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Libri: È finlandese il primo libro-twitter, romanzo collettivo opera di 500 autori

 È finlandese il primo libro-twitter, romanzo collettivo opera di 500 autori

di Serena Previtali da (La Rondine - 29.12.2010)

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Se l’arte è partecipativa, i finlandesi ne sono i pionieri

Tampere, Mindtrek conference, 7 ottobre 2010. Un gruppo di studenti finlandesi presenta Il progetto Tweettakirja e annuncia l’uscita del libro Todellisuudesta Toiseen (Da una realtà all'altra): un variopinto e imprevedibile patchwork letterario la cui trama, imbastita dall´autore tamperense Mikko Karppi, è stata ordita passo per passo da tante mani di gente comune digitando 140 battute per volta sui tasti del computer di casa.

Niente ago e filo quindi: il progetto è stato realizzato sfruttando la potenzialità di un social network quale Twitter - cosiddetto di instant messaging - che fornisce agli utenti la possibilità di pubblicare messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri.

Il progetto nasce nel contesto Mindtrek, che ha affidato ad un team di studenti il compito di sviluppare un progetto nell’ambito dei social media che stimolasse la cooperazione fra individui. “L’incipit è nato da Antti” – racconta Esa Nikkilä, project manager di Tweettakirja – “stava attraversando in treno la tundra lappone sempre uguale a se stessa e ad un certo punto avuto l´idea di rifarsi ai giochi che facevamo da ragazzini Jatkokuva Jatkotarina” (qualcosa come 'continuazione di un racconto e di un'immagine').

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Nikkilä e Karppi

“Scrivevi un frammento di racconto o disegnavi un pezzo di figura a seconda del gioco in questione, piegavi il foglio e lo passavi al vicino di banco che proseguiva senza sapere quello che gli altri avevano fatto. Il risultato era sempre divertente perché assurdo..” E’ così che è nata l’idea di promuovere un racconto formato dagli input di tanti utenti in rete.

L’idea nella sua semplicità è piaciuta agli altri membri del gruppo e tutti hanno concordato che Twitter, per la sua immediatezza, la sua natura sintetica e puramente testuale, sembrava essere lo strumento perfetto. 

Il progetto però, anche se può sembrare semplice e immediato, per funzionare ha bisogno in primo luogo di un numero sufficientemente ampio di utenti-autori che siano motivati a mettere a disposizione il loro tempo, attenzione, creatività, e in secondo luogo di un’organizzazione centrale snella ed efficace per la gestione dei contenuti generati: la natura aperta e interattiva di questa tipologia di opera aperta, infatti, pur costituendone il DNA, è rischiosa poichè incline al caos e alla dispersione dei contenuti.
Per garantire visibilità al progetto, assicurare una certa qualità, motivare, il team ha invitato lo scrittore Mikko Karrpi a scrivere l’incipit di ogni nuovo capitolo (uno ogni due settimane). La scelta dell’autore si è rivelata vincente: “avevamo in mente un'altra scrittrice più famosa, ma Mikko ci ha sorpreso positivamente. Ci siamo resi conto che il suo stile poliziesco che stimola la curiosità del lettore e lo porta di continuo a formulare ipotesi, era perfetto per il nostro esperimento. Abbiamo avuto anche fortuna perché Mikko è al 100% nello spirito del progetto, e si è mostrato entusiasta della piega tragi-comico-fantascientifica che ha preso il racconto.” La scelta dell’artista che deve orchestrare il tutto è infatti delicata, non è così scontato per uno scrittore mettere a disposizione di tutti la propria arte, avere il coraggio di gettarla in un fiume di persone, vederla mutare forma e consistenza, strapazzata dai flutti, masticata, ingoiata e risputata dai pesci, lavorata dall’implacabile forza della corrente.
Per gestire il volume dei post pubblicati ogni giorno su Twitter il team ha deciso di scremare i contenuti e fare una selezione che viene pubblicata ogni giorno su un sito internet a parte, 
Tweettakirja.fi dove è possiblie perciò avere un aggiornamento costante sullo status del racconto. Un lavoro di editing full-time di cui Esa stesso si è fatto carico: “spesso è quasi immediato scartare in base a cosa ha senso e cosa no, ma a volte gli autori mi hanno dato filo da torcere. Ho dovuto chiedere aiuto a Mikko, e quando scegliere in base al contenuto era difficile abbiamo usato un criterio di eterogeneità, dando spazio a chi ne ha avuto di meno in precedenza. E’ un lavoro piuttosto impegnativo, ma quanto mai necessario anche perché dare un feedback costante è un modo di ripagare chi ha dato il suo prezioso contribuito.”

 

ImageIl romanzo collettivoTweettakirja è un ottimo esempio della nuova dimensione dell’arte che sfrutta le potenzialità di condivisione e interazione della rete e che viene perciò chiamata partecipativa, ma non è il solo. 
E’ del mese scorso l’eventoYoutube play del Guggheneim museum di New York che mette in mostra una selezione di video pubblicati su Youtube; sempre quest’anno nell’imponente contesto mediatico dell’Eurofestival (la trasmissione diretta televisiva non sportiva più vista nel mondo simile al nostro Sanremo) ha avuto luogo il più grande Flash-Mob mai organizzato al mondo: migliaia di persone in tutte le principali piazze d’Europa hanno eseguito nello stesso istante gli stessi passi di danza sulle note della canzone Glow – del gruppo Macdon. Ed è proprio la dimensione partecipativa dell’arte il tema della mostra tenutasi nel 2008/09 alla Biennale di Arte Contemporanea di Siviglia intitolata Youniverse; afferma Peter Weibel, curatore della mostra: “you-universe a significare che tu sei parte di un universo e puoi quindi interagire con esso ma allo stesso tempo ne sei responsabile. (…) Youniverse significa che la struttura dell'universo è partecipativa: tu sei parte dell'opera d'arte che stai osservando.”

L’esperimento finlandese però per alcuni aspetti è unico nel suo genere.
E’ infatti la prima forma d’arte che utilizza come strumento principale un social network, sapendo vedere e sfruttare l’enorme potenziale creativo che scaturisce proprio dalle dinamiche relazionali create dal mezzo stesso. 
Tweettakirja sembra inoltre risolvere con un happy-ending l’eterna lotta fra l’editoria digitale e quella cartacea, la cui sopravvivenza è considerata da alcuni minacciata dall’avvento delle nuove tecnologie: il Tweetta-Kirja infatti (letteralmente libro-twitter) nasce grazie alla cooperazione e condivisione connaturati al social-network, ma ha come output finale un volume stampato, uno di quelli veri, con tanto di pagine da toccare, sottolineare, scarabocchiare e farci le orecchie. 

Un'unica questione resta scoperta: in un tale guazzabuglio di co-autori, a chi vanno i diritti d’autore? Nel momento in cui qualcuno pubblica un post suTweettakirja acconsente a cedere i propri diritti. 
Pare però che ciò non abbia mai dato fastidio ai co-autori il cui nickname è citato in prima pagina, che si dichiarano totalmente appagati dal loro attimo di celebrità: come Andy Wahrol aveva profetizzato “In futuro, tutti saranno famosi per quindici minuti” o, nel caso specifico, per 140 battute.

(La Rondine - 29.12.2010)




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Arte Cultura e Spettacolo