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Ferrara Piena soddisfazione per il lavoro svolto con i profughi africani

 Ferrara indicata come modello a livello regionale per la gestione dei profughi del Nord Africa 

Il Gruppo di Monitoraggio e Assistenza (Gma), istituito a livello nazionale lo scorso luglio, è stato a Ferrara nei giorni scorsi per toccare con mano i livelli di assistenza e accoglienza per fronteggiare l’arrivo dei profughi dal Nord Africa.

Il Gma è composto da rappresentanti del dipartimento della Protezione civile, di quello per le Libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, della Conferenza delle Regioni, dell’Unione delle Province italiane, dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, dell’Unhcr (l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati), dell’ International Organization for Migrations (Iom)  e da Save The Children.

Il team di esperti è stato accolto da rappresentanti della Protezione civile della Provincia, del Comune di Ferrara, dell’Azienda per i servizi alla persona (Asp) e della cooperativa Camelot.

Dopo una prima illustrazione del sistema adottato, basato sulla scelta condivisa tra Provincia e Comune di Ferrara di un primo centro temporaneo – il Centro Unico di Protezione civile (Cup) di via Marconi - in attesa di sistemazioni di media durata individuate in accordo con i Comuni, gli esperti del Gruppo di Monitoraggio sono stati accompagnati nelle due strutture di accoglienza presenti nel comune di Ferrara, le quali ospitano complessivamente 61 migranti. Sono state visionate strutture e disposizioni logistiche, prima di una riunione nella sede dell’Asp per un approfondimento sulle attività di assistenza offerte ai profughi, quali l’informazione legale nella procedura per la richiesta di protezione internazionale, l’orientamento e accompagnamento ai servizi sociali e sanitari, gli interventi di integrazione sociale offerti ai profughi da parte di Asp e dalla coop Camelot, coinvolte nella gestione assistenziale.

Nella struttura di prima accoglienza del Cup, gestita dalla Provincia in collaborazione con il Comune capoluogo e il volontariato di Protezione civile insieme con la Croce Rossa italiana, vengono eseguite le visite sanitarie ed un primo riconoscimento da parte della Questura, cui fa seguito il fotosegnalamento nei giorni immediatamente successivi e l’attivazione delle procedure di richiesta d’asilo.

Il gioco di squadra tra amministrazione del Castello Estense e l’ufficio immigrazione della Questura porta al rilascio del permesso di soggiorno provvisorio, utile per circolare liberamente ed accedere ai servizi sanitari, entro i primi giorni dall’arrivo al centro di via Marconi.

“Sono molto contenta – dice la presidente della Provincia Marcella Zappaterra – che al termine della visita il gruppo di esperti abbia espresso piena soddisfazione e condivisione per il lavoro svolto, indicando addirittura il sistema ferrarese come un esempio da seguire a livello regionale. Un apprezzamento – aggiunge - che mi fa esprimere un ringraziamento alla disponibilità delle amministrazioni comunali  a quanti stanno collaborando fin dall’inizio dell’emergenza umanitaria ad assicurare questi livelli di accoglienza e di assistenza che oggi ricevono un importante riconoscimento autorevole”.


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