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Presentato il libro "Carte d'imbarco. Il viaggio in I nelle rotte della contemporaneità" curato da Massimo Bignardi

 Carte d’imbarco. Il viaggio in Italia nelle rotte della contemporaneità.

Parla da sé, il titolo del libro presentato venerdì 29 aprile, presso la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea di Ferrara.

Una raccolta di saggi; otto artisti diversi. L’intero lavoro è nato come compito assegnato agli studenti del curatore Massimo Bignardi (docente di  Storia dell’arte contemporanea all’università di Siena) in occasione di seminari organizzati proprio nel suo corso.

A intervenire come critica e moderatrice è la prof.ssa Ada Patrizia Fiorillo, accompagnata da Giorgio Cattani (Accademia di Brera) e dal maestro Franco Farina. La firma degli studenti sui saggi, va a Susanna Arangio, Stefania Crepaldi, Riccardo Gennaioli, Marina La Manna, Giorgia Lo Piccolo, Paola Mantovani ed Emanuela Zannon, l’ultima delle quali presenziava alla presentazione.

“Sul fascino del viaggio mediterraneo non si è prodotta una grande storiografia”, osserva la prof.ssa Fiorillo, analizzando da subito il libro, “il mito del viaggio in Italia è affrontato in questo volume sia dal punto di vista storico culturale e politico, sia con un occhio contemporaneo”.

Viaggi sulla scorta di esperienze romantiche ancora in corso. Viaggi compiuti da artisti provenienti dalle parti più diverse del mondo. Viaggi accomunati dalla scelta condivisa di una sola meta: l’Italia. Tutto questo fa capire quanto la componente principale del libro sia la metafisica, la spiritualità, che accompagna certo anche le informazioni culturali. Paesaggi interiori e architetture dell’anima sono ciò che rende immortale dentro ciascuno il ricordo di un viaggio.

Leggendo il libro, si può viaggiare il più possibile assieme alle emozioni immortali degli artisti. “Il viaggio è qualcosa che ci permette altri viaggi”, afferma infatti la prof.ssa Fiorillo, “e alcuni di questi biglietti non hanno prezzo”.

L’opera d’arte vive anche attraverso le esperienze degli autori, e le esperienze che possono essere definite di per sé opere d’arte, sono i viaggi. Il viaggio è sempre qualcosa di spirituale, soggetto a quelle entità fisiche e metafisiche che sono lo spazio e il tempo: anche tornando più di una volta in uno stesso luogo, il periodo non è mai lo stesso, e anche tornandoci in uno stesso periodo, è la nostra persona che cambia.

“Mi sono messo alla pari con gli studenti specializzandi”, conclude infine il curatore Massimo Bignardi, “non solo perché sono dottori quanto me, ma perché dell’arte abbiamo la stessa percezione: sogniamo davanti ai dipinti, e viaggiamo davanti ai dipinti”.


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Arte Cultura e Spettacolo