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Salute: Barcellona, ospedale Vall d’Hebron, primo trapianto completo di viso; articolo con video

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Ricostruzione animata illustrante le parti sostituite durante l'operazione 

Nè il suo viso, ma  neppure i lineamenti di un altro. Un volto nuovo, con similitudini al precedente, soprattutto nella parte superiore, dove le ossa sono rimaste le originali. Il primo trapianto totale del volto ha creato e creerà non pochi problemi psicologici al giovane uomo che, da qualche giorno, vede riflesso nello specchio uno sconosciuto. Ma non c’era scelta: il ragazzo trentenne, vittima cinque anni fa di un devastante incidente, aveva subito deformazioni al viso così gravi da impedirgli di respirare sia con il naso, sia con la  bocca, e da rendergli complicato perfino deglutire e parlare; era rimasto con un buco in piena faccia, senza naso ne bocca.

Nove, successivi e dolorosi interventi chirurgici non erano riusciti a ripristinare le funzioni basiche, così il giovane accetta di sottoporsi ad un altro intervento pioniere, rischioso ma inevitabile: il trapianto integrale del viso, compresi i muscoli, la pelle, gli zigomi, il naso, la mascella e la mandibola, i denti. Tutto proveniente dallo stesso anonimo donatore. La decima volta che chirurghi eseguono operazioni analoghe nel mondo; le precedenti erano state solamente parziali.

Questo nuovo primato spetta all’ospedale universitario Vall d’Hebron di Barcellona, dove un’équipe di 30 specialisti, guidati dal capo della divisione di Chirurgia Plastica e Ustionati, Joan Pere Barret, si sono turnati per 24 ore in sala operatoria nel tentativo di restituire una faccia funzionante, per quanto estranea, al paziente. I chirurghi adesso paiono ottimisti: entro poche settimane il ragazzo ricomincerà a parlare, a mangiare e «perfino a sorridere e a ridere». Ma è ancora presto per esultare: almeno altri due mesi di ospedale, una faticosa riabilitazione e il non meno lieve impegno di familiarizzare con le sue nuove sembianze attendono ancora il giovane uomo.

I medici, che il 23 aprile 2010 hanno presentato con orgoglio il risultato della loro opera, assicurano che «il paziente non ha assunto la fisionomia del donatore ». La «maschera» che hanno trasferito su un altro teschio sembra essersi ben integrata, ma senza poter replicare le fattezze originali del ricevente poiché parte del supporto osseo è diverso.

Assomiglia a prima, affermano ai familiari, che seguono con apprensione la lenta ripresa. Nell’attesa che gli fosse mostrato l’esito del trapianto, il giovane è stato preparato da una squadra di psicologi, i quali avevano valutato le sue capacità di adattarsi a un cambio tanto profondo del suo aspetto originale ancor prima dell’intervento.

«Si è guardato allo specchio, quando è stato giudicato pronto per farlo e lui stesso se l’è sentita; ha reagito bene ed è rimasto tranquillo e soddisfatto » ha riferito il dottor Barret, secondo il quale il paziente potrà riprendere una vita normale nel giro di sei mesi.

 Dal punto di vista clinico, il primo trapianto totale di faccia è giudicato un pieno successo: già un mese prima, l’équipe del Vall d’Hebron, si era preparata all’impresa, ipotecata da un alto rischio di rigetto nel caso il ripristino della vascolarizzazione non fosse riuscito perfettamente. Poi l’operazione: per un giorno e una notte, i chirurghi hanno lavorato senza interruzione, sostituendo tutte le strutture deformate (mascella, mandibola, naso, zigomi, muscoli e nervi) concludendo l’opera con i punti di sutura della pelle.

Fino al momento della loro nuova collocazione, i tessuti prelevati dal donatore erano stati conservati in liquidi identici a quelli utilizzati per i normali trapianti di organi. Solamente dopo la constatazione della completa ripresa della circolazione nei vasi sanguigni appena ricongiunti, i chirurghi hanno cominciato a rilassarsi. Riferiscono i medici che le sole cicatrici visibili sono sulla fronte e sul collo, ed aggiungono che, con il tempo, si attenueranno e saranno facilmente mascherabili.

Fonte: Corriere della sera 23 apr. 2010; Virgilio notizie   Foto: frame del filmato   Video: elmundo tv su Youtube


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