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Ferrara. Imprese "rosa" a Ferrara: crescono e resistono

 Ha un'età media di 45 anni ed ha forti aspettative professionali.

E' scesa in campo da pochi anni e sempre più spesso si mette in gioco per scelta e non per necessità.

Resiste più della media alle ‘intemperie’ del mercato mentre la sua dimensione ideale si conferma preferibilmente quella ‘micro’. E’ questo l’identikit della donna imprenditrice a capo di una delle 8.031 aziende 'in rosa' presenti in provincia di Ferrara (più di un terzo delle quali aventi sede nel comune capoluogo) che emerge dall'Osservatorio dell'economia della Camera di Commercio.

A Ferrara, dunque, le imprese “in rosa” confermano di avere una marcia in più di quelle dei colleghi uomini e, nonostante i colpi della crisi, continuano a crescere ad un ritmo superiore a quello medio dell’imprenditoria provinciale. Alla fine di giugno di quest'anno infatti, le imprese
femminili fotografate dall’Osservatorio dell'Ente di Largo Castello risultano essere 8.031, pari al
21,3% (a fronte del 20,6% dell'Emilia-Romagna) di tutte le imprese della provincia.

“La partecipazione delle donne alla vita produttiva, attraverso l’impresa, è una risorsa
importante per contribuire a rilanciare la crescita”. Questo il commento della presidente
Fiorenza Bignozzi, ai dati dell’Osservatorio. “Purtroppo - ha proseguito la presidente - sono
ancora molti gli ostacoli che limitano le donne nell’esprimere appieno la propria creatività e
professionalità nel mondo del lavoro. Credo che nelle iniziative che si stanno discutendo per
sostenere la crescita, una grande attenzione vada posta a tutti quegli strumenti, innanzitutto di
welfare ma anche di tipo finanziario, che possono facilitare l’impegno delle donne nelle attività
economiche. La Camera di Commercio di Ferrara ha investito in questa direzione e continuerà
a farlo, sia mantenendo accesi i fari sul fenomeno, sia sostenendo il lavoro del Comitato per
l’imprenditoria femminile che ho l'onore di presiedere”.

Le attività economiche che mostrano una forte percentuale di imprese femminili sono
soprattutto legate ai servizi, in particolare alla persona, nelle quali oltre il 55% delle aziende
è gestito da donne: delle 1.673 imprese del settore, 929 sono femminili e in un anno hanno
registrato un incremento pari all’1,1%. A queste, vanno aggiunte le attività in ambito sanitario
e di assistenza sociale, nelle quali la componente femminile, cresciuta dal 2010 al 2011 del
3,9%, rappresenta più di un terzo del totale. Quanto alle vocazioni delle imprenditrici ferraresi
- fa sapere la Camera di Commercio - ad attrarre maggiormente l’universo femminile negli
ultimi tre anni sono stati i settori tradizionali quali, ad esempio, quello il commercio, nel
quale si concentra oltre un quarto del totale (2.157 unità), seguito dall’agricoltura (2 imprese
femminili su 10 si collocano in questo comparto) e dalle attività turistiche, con 845 imprese,
che assorbono il 10,5% delle imprese “rosa”.

Nonostante la forma giuridica maggiormente utilizzata dalle imprenditrici sia, nel 68,2% dei
casi, ancora l'impresa individuale (alla quale fa seguito la “società di persone” con il 20% del
totale), la tenuta registrata appare tutta nel segno della modernità nel modo di fare impresa.
Le capitane d’impresa, infatti, dimostrano di preferire forme giuridiche più solide e capaci di
affrontare il mercato rispetto al passato. Lo testimonia la crescita che si registra per le società
di capitale che, con un +1,5% in un anno, passano da 844 a 857.

Tra i “Comuni più femminili” della provincia è certamente quello di Massa Fiscaglia, dove
la percentuale di imprese femminili sul totale è del 27% (contro la media provinciale dl 21,3%);
in fondo alla classifica troviamo invece Goro che conta meno di 10 aziende femminili su 100, ma
insieme a Lagosanto e Voghiera ha fatto registrare gli incrementi più alti negli ultimi dodici mesi

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