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Ferrara 15 ott. Convegno interattivo “L’aratro e……..oltre”

 

 

 

 


 Sabato 15 ottobre, ore 10 presso il M.A.F (Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese) a San Bartolomeo in Bosco (Fe), Via Imperiale 263

Importante evento scientifico organizzato dall’Accademia Nazionale dell’Agricoltura

Patrocinio: Fondazione Carife 

PROGRAMMA 

Ore 10,00 - Saluti di benvenuto,  Piero Puglioli Presidente Fondazione Carife

Ore 10,15  - Introduzione del Presidente,  Prof. Giorgio Amadei

Ore 10.30  - Lettura accademica sul tema “L’aratro e……..oltre”

Aratro: cenni storici, situazione in essere ed evoluzione, Marco Bentini

 Aratro ed attrezzi similari: parametri operativi, Gualtiero Baraldi

Ore 11,30  - Guido Scaramagli e il suo Museo, Enzo Manfredi

Ore 11,45  - Attività del Centro di documentazione del mondo agricolo ferrarese,

  Gianpaolo Borghi

Ore 12.30  - Intervallo con assaggi di prodotti tradizionali

Ore 14,00           - Visita al Museo: tradizioni e costumi della civiltà contadina e rassegna delle attrezzature in uso all’epoca, Maria Roccati

Ore 15,00  - Dimostrazione forgiatura vomeri: a mano e a maglio, Sergio Padovani e figli

                        -Aratura tradizionale con trattori d’epoca, Luca Ori 

Il convegno prende in esame la storia dell’aratro nella agricoltura e la sua evoluzione attraverso i secoli. L’aratro era in origine un attrezzo a punta per assolcare il terreno predisponendolo alla messa a dimore dei semi. Si trattava di un attrezzo rudimentale a traino animale che coinvolgeva uno o più operatori. Per diversi secoli l’aratro non ha subito sostanziali modifiche.

Solamente attorno al ‘700 viene presa in considerazione l’opportunità di rivoltare il terreno con la presenza di organi rovesciatori. L’aratro quindi assume la forma classica ancora oggi in essere con la presenza di un coltro per il taglio verticale del terreno e un vomere per il taglio orizzontale.

La trazione animale è continuata fino ai primi del ‘900, quando iniziò la disponibilità di fonti di energia meccanica.

Nella seconda metà del secolo scorso l’evoluzione sia della trattrice che dell’aratro ha consentito, nelle versioni più evolute, capacità di lavoro di 1 ha/h e più

Attualmente l’attenzione per la lavorazione del terreno è rivolta ad attrezzi ripuntatori-scarificatori diversamente foggiati (punte ricurve con appendici). Oggigiorno, poi, l’attenzione si è  allargata a macchine per lavorazione minima o non lavorazione del terreno, in grado, in alcuni casi, di distribuire anche il seme, i nutrienti, i prodotti fitosanitari.

Si conclude nella convinzione che l’aratro sia strumento unico, necessario in particolare in terreni tenaci e in colture esigenti, ma che vi siano già attrezzatrure complementari disponibili, il cui utilizzo, nelle condizioni idonee ha riscontri interessanti, suffragati anche dalla sperimentazione.


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