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Ferrara La Cina impara a Ferrara, delegazione cinese accolta in Castello

 Guandong e Ferrara sempre più legate da politiche sulla qualità della vita 

Un pezzo unico di alto artigianato che raffigura una delle feste popolari più importanti del calendario cinese; una ceramica graffita ferrarese e una stampa raffigurante il Castello Estense.

Questi sono i doni che si sono scambiati la presidente della Provincia, Marcella Zappaterra, e il capo della delegazione cinese della regione del Guandong, Wen Yongyu. Il gruppo formato da 25 persone, provenienti da varie parti del paese della Grande Muraglia è in questi giorni a Ferrara nell’ambito dell’edizione 2011 del “China and Italy School of Policy”, la scuola di formazione per manager e politici cinesi promossa, per conto dell’Università di Ferrara, da Marco Di Tommaso, docente alla facoltà di studi economici estense.

Il gruppo è salito qualche minuto prima delle dieci in Castello Estense, accompagnato da Lauretta Rubini, docente di Economia applicata alla facoltà che ha sede in via Voltapaletto.

La presidente della Provincia, nel proprio saluto di benvenuto, ha tratteggiato il quadro di riferimento del contesto provinciale insieme con le politiche messe in campo in questi anni.

Ne sono emersi, in breve, i cinque pilastri per promuovere lo sviluppo territoriale: ambiente, patrimonio storico, cultura, qualità della vita e coesione sociale.

Notevoli le affinità tra Canton, la capitale del Guandong (fra le più ricche ed evolute del paese asiatico), e la realtà ferrarese. Anche nella regione cinese, dopo gli anni di sviluppo imponente (che peraltro sta continuando a ritmi sostenuti), si comincia a fare i conti con risorse ambientali che non sono illimitate. “In particolare – ha detto Wen Yongyu – stiamo pensando a politiche per contenere l’inquinamento, l’incremento della popolazione e per un uso più razionale delle risorse naturali ed energetiche. In questo modo – ha aggiunto – anche da noi le tematiche ambientali e della qualità della vita sono sempre più centrali e da questo scambio di esperienze vogliamo trarre insegnamenti per il nostro contesto”.

La Cina, ha poi ricordato, si suddivide in 30 province, che sono le unità amministrative equivalenti alle regioni italiane.

L’incontro in Castello Estense è proseguito con le comunicazioni del dirigente del settore Turismo della Provincia, Roberto Ricci Mingani, e del presidente Sipro, Gianluca Vitarelli. 


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