Utilizzando questo sito si accetta l'uso dei cookies per scopi statistici. Maggiori info su
Banner
Text Size
Banner

Mantova: 6/21 novembre, a Sermide la mostra "L'altra metà dell'arte" alla Villa Schiavi

  Dim lights

 Mantova: 6/21 novembre, a Sermide la mostra "L'altra metà dell'arte" alla Villa Schiavi

 

L’ALTRA META’ DELL’ARTE

22 PROTAGONISTE A VILLA SCHIAVI

 

Il 6 novembre è stata inaugurata a Villa Schiavi una mostra tutta al femminile: ventidue artiste provenienti da Mantova, Ferrara, Modena, Verona ecc hanno presentato le loro opere che resteranno in esposizione fino al 21 novembre a Villa Schiavi di Sermide.

 

Perché questa mostra? Perché questo titolo?

 

 

L’altra metà del cielo, l’altra metà dell’arte, le donne vengono spesso indicate, sottintese come una “metà” e non è detto che la cosa sia lusinghiera.

Nell’arte così come nella storia e nella critica d’arte attraverso i secoli è stato steso un velo quasi totale sull’attività artistica femminile, poche sono state infatti le artiste che hanno lasciato il segno,poche le eccezioni, tacciate comunque di zitellaggio, come la veneta Rosalba Carriera o di sottomissione, di integrazione, di servizio quasi, al compagno artista. Il risultato è che , per un insieme di motivi,non ci sono state grandissime artiste, così come non ci sono state grandissime filosofe.

Perché non ci sono state artiste grandi, rivoluzionarie come i grandissimi Michelangelo, Raffaello,Leonardo ecc ? Da un lato c’è la storica convinzione che fosse disdicevole, sconveniente darsi alle arti figurative, dall’altro alla donna nell’antichità era consentito occuparsi dell’arte solo se di famiglia aristocratica e comunque solo come mecenate, collezionista, come fu per Isabella d’Este o Caterina di Russia. Le donne non andavano a “bottega”come apprendiste dal maestro…non andavano a scuola, non avevano libertà di movimento… è per questo che si contano poche artiste dal Rinascimento all’Impressionismo , quelle grandi si possono contare sulle dita di due mani: Sofonisba Anguissola, Artemisia Gentileschi, Marietta col padre Tintoretto,Rosalba Carriera, Elizabeth Le Brun, Angelika Kauffmann, Berthe Morisot…Altre grandissime , sono uno specchio del compagno , del figlio o del padre artista: Sonia e Robert Delaunay, Suzanne Valadon e Maurice Utrillo,Frida Kahlo e Diego Rivera, Dora Maar con Pablo Picasso…

E poco conta che sia stato fatto uno studio riparatore su ognuna di queste artiste, con la pubblicazione di libri o la produzione di film: spesso più che il valore dell’artista ci si è ancora una volta soffermati sullo studio psicologico, sulla patologia dei rapporti e non sulla meraviglia della creazione, dell’arte, valorizzando la figura dell’artista, quasi ancora si considerasse l’uomo “il sole” attorno al quale dovesse ruotare attorni il “pianeta” donna, nel bene e nel male.

Per fortuna però alla soglia dell’800 con la rivoluzione industriale, sono cambiati usi, costumi, l’educazione, la cultura non sono stati solo appannaggio maschile e neppure le Accademie, gli studi artistici, le professioni legate alle Soprintendenze, ai Musei, alla letteratura critica.

Tant’è vero che sono state riabilitate anche molte artiste e le loro produzioni, a volte cadendo nell’errore opposto, magari cioè , in epoca femminista, dando un valore esagerato ad alcune artiste, in quanto donne, vittime del machismo nell’arte. Oggi questi due mondi non sono più antitetici, è stata superata la divisione sessuale Oggi in tutto il mondo evoluto non genera più curiosità l’attività creativa, artistica delle donne, anche nei Musei, nelle università, nei ministeri le donne stanno sorpassando le presenze maschili, perché le donne studiano di più e abbandonano di meno. Così possono arrivare ad occupare incarichi che un tempo sarebbero stati impensabili. Fa eccezione il campo musicale, tradizionale feudo maschile, virile, i direttori d’orchestra, i compositori donna sono rare eccezioni. Oggi le artiste, superata la ghettizzazione, superati gli eccessi del femminismo, hanno raggiunto la parità anche nello studio critico, nella storia , nell’arte e nelle quotazioni dei mercanti, dei collezionisti.

Senza voler dare un significato né politico, né ideologico, questa mostra vuole occuparsi semplicemente del femminile, delle espressioni, dei segni, dei contenuti e delle tecniche, con i quali alcune donne contemporanee si esprimono presentando la loro interiorità…Soprattutto vuol dare un’opportunità ad artiste del territorio compreso tra Verona-Mantova-Ferrara di creare relazioni tra loro e di esporre in un luogo particolare, Villa Schiavi di Sermide, nella provincia di Mantova, collocata quasi all’incrocio di strade che conducono appunto alle città sopra citate.

 

 

Le artiste che espongono sono:

Laura Attolini di Carpi, Cinzia Bevilacqua di Verona, Olimpia Biasi di Treviso, Claudia Bombarda di Negrar, Beatrice Borroni di Firenze, Federica Bottoli di Mantova, Emanuela Briani Cagnin di Venezia, Elisa Butturini di Verona, Celia Regina Gandini di Ferrara, Barbara Ghisi di Poggio Rusco, che ha partecipato all’organizzazione della mostra, mettendo anche a disposizione il suo patrimonio personale di conoscenza delle artiste, Natascia Grazioli di Mantova, Giuseppina Lascari di Ferrara, Maria Luisa Onestini di Ferrara, Ada Paganini di Sermide, Enrica Pellicciari di Castelmassa, Iva Recchia di Bussolengo, Alessandra Sempreboni di Verona, Barbara Testoni di Ostiglia, Matilde Trapassi di Milano/Palermo,Luisa Vezzosi di Cremona, Sabrina Zapparoli di Felonica, Chiara Zuini di Mantova.

La mostra sarà aperta fino a domenica 21 novembre e si concluderà con un altro importante momento. Alle artiste è stato chiesto di mettere a disposizione un’opera che sarà battuta all’asta domenica 21 novembre: metà del ricavato andrà all’Hospice “La Casa del Vento rosa” di Lendinara (RO), che da molti anni accoglie persone che trovano nell’abnegazione del personale un sollievo alle loro sofferenze, nel pieno rispetto della loro dignità.

 

Luciana Sidari *

 

*Organizzatrice della mostra e presidente della Delegazione per il sudest mantovano della Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani.

In passato ha organizzato mostre storico-iconografiche per il Comune di Venezia:

Fanti e denari: sei secoli di giochi d’azzardo” e “Il gioco dell’amore: le Cortigiane di Venezia dal ‘300 al ‘700”; per Villa Contarini a Piazzola sul Brenta ha organizzato diverse mostre , tra le quali alcune legate alla figura di Pinocchio, in collaborazione con la Fondazione Nazionale Collodi; altre con tema i giardini storici (a palazzo Guerrieri Gonzaga di Volta Mantovana ) in collaborazione col FAI di Mantova.

Iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Veneto, scrive come free lance per alcuni mensili di turismo, economia, arte.


Arte Cultura e Spettacolo