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Picasso in mostra 'Ho voluto essere pittore, e sono diventato Picasso'

 “Quand’ero bambino mia madre mi diceva: ‘Se diventi soldato, sarai generale. Se diventi monaco, finirai papa.’ Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso”.

Più che di modestia, il pittore brillava per il suo talento, come si può ampiamente ammirare dalla mostra che ospita Pisa fino al 29 gennaio 2012, nel pittoresco Palazzo Blu. Dello stesso colore del Palazzo, è anche il periodo d’esordio di Pablo Picasso: il periodo blu è infatti quello che si svolge nella Parigi bohemienne di Montmartre, noto quartiere degli artisti. La povertà regna tanto in questo luogo, quanto di conseguenza nelle prime tele di Picasso: basti pensare che per dipingere uno dei suoi primi nonchè celeberrimi capolavori, Les repas frugal (“Pasto frugale”), con cui la mostra si apre, l’artista utilizza una tela di seconda mano, senza sapere che sarebe diventata una delle sue opere più famose.

“Nudo con le braccia alzate”, che segue immediatamente, è il disegno preparatorio a quello che sarà il famosissimo quadro Les Demoiselles d’Avignon. Il dipinto, che cambierà la storia dell’arte del Novecento, dando il nome al Cubismo, riprende insieme maschere africane e origini iberiche, in una scena di nudo, rappresentante un bordello, che fonde a tratti sesso e morte, con i quali Picasso voleva evidentemente esprimere il disgusto per una società sempre più decadente e sorpassata.

Dopo la guerra, Picasso abbandona i pennelli e si dedica al bianco e nero, quasi fossero gli unici colori dai quali il suo animo potesse ripartire. Due serie rarissime di collezioni private, quella dei “Toros” e delle “Due donne nude”, dominano un’ intera sala, dedicata alla litografia, che mostra con quale destrezza il pittore era in grado di realizzare serie di immagini inconfondibili nella sua firma, differendo ognuna per qualcosa, a seconda di cosa il suo estro gli suggeriva. 

Tantissime serie di opere sono poi strettamente correlate all’immenso dipinto Guernica, monumento che la storia ha dedicato alla guerra: minotauromachie, cavalli sventrati e rappresentazioni mitologiche ne rivelano la natura paricolare dopo particolare.

Oltre questi interessantissimi “dietro le quinte” del famigerato pittore, non mancano quadri quali “Natura morta con cesto di frutta”, “Busto di fauno”, “Jaqueline con cappello a fiori”, “Jaqueline con cappello di paglia”, “Natura morta con chitarra”, e tanti altri che si districano in un labirinto blu, dal quale si esce con qualcosa in più.

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Arte Cultura e Spettacolo