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Ferrara Bondeno. A scuola di sicurezza

Bondeno prende seriamente a cuore il tema della sicurezza nelle scuole.

Sicurezza che passa, naturalmente, anche da una corretta informazione e dal “sapere che cosa fare” in caso di calamità. Magari con un caschetto di protezione pronto all’uso, vicino al banco: strumento utilissimo, consegnato agli alunni di alcune classi della scuola primaria, ieri mattina.

Un po’ come accade in Giappone, dove la gente convive da secoli con i terremoti e dove certamente la cultura della sicurezza è un valore assoluto. “Abbiamo fatto un lavoro sia scientifico, che psicologico – spiega Antoinette Dallimonte – in quanto abbiamo esorcizzato la paura innata che hanno i bambini nei confronti del terremoto, con la conoscenza e la prevenzione”. “Di una iniziativa importante – parla l’assessore alla scuola, Francesca Poltronieri – della quale siamo grati alle aziende del territorio che si sono adoperate per fornire i materiali e quanto necessario. Sono lieta che la nostra scuola sia la prima, probabilmente, in Italia, ad avere adottato il modello ‘giapponese’ sulla sicurezza.” Caschetto peraltro donato simbolicamente anche all’assessore Poltronieri e al sindaco Alan Fabbri.

Di “una iniziativa bellissima – riferisce la direttrice didattica, Piva Licia –: in questo modo incominciamo a fare capire ai bambini che cosa è la sicurezza”. Le recenti scosse sismiche registrate sul territorio emiliano-romagnolo, hanno infatti portato anche a Bondeno ad adottare un vademecum al riguardo. Lo si è fatto con una serie di lezioni, in cui la docente dell’area scientifica delle classi II A e II B, Antoinette Dallimonte, coadiuvata dalle insegnanti Claudia Colpo e Elena Fiorentini, ha voluto approfondire le tematiche riguardanti il sisma ed introdurre, a tal scopo, il discorso preventivo, di come comportarsi di fronte alle calamità naturali di quel genere. “Il collegamento alle scuole del Giappone, dove gli studenti sono obbligati ad avere i cappelli di protezione è stato immediato”, dicono i promotori dell’iniziativa.

La grande partecipazione di questi bambini all’argomento e il conseguente abbinamento della protezione e sicurezza al casco stesso, ha fatto si che uno dei ragazzi della scuola, Patrick, consapevole che “il suo papà quei caschetti ce li ha”, abbia riportato la notizia in famiglia, trasformandola in una vera e propria richiesta. “Immediata e a dir poco sorprendente è stata la risposta dell’imprenditore Paride Cara, socio dell’azienda Cmp, che si occupa della costruzione di impianti industriali, ed ha fornito alla scuola i caschi di protezione.” Successivamente l’esigenza di voler posizionare i caschetti di fianco ad ogni banco in modo tale che ogni alunno potesse averlo comodo e pronto all’uso, ha portato un altro bambino, Ludovico, a formulare una richiesta al padre, Gabriele Manservisi, attivatosi per fornire alla scuola le sacche-zaino adatte a contenere e mantenere i caschetti pronti all’uso.


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