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Ferrara: presentazione del libro "L'Acchiappanuvole" di Rita Montanari

 Dopo che i bambini della città hanno condito il loro risveglio con dolci e forse qualche carbone, giovedì 6 gennaio 2011 Rita Montanari ha regalato loro un piccolo pezzo di cielo con la presentazione de l’Acchiappanuvole, presso la libreria Feltrinelli.

Dedicata alle nipotine Sofia ed Ada, la fiaba si apre con la colorata descrizione del bosco in cui si trova la luminosa dimora di tutti i personaggi delle fiabe, ciascuno con un rispettivo compito, da Biancaneve a Pollicino. Il tentativo di tutti i personaggi di riacchiappare i propri sogni perduti, è rappresentato dalla speranza di ciascuno, di riuscire ad afferrare almeno uno straccio delle splendide nuvole che si specchiano nel laghetto di fronte, nella convinzione di riuscire a farlo tramite il riflesso del’acqua. I vani tentativi sono interrotti dall’arrivo di un bambino, il “bambino vero”, che avendo perso il suo aquilone, si rivolge alla casa delle fiabe, i cui abitanti, dopo avergli raccontato del problema delle nuvole e del lago, rimangono meravigliosamente esterrefatti dalla capacità del bambino di essere riuscito ad afferrare una nuvola, all’ora del tramonto, talmente bella e rosa da dare un nome al bosco degli abitanti delle fiabe.

I sogni che scappano possono essere sempre riacchiappati, è dunque il messaggio con cui Rita Montanari vorrebbe piantare il seme della speranza in ogni bambino, e far sì che viva il più a lungo possibile nella loro crescita, dato l’alto rischio che possa disperdersi nelle intemperie della vita.

Ad immedesimarsi meglio nel coinvolgimento delle semplici emozioni, ha aiutato l’impeccabile interpretazione di Shamira Benetti, della compagnia Due Watt , da cui è stato presentato un vero e proprio spettacolo per bambini, che verrà replicato in questo Carnevale a Massafiscaglia.

L’Acchiappanuvole, come racconta Rita Montanari, le era stata commissionata già con titolo e richiesta di tanti personaggi e colori, per poterla riproporre facilmente in diverse rappresentazioni anche ai bambini diversamente abili. Rispondendo a tali richieste, nulla vietava poi di farla diventare una fiaba di dominio di tutti.

“La destinazione – osserva Rita – è più ai grandi che ai piccoli. Sono i grandi quelli che non riescono più a sognare, e che hanno la debolezza di lasciar scappare i loro sogni, convinti che non esista più un ‘bambino vero’ capace di riacchiapparli.”

E nella frenesia della vita, bisognerebbe ogni tanto far silenzio intorno un po’, per poter focalizzare la realtà da cui evadere ed approdare ad un’altra ritrovata, un po’ più semplice e genuina, di cui spesso dimentichiamo l’esistenza.

“Per fortuna riesco ad uscire dalla realtà - conclude infatti Rita – a volte leggendo poesie, a volte leggendo fiabe, e a volte scrivendole”.


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Arte Cultura e Spettacolo