie) e bacini di ritenzione delle acque piovane; le proprietà drenanti, immarcescibili, antivibranti, termo-
isolanti e il basso peso specifico dei materiali derivati da PFU ne rendono l’applicazione in tali impieghi particolarmente vantaggiosa.

Riutilizzo in mescola (0-0,4 mm polverino)
I polverini di gomma sono riciclati nelle nuove mescole per la produzione di articoli tecnici in quantità percentuali variabili in funzione delle prestazioni richieste al prodotto finale e, in minimaparte, nelle mescole dei pneumatici.

Acciaierie ad arco elettrico (25-400 ciabattato)
Oltre al recupero, per seconda fusione, dell’acciaio derivante dalla frantumazione dei PFU, a livello internazionale è in continua crescita
l’interesse delle acciaierie verso la parziale sostituzione dell’antracite e coke (utilizzati quali riducenti degli ossidi metallici) con PFU frantumato inpezzature variabili in funzione degli impianti. La percentuale elevata di biomassa nei PFU li rende ottimi sostituti delle fonti di carbonio fossili in quanto permettono la riduzione di emissioni di CO2 da fonti non rinnovabili svolgendo la stessa funzione dei materiali tradizionali.

Materiale per pacciamatura (10 – 50 mm cippato deferrizzato)
Il cippato rivestito con resine poliuretaniche e colorato in diverse tonalità ha trovato larga applicazione in sostituzione alla corteccia di
conifere per la pacciamatura di giardini pubblici e privati, aiuole spartitraffico, rotatorie ecc. In Italia è un’applicazione non ancora
diffusa.


 

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