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Padova. Una gelida notte "calda" per i Carabinieri, 5 arresti

 Una notte di gennaio particolarmente “calda” ha visto impegnati diversi equipaggi del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Padova e della Stazione di Vigodarzere nel contrasto di diversi furti avvenuti in città e Provincia. Il bilancio dell’attività di prevenzione contro i reati predatori, registra l’arresto di cinque cittadini romeni, due dei quali per un furto di 4000 litri di gasolio e tre per la spaccata ad una tabaccheria.

Verso le 23.00 di ieri, a Mestrino (PD), una pattuglia del NORM della Compagnia di Padova, transitando nei pressi del centro commerciale “LA FORNACE”, notava un individuo a piedi che si aggirava con fare sospetto. Avvicinatolo per un controllo, i Carabinieri constatavano che il soggetto emanava un forte odore di carburante ed aveva gli indumenti nonché le mani, sporchi di gasolio. Decisi ad approfondire la situazione, i militari trattenevano il soggetto e facevano intervenire altri equipaggi per eseguire una rapida ricognizione sul retro dell’edificio. Circondato il centro commerciale, nella semioscurità di un parcheggio, gli operanti si avvedevano, in prossimità di una siepe, di un uomo accovacciato che stava riavvolgendo un tubo di gomma. All’arrivo dei Carabinieri, questi tentava di allontanarsi ma veniva rapidamente raggiunto e bloccato: anche lui risultava sporco di gasolio nonché in possesso di un tubo di 16 metri di gomma, di un tondino in acciaio e delle chiavi di un furgone di colore bianco parcheggiato poco distante con targhe romene. All’interno del mezzo, i Carabinieri rinvenivano dei barili pieni di gasolio, altri metri di tubo in gomma, un motorino autoclave ed una batteria per la sua alimentazione. Sebbene il romeno avesse tentato di giustificare la sua presenza asserendo di essere in attesa della fidanzata, i Carabinieri eseguivano un rapido sopralluogo accertando che al di là della recinzione oltre la siepe, era posizionato un serbatoio di gasolio di proprietà di una ditta di movimento terra. Interpellato il titolare dell’azienda, questi verificava che erano stati asportati da quel serbatoio, circa 4000 litri di carburante. Considerata la flagranza, i due soggetti di origine romena, identificati in P. M. A., classe 1991 e V. V. P., classe 1986, venivano dichiarati in arresto per furto aggravato in concorso e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, ristretti nelle camere di sicurezza in attesa del rito per direttissima previsto già per questa mattina.

Ma la nottata era tutt’altro che conclusa: alle 02.30 circa i Carabinieri della Stazione di Vigodarzere, in transito a Padova in Via Pontevigorzare, venivano allertati dall’entrata in funzione di una sirena di allarme di una tabaccheria poco distante. Mentre si dirigevano verso l’obiettivo, venivano fermati da un passante che asseriva di aver visto tre individui fuggire in direzione del fiume Brenta, proprio poco dopo l’attivazione dell’antifurto.

Intercettati rapidamente dai Carabinieri, due dei tre malviventi, per sfuggire alla cattura, si buttavano nelle acque gelide del Brenta, ma sull’altra sponda trovano ad attenderli i Carabinieri del NORM di Padova inviati in supporto dalla Centrale Operativa. Grazie al tempestivo intervento di più autoradio, i militari dell’Arma traevano in arresto - ma anche in salvo da sicura morte per assideramento -: L. A. M. e S. G. I., rumeni, rispettivamente di 19 e 20 anni. Nell’altra riva, nascosto tra i cespugli, i Carabinieri stanavano il terzo malvivente: M. I. C., rumeno, classe 1986, che rotolava nel greto del fiume abbracciato al Carabiniere che lo stava inseguendo.

Vicino al nascondiglio di M.I.C., i militari dell’Arma rinvenivano e sequestravano uno zaino contenente parte della refurtiva.

Il sopralluogo sul luogo del furto, permetteva di ricostruire così l’evento: i tre, utilizzando un tombino di ghisa prelevato poco distante dalla strada, lo usavano come ariete per infrangere l’ingresso della tabaccheria. La titolare dell’esercizio accertava un ammanco di svariate confezioni, del cassetto del registratore di cassa e di 1500 euro in contanti. I soldi, di cui non si è trovata traccia, sono stati probabilmente persi nel fiume dai due mentre erano in acqua.

Accompagnati al Pronto Soccorso, i “tuffatori” sono stati curati per un principio di ipotermia mentre il “cascatore” per le contusioni riportate. Una volta in caserma, l’esito dei riscontri fotodattiloscopici permetteva di appurare che M. I.C. e L.A.M. erano stati da poco rilasciati a seguito di un processo per direttissima, poiché arrestati - appena due giorni fa, lo scorso 9 gennaio - dai Carabinieri della Stazione di Strà (VE) per un analogo episodio: una spaccata ai danni di una tabaccheria di Fiesso D’Artico (VE). Valutata la situazione, il Pubblico Ministero di turno ha disposto che venissero associati alla Casa Circondariale di Padova.

I tre dovranno rispondere di furto aggravato in concorso. 


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