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Prato. Rapinano e minacciano di morte un esercente, catturati dai Carabinieri

 Nelle prime ore del mattino del 20 febbraio 2012, i Carabinieri della Stazione di Poggio a Caiano, supportati da personale  della Compagnia di Prato, da una squadra della Compagnia d’Intervento Operativo del Battaglione Carabinieri Toscana di Firenze e due unità cinofile, hanno dato esecuzione a Poggio a Caiano, Carmignano e Campi Bisenzio all’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Prato nei confronti di tre persone ed in particolare di due fratelli di origini calabresi ed un cittadino tunisino.

Si tratta di
• B.V. di anni 46 residente a Poggio a Caiano, pluripregiudicato; 
• B.S. di anni 42 residente a Carmignano, pluripregiudicato; 
• B.I.B.S., cittadino tunisino, di anni 45 residente a Campi Bisenzio, pluripregiudicato. 
Gli arrestati sono indagati, in concorso, per il reato di rapina aggravata commessa a Poggio a Caiano il 16 dicembre 2011. 
 
Le indagini sono state espletate dalla Stazione Carabinieri di Poggio a Caiano e scaturiscono  da un’informazione confidenziale acquisita da quel Comando il 23 dicembre 2011 allorchè apprendevano di una rapina consumata il 16 dicembre 2011 all’interno del Bar Sport ubicato in Poggio a Caiano, Piazza XX Settembre.
 
La successiva accurata ricostruzione dell’evento ha permesso si appurare che C.S., 34enne residente a Pistoia, dipendente di una società che gestisce “slot machines”,  in data 16 dicembre 2011 si era recato nella sala giochi attigua al bar Sport per 
prelevare l’incasso dalle macchinette e nella circostanza è stato improvvisamente aggredito da tre individui.
 
In particolare dichiara di essere stato schiaffeggiato ripetutamente dai tre personaggi che dopo avergli rapinato l’incasso delle macchinette (circa 2.000 euro) gli intimavano di non riferire a nessuno quello che era successo minacciandolo di morte e asserendo che sapevano dove abitava.
La vittima, profondamente turbata per l’accaduto, pur confidandosi con la titolare del bar e con il proprio datore di lavoro, per timore di ritorsioni aveva deciso di non denunciare l’accaduto. Ciò nonostante l’Arma locale, qualche giorno dopo, venuta a conoscenza dell’evento delittuoso, ricostruisce compiutamente l’accaduto ed identifica gli autori che sono stati, pertanto, deferiti all’Autorità Giudiziaria la quale, concordando pienamente con le risultanze investigative, ha emesso l'ordinanza di misura cautelare in carcere nei confronti dei tre malviventi.  
 
Gli accusati sono stati  rintracciati nella mattinata odierna all’interno delle rispettive abitazioni e condotti presso questo Comando Provinciale. Espletate le formalità di rito gli stessi sono stati condotti presso la locale casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.       

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