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Padova. Portavano armi da guerra e cercavano un nascondiglio in città, arrestati due bosniaci

 I Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) e quelli del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Padova hanno arrestato un pericoloso ricercato - J. A. classe 1981 – ed un suo fiancheggiatore - V. D. 1976 -, entrambi provenienti dalla Bosnia Erzegovina, poiché trovati in possesso di armi da guerra.

Più fonti informative avevano riferito al Raggruppamento Operativo Speciale della presenza, in città, di una Audi A6 con a bordo due loschi individui stranieri alla ricerca di una sistemazione poco in vista ove trovare alloggio per un po’ di tempo e nascondersi agevolmente alle Forze dell’Ordine, mescolandosi al caos delle festività natalizie.

Sulla base di scarni elementi descrittivi, il ROS era riuscito a scremare una lista di soggetti da ricercare e, vista la necessità di rastrellare diversi quartieri cittadini ed una vasta area anche a ridosso della cintura urbana, era stato organizzato un servizio ad ampio raggio coinvolgendo personale in abiti civili del Nucleo Investigativo e della Compagnia Carabinieri di Padova.

Il massiccio il dispiegamento di forze ha consentito di setacciare per diverse ore, in lungo e in largo, la città di Padova fino a quando è finalmente comparsa, in via Ricci, una Audi A6 con targa slovena su cui viaggiavano due uomini.

I militari hanno avuto modo di vederli bene in volto e, mentre la Centrale Operativa eseguiva i controlli sulla targa, uno dei due è stato riconosciuto - nelle foto segnaletiche - come l’autore di due efferate rapine a portavalori avvenute proprio in Slovenia.

Lanciato l’allarme, in pochi secondi sono confluiti in zona tutti gli equipaggi. Una volta scattato il dispositivo, i Carabinieri hanno rapidamente circondato il mezzo e in pochi secondi i due sono stati impacchettati senza che avessero il tempo di pensare alla benché minima reazione.

La perquisizione del mezzo ha consentito di recuperare due pistole semiautomatiche di fabbricazione serba con munizionamento da guerra. Si tratta, in particolare di una pistola CZ999 Skorpion calibro 9 Parabellum - in uso alle Forze Speciali serbe – con 15 colpi nel caricatore, e di una ZASTAVA 635 8 mm, un gingillo letale poiché facilmente occultabile, con 6 colpi nel caricatore.

Una volta in caserma, gli accertamenti sul conto di J. A. hanno riscontrato tutta la sua pericolosità: sul suo conto pendeva infatti un mandato di arresto europeo ai fini estradizionali per le due efferate rapine a portavalori commesse nell’ottobre 2010 e nel gennaio 2011 dove erano state percosse fino allo svenimento due guardie giurate.

I due bosniaci, espletate le formalità di rito, sono stati associati al carcere di Padova a disposizione dell’A.G. cui dovranno rispondere di detenzione e porto illegale di armi da guerra.


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