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Ferrara. Impresa femminile: via libera con il progetto "Start"

 Creare una propria impresa? Per alcune un grande sogno, per altre un’alternativa professionale:

oggi con il mercato del lavoro in rapido e costante mutamento, può essere un’opportunità concreta per costruire il proprio futuro. Di certo, però, il cammino per diventare imprenditrici richiede impegno sul versante della formazione oltre che disponibilità di risorse. Meglio se contributi a fondo perduto.
Una opportunità che 15 donne che aspirano ad avviare un’impresa avranno la possibilità di cogliere beneficiando dei finanziamenti (fino a 6.000 euro) e dei servizi di accompagnamento previsti dal progetto Start, nato dalla collaborazione tra la Camera di Commercio di Ferrara, il Comune di Ferrara ed il Comitato provinciale per l’imprenditoria femminile.

L’iniziativa, che partirà il prossimo 27 febbraio, prevede un budget iniziale di 45.000 euro per finanziare,
in particolare, le spese sostenute per parcelle notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa, la
redazione del progetto d’impresa, la consulenza specialistica nelle aree del marketing, della logistica,
della produzione, del personale, dell’organizzazione, dei sistemi informativi, economico-finanziaria e
della contrattualistica, le analisi di mercato, i piani di comunicazione e i canoni di affitto dei locali sede
dell’attività d’impresa. Una serie di servizi gratuiti e contributi a fondo perduto, dunque, per donne
disoccupate, in cassa integrazione o in mobilità, con particolari vantaggi per le under 35, che intendano
avviare una nuova impresa in forma sia individuale, sia societaria. Attraverso alcune "tappe" si verrà
così guidate verso la realizzazione del business-plan, l'erogazione del contributo fino al tutoraggio con
l’affiancamento alla gestione e la consulenza specialistica per i primi anni di vita dell'impresa.

“I dati del nostro Osservatorio dell’economia – ha sottolineato Carlo Alberto Roncarati, presidente
della Camera di Commercio di Ferrara - dicono che nel 2011 le imprese ferraresi che hanno chiuso
un anno dopo avere aperto sono state oltre 700. Sicuramente la crisi economica in corso ha favorito
queste cessazioni. Ma non è possibile ignorare il fatto che una delle principali cause di morte prematura
delle imprese sia l’eccessiva improvvisazione dell’imprenditore o dell’aspirante imprenditore, che ha
bruciato troppo in fretta le sue tappe, oppure si è fidato unicamente del suo “fiuto” imprenditoriale
senza considerare gli aspetti più complessi del suo business. Raccogliere tutte le informazioni
necessarie per valutare l’idea di impresa che si ha in mente, non è mai tempo perso, consente
anzi di ridurre drasticamente il rischio di un fallimento”. “Il Comune di Ferrara – ha affermato
Deanna Marescotti, assessore alle Attività produttive della Città capoluogo - è impegnato da
tempo nel favorire e sostenere la creazione di nuove imprese non solo attraverso la semplificazione
amministrativa, ma anche, con il supporto delle associazioni di categoria, accompagnando le migliori
idee alla elaborazione del business plan, fornendo informazioni sul microcredito e sugli eventuali bandi
di concessione di contributi pubblici da parte della Regione e dello Stato”. “Per rilanciare la nostra
provincia – ha detto la presidente del Comitato provinciale per l’imprenditoria femminile, Fiorenza
Bignozzi - c'è un bisogno estremo di forze nuove e dinamiche, capaci di guardare la realtà con occhi
diversi, più coraggiosi e determinati, come sono le imprenditrici. Le donne sono una risorsa che ancora

non riusciamo a valorizzare come dovremmo e che, invece, può rivelarsi uno dei driver vincenti per
il nostro sviluppo nei prossimi decenni. Un loro maggiore coinvolgimento nel mondo del lavoro è
indispensabile al sistema economico locale e può e deve avvenire anche ampliando le possibilità di fare
impresa, perché le donne hanno dimostrato di saperla fare e fare bene”.
L’indagine della Camera di Commercio: a Ferrara il percorso che conduce da una idea di
impresa alla sua realizzazione non è affatto semplice. Le difficoltà burocratiche, gli oneri fiscali,
i problemi di mercato, le carenze di finanziamenti, l’insufficienza delle fonti di informazione
sono tutti fattori che spesso rendono difficile la concretizzazione dei progetti e rischiano anche
di logorare le originali motivazioni, normalmente molto forti, che avevano portato gli aspiranti
imprenditori a voler avviare l’attività. Non a caso, nella nostra provincia la mortalità delle imprese
nel primo anno di vita continua ad essere elevata. In particolare – fanno sapere dall’Ente di
Largo Castello - le difficoltà dei processi di natalità rischiano seriamente di penalizzare i soggetti
più deboli, come, ad esempio, le imprese formate da persone giovani con minore esperienza e
quelle formate da donne alle prese anche con responsabilità familiari. Ciò nonostante, a Ferrara le
nuove imprese rappresentano circa il 60% delle iscrizioni che ogni anno si registrano in Camera di
Commercio. Il restante 40% riguarda essenzialmente filiazioni da imprese già esistenti, subentri o
ristrutturazioni aziendali.
L’impatto occupazionale: l’indagine della Camera di Commercio evidenzia che ogni nuova
impresa crea in media 1,37 posti di lavoro al primo anno di vita, con un’ulteriore crescita del 12%
entro il secondo anno.
I nuovi imprenditori: giovani di 35 anni e di sesso maschile. L'analisi delle informazioni rese
disponibili dalla camera di Commercio consente di abbozzare un profilo del "fondatore d'impresa":
ha mediamente 35 anni (il 38,6% ha da 25 a 35 anni ed il 29,6% da 35 a 49, il 18,1% fino a
25 anni e il 13,7% oltre 50) ed è prevalentemente di sesso maschile (oltre il 75% del totale).
Il settore di appartenenza è però molto importante, tanto da rendere, in alcuni casi, il profilo
standard un’immagine inadeguata. I servizi alle persone, ad esempio, vedono la maggiore
concentrazione di neo-imprenditori giovani in prevalenza di sesso femminile: l'età media si abbassa
(il 22,6% ha meno di 25 anni) e la quota di donne sul totale è pari al 51,9%. Le esperienze
imprenditoriali animate da donne si concentrano maggiormente – oltre che nei servizi alle persone
– nelle attività legate al turismo (32,9%) e alla sanità (41,9%). I neo imprenditori prediligono
fondare una propria attività ex novo piuttosto che acquisire una impresa esistente.
Semplificare per contrastare la rapida "mortalità" delle nuove imprese e favorire
l’occupazione: sempre secondo l’indagine della Camera di Commercio, le maggiori difficoltà
che le imprese ferraresi si trovano ad affrontare nella loro lotta per la sopravvivenza sono quelle
legate alla burocrazia (come segnala il 39,8% dei neo-imprenditori) e al costo del lavoro (32,7%).
Le nuove imprese non chiedono tanto finanziamenti pubblici, quanto piuttosto infrastrutture e
servizi reali come quelli dell’accesso al credito, della formazione, del reperimento di personale
specializzato.

Per maggiori informazioni: segreteria del Comitato imprenditoria femminile della Camera di
Commercio (Tel. 0532/783.821-813).

 


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