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"Caos ordinato" i quadri di Erto Zampoli Ferrara 10/25 aprile 2011

 

Mostra "Caos ordinato" delle opere di Erto Zampoli di Ro Ferrarese, dal 10 al 25 aprile alla Porta degli Angeli, Rampari di Belfiore, 1 Ferrara

 

Una storia vera... 

Immaginiamo di entrare in una casa abbandonata da tempo; una di quelle abitazioni tanto frequenti nelle nostre campagne, né antica né recente. Saliamo al piano di sopra: in una stanza ecco un baule, chiuso. Aprendolo, scopriamo che il contenuto è coperto da una tela, quasi a voler proteggere qualcosa di prezioso e caro. La solleviamo: il baule è pieno di cartelline colorate, che a loro volta custodiscono disegni. Decine, centinaia di disegni a colori realizzati con matita e pastelli su fogli di cartoncino.

Dalle superfici occhieggiano esseri mostruosi, incroci di animali, commistioni di occhi, ali, code, zampe e corpi senza precisi confini né appartenenze. E ancora case stralunate e improbabili, esseri umani liberamente reinterpretati, forme intrecciate e abbandonate ad una fantasia che le trasfigura e le scompone futuristicamente in una pluralità di punti di osservazione diversi e compresenti.

Oltre alla visionaria varietà dei motivi, quel che colpisce è la cura formale, la pulizia e l’ordine che hanno guidato la mano di chi ha fatto tutto questo. I disegni sono tracciati con precisione geometrica, come un intersecarsi e un fondersi di coni, cilindri, parallelepipedi, cubi e sfere, ingentiliti e animati dalle linee sinuose proprie dei corpi vivi, umani o animali. Nessuna sbavatura, nessun tratto irrazionale o incompleto, nessuna improvvisazione: questa – sembra ai nostri occhi – è l’opera solitaria di un meticoloso, la seconda vita di chi coltiva una sua personale ossessione e le dà forma ogni giorno con matite e pastelli. Desta meraviglia la quantità straordinaria di opere, tracciate quasi tutte sui cartoncini delle camicie confezionate: decine, centinaia di disegni che parlano di una frenetica e lucida attività solitaria, consumata nel tempo lasciato libero dal lavoro, allo stesso modo di una relazione clandestina che non può mai osare guadagnare la luce del sole. La cura formale dei disegni è tale che sembrano quasi pensati per essere incorniciati ed esposti. E invece giacciono tutti in questo baule, dove stanno come una voce che non ha abbastanza forza per farsi udire. O forse che non vuole essere udita; così come il loro autore, un uomo appartato e schivo, di cui molti a Ro, nel suo paese natale, potrebbero descrivere la figura ma pochissimi – forse nessuno – i suoi pensieri, le sue personali inquietudini e misantropie. Restano questi cartoncini e il loro bestiario a parlarci di lui, e a suscitare interrogativi: chi era Erto Zampoli? Perché disegnava? Cosa conosceva? Con chi era in contatto? Quale valore ha la sua opera?

Troppe domande a cui non sappiamo ancora dare risposte.

Richiudiamo il baule, lo trasciniamo fuori dalla stanza e poi giù dalle scale, decisi a mostrare questi disegni a chi, forse, potrà capirli meglio di noi. Qualcuno a cui li mostreremo per averne un parere, e a cui li presenteremo come una sfida da cogliere e una provocazione: se è vero che l’opera ha un valore intrinseco – diremo loro – qui c’è un corpus di opere che non offre il minimo conforto biografico o documentario sul suo autore; che ci sta davanti e ci sollecita a sbilanciarci con un giudizio, un’analisi, una proposta. Quest’opera ha un valore? E se sì, quale? E se ce l’ha, come  darle adeguata valorizzazione? 

Per riprendere la metafora di poc’anzi, le relazioni clandestine che durano per la vita si concludono inevitabilmente con la scomparsa di uno dei due amanti. Oggi che uno dei due non c’è più, non ci resta che l’altro per illuminare una storia segreta, assegnare un valore, se vogliamo, ad un’esperienza umana e artistica che si è dipanata nell’ombra e che quel valore non ha mai preteso di assegnarselo da sola. E’ una storia che cerca un narratore, quella di Erto Zampoli da Ro. A voi la provocazione.  

Giovanni Dalle Molle, Silvia Poletti

 

 

 


Tags

Arte Cultura e Spettacolo