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Ferrara Il Re delle cravatte al Rotary Club: il decalogo della cravatta

 Un riconoscimento ad uno dei migliori ambasciatori del Made in Italy nel mondo 

Il Rotary Ferrara est ha ospitato lunedì scorso 7 novembre, presso il ristorante Astra, sede sociale del Club, il noto imprenditore designer napoletano Maurizio Marinella. Marinella da oltre 90 anni è sinonimo di raffinatezza, ricercatezza e classe. E quell'eleganza, che fosse una cravatta o una camicia, ha arricchito nel tempo i personaggi e gli uomini che per oltre novant'anni si sono avvicendati nel negozio dal mobilio inglese di Riviera di Chiaia. Marinella è stato l'acqua di colonia di D'Annunzio, la cravatta del Principe Umberto di Savoia o di Luchino Visconti, il foulard di De Sica, la camicia di Onassis, e ancora, in un crescendo che l'ha visto assurgere negli ultimi anni a simbolo della cravatta nel mondo, quelle di Bush, di Clinton, di Mitterrand e di Kohl, per non dimenticare l'Avvocato Agnelli, Francesco Cossiga, Silvio Berlusconi e tanti altri nomi illustri. 

Presentato ai numerosissimi intervenuti dal presidente del Rotary Ferrara est, avv. Gianni Polizzi, l’imprenditore napoletano si è soffermato in particolare sui presupposti che hanno determinato la rapida crescita dell’Azienda che, nata all’ombra del Vesuvio, ha ormai superato i confini cittadini, assumendo, nel campo della moda maschile, le dimensioni e l’impronta stilistica di una vera e propria griffe. La lezione del nonno e del padre ha fatto di Marinella non una bottega, ma uno stile. Maurizio Marinella conferma: «La nostra è una storia di orgoglio non di ricchezza. Anzi, avevamo più debiti che crediti e mio padre un giorno mi disse: il primo piatto lo mangeremo sempre, il secondo è incerto, quindi continuiamo così, non dobbiamo mai cambiare». Lui si sente «un pezzo di una storia che continua». Due guerre mondiali, tre sistemi di governo liberale, dittatoriale e democratico, tutto cambiato e sconvolto ma Marinella rimane al solito posto per trasmettere il messaggio di bon ton. Marinella ha evidenziato come “ la creatività organizzata oggi possa risultare la migliore strada perseguibile per riuscire ad offrire soluzioni sempre più integrate per problemi sempre più complessi”.

Ma come scegliere la cravatta giusta? Per guidarci nella scelta ed evitare imperdonabili errori, ecco il decalogo di Don Eugenio Marinella, uno che sullo stile ha costruito la propria fortuna:

Come in tutte le cose anche per la cravatta è una questione di misura: quella giusta è compresa tra gli 8,5 e i 9,5 cm nel punto più largo.

Il nodo: importante imparare a farlo senza stringere troppo, per evitare l'effetto "impiccato". Disfarlo sempre la sera e appendere la cravatta ben tesa durante la notte.

Avere la stoffa giusta: seta jaquard per le regimental, seta più leggera tipo foulard per gli stampati, fantasie per le cravatte dal tono elegante, lana a righe o fantasie scozzesi per l'abbigliamento invernale sportivo.

Una cravatta per ogni occasione: al mattino preferire la cravatta chiara e di fantasia, la sera optare per una cravatta più scura.

Non farsi consigliare e non demandare a nessuno la scelta della cravatta: l'unica regola è seguire l'istinto. Scegliere la cravatta deve essere un atto irrazionale.

Anche l'istinto deve seguire una certa logica. Assolutamente da evitare: i disegni molto grandi e vistosi, quelle con un unico disegno centrale ma anche quelle troppo smorte e anonime. Ricordarsi che la cravatta rivela il carattere.

Da preferire:quelle in tinta unita in colori decisi, piccoli disegni(pois, losanghe, quadretti, rombi, piccole stampe cachemire), righe trasversali di due o tre colori al massimo. 

I colori:la cravatta deve "staccare" dall'abito e dalla camicia, senza per questo fare a pugni. Deve essere di colore più scuro della camicia e più intenso di quello della giacca. E' spesso l'unica nota colorata di un abbigliamento serioso ma attenzione a non esagerare! Evitare il verde pisello, il giallo canarino così come il rosso fuoco ed il rosa confetto. Più scuri senza essere anonimi i bordeaux ed i rossi scuri, i blu, i verdi e i marroni.

L'abbinamento con la camicia é un campo minato in cui solo il buongusto vi può guidare: da evitare comunque la sovrapposizione di una cravatta dal disegno fitto su una camicia a quadretti o l'abbinamento "tutto righe" di una cravatta regimental, camicia rigata e giacca in tessuto operato.

Mai il coordinato cravatta+fazzoletto da taschino: è un'inutile quanto anacronistica affettazione. Evitare sempre di avere un aspetto d'insieme troppo curato e lezioso e optare per un'eleganza decontractée. 


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