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Greta Garbo: mostra a lei dedicata dalla casa di mode Ferravamo

A Greta Garbo (1905-1990), la più misteriosa delle star del cinema, che scelse di scomparire dallo schermo e dalle cronache mondane a soli 36 anni (nel 1941), viene  dedicata una mostra e pubblicato un libro, in commemorazione del ventesimo anno dalla sua morte (15 aprile).

La mostra è un raffinato omaggio che le riserva la casa di mode Ferravamo, il cui Museo conserva la storia di grande artigiano al servizio del lusso privato e del glamour dello star system, e sarà ospitata alla Triennale di Milano, fino al 4 aprile, per poi trasferirsi, da maggio a settembre, al Museo Ferragamo di Firenze.
E’ la prima volta, che una mostra svela il privato della più riservata icona di bellezza e fascino. La diva del mistero e il "calzolaio dei sogni" Salvatore Ferragamo si incontrarono una sola volta, nel 1927, quando nel negozio di Hollywood, poco prima di rientrare a Firenze per avviare la sua azienda in Italia, Salvatore le aveva fatto delle scarpe su misura. Lei tornò in quel negozio finché era rimasto di Ferragamo, poi aveva continuato a comprare le sue creazioni da Saks a New York, ma non si erano più incontrati. Nel '49 capito' a Firenze e - entrata nel negozio Ferragamo con un paio di sandali di corda - ne usci con settanta paia di scarpe, quali tutte uguali. Due anni fa, di passaggio a Firenze, il pronipote della Garbo, Craig Reisfield, visitò il museo Ferragamo e vi scoprì l'esistenza di un ricco archivio con il guardaroba della Divina, conservato con cura e discrezione. Da li l'idea della mostra, che racconta le creazioni del costumista Adrian per la Divina, ovvero: cappucci drappeggiati, colletti scostati, quelle scollature a V poco profonde che focalizzavano l'attenzione sul suo incredibile viso.

Il libro è una biografia romanzata scritta Italo Moscati, dal titolo 'Greta Garbo. Diventare star per sempre' (Edizione Sabinae) in uscita a maggio.

Racconta la donna, l'attrice, la diva. Nata in una famiglia di contadini svedesi, da adolescente lavorò come sciampista, poi come commessa ai grandi magazzini. Allora l'attirava il teatro; poi scoprì il cinema, o piuttosto: il cinema scoprì lei, prima il cinema tedesco, poi Hollywood. Riuscì anche a superare il cambio epocale dal cinema muto a quello parlato; si affermò con film indimenticati come Anna Karenina e Ninotchka. Poi decise di scomparire e di avvolgersi di mistero: un mistero che lascia ampi spazi di indagine e invenzione ad uno scrittore come Moscati.

Fonte: Ansa 13 mar. 2010 - Foto: Greta Garbo nel 1925, di Arnold Genthe (1869/1942)

 


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